Ribéss / Audioglobe
A volte mi domando perché devo recensire tutto quello che mi viene proposto. Per fortuna non capita spesso, ma ascoltando questo disco, sono tornato a pormi questo quesito.
Il terzo lavoro del cantautore elettronico riminese, Giuseppe Righini, “Houdini” è un disco che non aggiunge nulla di interessante al panorama inidie-pop italiano. Righini si adagia su melodie electro-pop, con spunti dance (“Nonsense dance”) e, per fortuna, qualche vago riferimento al blues (“Licantropia”).
Il disco è troppo spesso avvolto da momenti melodici banali (“Monge motel”) e patetici (“Amsterdam”). I tesi non sempre da scartare, ma senz’altro quella vena poetica, che sembra voglia far trasparire Righini, certamente non c’è.




























