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Musica

Home Sweet Home in concerto a Milano: leggi il reportage e goditi le foto della serata!

Foto di Claudia Mazza | Articolo di Laura Espa

Sabato sera, piove a dirotto, la città è intasata dal traffico da temporale e noi giriamo in cerca di unriparo maledicendo il momento in cui decidemmo di mettere il naso fuori di casa.
Troviamo parcheggio, apriamo l’ombrello e corriamo verso il locale. Moriamo di fame, ma senza
prenotazione non c’è nemmeno un tavolo disponibile.
“Possiamo mangiare al bancone”?
“Non abbiamo posto, tutto prenotato”
Risposta tipicamente milanese.
Riassunto della prima mezz’ora fuori di casa: disagio, fame, freddo. Non ci resta che la musica.
Scendiamo le scale, lasciamo i cappotti vicino allo stand del merchandising e ci concentriamo sulla band per la quale avevamo abbandonato l’amato divano, raccomandata da alcuni amici.
Le luci si spengono, sul palco sono solo in due.
“Non reggeranno mai”
La musica inizia. Parte una intro parlata, estrapolata da un qualche discorso nord coreano trovato sul web, in sottofondo sale il rumore dei synth, lento e flebile, poi chiaro e ritmato, cresce fino a esplodere in un riff di batteria potente, accattivante, veloce e incazzato.
Ci dimentichiamo anche i nostri nomi e cominciamo a muoverci piano, prima la testa, seguita dalle gambe, poi si muovono anche le mani, il bacino, i piedi. Proviamo a seguire il ritmo della musica ma nessuno riesce a stare dietro al passo della batteria, che da sfoggio della sua mostruosa capacità di variare ritmi e di inserire complicatissimi fill senza mai scadere nel mero virtuosismo.
Urlando, chiedo: “come si chiamano questi?”
Home Sweet Home”.
Ironico, penso. Un po’ mi sono sentita a casa, effettivamente: quando pensi che stia per finire arrivano i synth e le campionature e ci senti dentro l’hardcore, il punk e lo stoner che ascoltavi in cameretta quando eri incazzato con i tuoi genitori e volevi sfogarti senza spaccare la faccia a nessuno.
Quei suoni ci ricaricano e ci spingono fino al prossimo brano in cui tutto ricomincia da capo, nessun segno di cedimento, dritti fino alla fine dell’esibizione senza mollare un attimo, con uno sfoggio di fill, controtempi e trovate estetiche che lascia letteralmente a bocca aperta.
Questi sono gli Home Sweet Home, duo milanese che riesce a combinare perfettamente l’elettronica e l’hardcore, il tutto mixato e suonato da due fanatici di viaggi spaziali e fantascienza dall’anima punk.
Inediti, imprevedibili, inclassificabili: Federico e Giuliano meritano una traversata della città sotto il diluvio universale per ascoltare la loro personalissima visione della musica e vivere la loro idea di intrattenimento.

Home Sweet Home

 

 

HOME SWEET HOME – La scaletta del concerto di Milano

1 Shenzhou5
2 Omuamua
3 Discovery
4 Probe Anomaly
5 Norad
6 Cybernetic call

 

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"Il miglior modo di fare bene qualcosa è di amare quello che fai" Con questa frase raccolgo ciò che mi caratterizza: la passione. E ne sono piena. Con la fotografia ho un rapporto particolarmente stretto da che ho ricordi. Sarà per il fatto che amo osservare, sarà perchè una foto è eterna, i momenti invece sono attimi impercettibili e se li catturi cambi il loro stato nel tempo. E la musica? la musica è la costante. Dalla mattina appena sveglia alla sera prima di addormentarmi. La musica è lo sfondo della tua vita, la carica o la dolcezza, la rabbia o l'allegria. Il connubio di queste due cose è per me come sbagliare strada e incontrare un paradiso terreno, non sai dove stai andando ma sai che ti piacerà da morire.

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