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Intervista ai TRAIN TO ROOTS: il nuovo album Home e il video di NUH PUSH (feat. Madh)

NUH PUSH, Train To Roots feat. MADH: è online il video del terzo singolo estratto da Home (etichetta INRI Torino), il nuovo album della band reggae from Sardinia. Guardalo in anteprima a fine articolo.

I TRAIN TO ROOTS, storica band reggae della Sardegna, incontrano la voce di MADH, finalista dell’edizione 2014 di X Factor Italia, nel brano Nuh Push, una canzone che invita a non mollare, a spingersi sempre oltre il limite anche quando la vita ci pone davanti a prove apparentemente insormontabili.

Abbiamo raggiunto Michele Mulas “Rootsman I”, voce dei Train To Roots, per qualche domanda sull’album Home (con cui il gruppo torna all’autoproduzione e in cui sono presenti Clementino, Levante, Aspencat e Auxili), sulla collaborazione con Madh per il terzo singolo estratto, Nuh Push, e sullo stato di salute generale della musica reggae italiana.

L’INTERVISTA

Come mai la scelta di tornare ad auto-produrvi dopo anni di attività?

L’autoproduzione è una dimensione nella quale ci siamo sempre trovati bene. I primi tre dischi sono serviti alla band per forgiare una propria identità. Sperimentare, comprendere i nostri limiti e trovare un mood che fosse riconoscibile erano obbiettivi primari. Per l’ album Growing abbiamo provato una formula diversa, scegliendo per la produzione artistica il guru dell’Indie italiano Manuel Fusaroli. E’ stata un’esperienza più che positiva che ci ha portati a lavorare sul concetto di canzone al di fuori dello stile che suoniamo. Ora ci sentiamo cresciuti e più maturi perciò in maniera molto naturale abbiamo ripreso in mano la produzione e registrato un disco che rappresenta perfettamente i Train to Roots del 2016.

Il titolo dell’album, Home, c’entra un po’ anche con questa scelta? Un ritorno a casa, alle origini, proprio sotto tutti gli aspetti?

Home rappresenta il desiderio forte di portare con noi i profumi, le sensazioni e le emozioni che ci legano alla nostra casa, intesa si come la nostra amata Sardegna, ma anche come il rapporto con la musica che suoniamo. In Growing ci siamo divertiti ad uscire dagli schemi classici del genere mentre in Home è palese quanto sia viscerale la nostra voglia di suonare reggae. É un vero e proprio ritorno a casa in tutti i sensi.

Home è un album di quelli da ascoltare in sequenza, con un filo logico che lega le canzoni una dopo l’altra, o è uno di quei dischi i cui pezzi si prestano ad essere ascoltati a salti, a seconda del mood?

Un disco è come una tela sulla quale il pittore imprime le proprie sensazioni, riflette il proprio umore e poi lascia che gli occhi di chi la guarda, disegnino una storia e un significato intimo e personale. Home è così. Undici brani che raccontano di energia, di paure, di difficoltà e di gioie della vita, che si alternano così come succede nella quotidianità. Che si ascolti tutto di fila o a salti, è un disco per chi raccoglie i mood della nostra vita che poi è la vita un po’ di tutti.

Com’è nata la collaborazione con l’artista Giorgio Casu per l’artwork di copertina, The kiss? Essendo anche lui sardo c’è un rapporto di amicizihome the kissa o è nato tutto per caso? Si tratta di un’opera che ha creato ad hoc per l’album lasciandosi ispirare liberamente?

La collaborazione con Giorgio non è del tutto casuale ma sicuramente fortuita. Amico di vecchia data di uno dei cantanti della band, ha espresso lui stesso il desiderio di regalarci una sua opera. La scelta è stata un inferno naturalmente viste le innumerevoli e meravigliose tele dell’ artista che, pur di aiutarci in questo compito, ci ha proposto più volte delle modifiche. E’ stata poi l’ opera The Kiss a metterci tutti d’accordo perchè il bacio e l’amore contenuto in esso esprimono il senso più profondo della nostra idea di casa.

Siete in attività da più di dieci anni, avete girato l’Italia e l’Europa, eppure siete rimasti con le radici, appunto, ben attaccate alla vostra terra. Qual è la ricetta per non “perdersi”, per non farsi travolgere dalla dimensione internazionale riuscendo a ricordare sempre dov’è la propria casa?

Partire per un lungo viaggio ci ricorda sempre chi siamo. Trovarsi a migliaia di chilometri da casa per giorni è il modo migliore per sentire e assaporare tutto ciò che ci lega ad essa. La ricetta forse è guardare in avanti ma continuare godere di quello che abbiamo creato grazie a quello che siamo. Più o meno tutti nell’arco della vita abbiamo fatto le valigie e lasciato la nostra Città, la nostra Terra per conoscere nuovi confini. Tutti siamo tornati almeno una volta però: perchè la sicurezza delle proprie radici è la vera casa. E questo ci fa andare avanti.

