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Focus

Reportage Live: MYSTERY JETS in concerto al NewAge di Roncade (TV)

Mystery Jets

Dopo l’esordio del 2006 con Making Dens, che li impone come nuova proposta della scena londinese e Twenty One del 2008 che li fa entrare nelle playlist e nei dj set di tutta Europa i Mystery Jets presentano Serotonin: un disco convincente, pieno, denso; ogni canzone è un’evasione colorata, un’immagine che ti accompagna in viaggio quanto in un ricordo autunnale. Si percepisce che resteremo tutti stupiti dai quattro ragazzi di Eel Pie Island.

Appena inizano a suonare si capisce che i Mystery Jets sono un gran bella formazione. Entrano e spaccano da subito.

L’impressione è sempre quella: nonostante siano un buon gruppo, ma non ancora da hit internazionali, hanno qulacosa in più che nessuna band italiana (neanche le migliori di sempre) ha mai regalato.

Blaine Harrison sfodera una voce potente, superba. La chitarra di William Rees è suonata divinamente, mai una nota un più mai un riff inutile mai banale. Kai Fish al basso non sbaglia una mossa, le seconde voci, armonicamente perfette, creano atmosfera e danno calore ad un live energico e questa è una bella novità. Kapil Trivedi alla batteria, infatti, picchia senza riserve per una performance live molto più potente rispetto alle registrazioni in studio. Waiting On a Miracle e Young Love sono i pezzi meglio eseguiti, mentre è impossibile non cantare su Too Late To Talk.
I quattro si divertono lo danno a vedere e lo dicono, contenti di essere in Italia ringraziano noi presenti al New Age (seppur in numero assai esiguo) perchè questa è l’ultima data prima di spostarsi in Spagna.

Alberto Bettin

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