Nuh Push è un pezzo che invita a non mollare, a spingersi oltre il limite. Com’è nato? C’è stato un momento particolare come Train To Roots che lo ha ispirato o è una riflessione generale?

Non è un segreto il fatto che la vita di un artista, come di ogni persona, sia segnata da un alternarsi di alti e bassi. L’uomo è una creatura incredibilmente vulnerabile. Troppo spesso ci preoccupiamo di ciò che possediamo piuttosto che di quello che siamo. Cerchiamo certezze all’esterno mentre tutto quello di cui abbiamo bisogno molte volte è dentro di noi. Nuh Push è nata per dare forza e consapevolezza a noi stessi e a chi saprà cogliere il messaggio. E’ un incoraggiamento a essere forti e allo stesso tempo è un guanto di sfida alle avversità della vita.

Parliamo della collaborazione con Madh. Vi eravate già incontrati artisticamente collaborando al pezzo Kyoto Mind del suo ultimo album; cosa vi ha spinti a contattarlo voi questa volta?

La combo con Madh nasce per arricchire un percorso artistico iniziato appunto con Kyoto Mind e per consolidare un rapporto personale che si basa su una grande stima reciproca. E proprio questa stima e l’amore per la musica sono gli ingredienti fondamentali di questa collaborazione. Siamo felicissimi di avere un artista così giovane e talentuoso tra gli ospiti del disco e orgogliosi di aver unito due realtà apparentemente così distanti sotto un unico mood.

Una domanda sul video di Nuh Push; è molto pulito ed essenziale, le vostre figure e quella di Madh sono al centro delle scene. Si tratta di una scelta stilistica del regista o è nata da voi?

L’ idea della semplicità e dell’essenzialità è nata dal regista Giovanni Saturno. Un concetto importante espresso nel brano, è l’importanza di vivere in modo semplice e sincero e cosi, secondo Saturno, dovevamo apparire noi. Il risultato ci piace perchè veniamo fuori noi per quello che siamo e che siamo diventati dopo 13 anni di Train to Roots.

Infine una domanda apparentemente semplice ma allo stesso tempo piuttosto pesante. Come sta la scena reggae italiana dal vostro punto di vista?

La scena italiana continua a seminare in lungo e in largo per lo stivale. Ma è innegabile che da qualche anno qualcosa è cambiato. L’esodo forzato del Rototom Sunsplash, punto di riferimento per anni di un’intera scena, ha in un certo senso destabilizzato degli equilibri che rendevano florido il panorama reggae nostrano. Sono diverse comunque le realtà che resistono e che stanno ottenendo ottimi risultati anche a livello internazionale. Il reggae in Italia rimane un genere di nicchia e chi fa parte dell’ambiente ha sempre saputo che non sarebbe stata una passeggiata. Questa consapevolezza però è lo stimolo più grande per costruire qualcosa di solido.

IL TOUR

I Train To Roots partiranno domani per un tour che li porterà ancora una volta a girare l’Italia e l’Europa. Di seguito le date ufficiali:

20/02 Parma – Arci Mu feat. Positive River
18/03 Innsbruck – Live Stage
19/03 Brunico – Ufo Bruneck
23/04 Bosa (Or) – TBA
TBA Villarrobledo (Albacete, Spagna) – Viña Rock Festival
04/06 El Verger (Alicante, Spagna)
25/06 Slawa (Polonia) – Sławska Noc Reggae
02/07 Roncola (BG) – Taragna Fest
09/07 Benlloch (Castellón, Spagna ) – Feslloch Festival
14/07 Marina Palmense (FM) – Bababoom Festival
15/07 Bolzano – Gadersound Open Air
02/08 Xaló (Alicante, Spagna)

IL VIDEO

NUH PUSH Train To Roots feat. Madh, il video del terzo singolo estratto da Home:

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Laureata in Scienze della Comunicazione e masterizzata in Comunicazione delle Scienze (no, non l'ho fatto apposta) con, nel mezzo, una magistrale in Editoria e Giornalismo. Mi porto appresso un soprannome brutale, ma nella realtà somiglio di più a un Kookaburra. Amo gli animali, un po' meno certi esseri umani. Sono cresciuta a ovetti Kinder, Nirvana, Distillers, Run Dmc, Beastie Boys, Spice Girls (ebbene sì) e Prodigy. Per essere felice oggi mi bastano del buon shopping online, un doppio pedale hc, Dave Grohl, un cd dei Rise Against e un concerto dei Ministri. E un altro ovetto Kinder, dai.

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