Articolo di Marzia Picciano | Foto e sensazioni di J. Diego Bianchi
Che Claudio Gnut fosse un artista poliedrico non era di certo una novità. Ce lo ha fatto capire durante il suo progetto live in trio che ci ha raccontato in una bella intervista di qualche tempo fa e soprattutto negli splendidi live che ne sono seguiti. In attesa del nuovo album, Gnut non ha tempo per stare con le mani in mano e quindi eccolo qui con il progetto “Dduje Paravise” (progetto firmato Toscana Produzione Musica, centro di produzione presieduto da Paolo Zampini con la direzione artistica di Francesco Mariotti e Maurizio Busìa) in coppia con l’organettista Targa Tenco Alessandro D’Alessandro.
Tutte date toscane (Pisa e Livorno), un exploit territoriale che ha portato il sound di Napoli di cui Claudio é un eccellente rappresentante ed interprete nelle terre dei natali della lingua italiana. Siccome non ci facciamo sfuggire niente, siamo andati a vedere.

É un progetto troppo affascinante per non esserne parte del resto. L’idea era mettere i due artisti al centro, a rimaneggiare, arrangiare e offrire al pubblico quello che é il sound vesuviano, nel suo immaginario di suoni classico – con Libero Bovio, Renato Carosone, Roberto Murolo e ovviamente Pino Daniele – fino ai brani più significativi di Gnut e D’Alessandro, appositamente riarrangiati, per rileggere la tradizione vesuviana attraverso una lente contemporanea.
Sappiamo chi é Claudio, ma dobbiamo vederlo con Alessandro D’Alessandro. D’Alessandro é considerato tra i più talentuosi organettisti sulla scena italiana ed europea, ed è celebre per il suo approccio innovativo allo strumento. Originario di Coreno Ausonio nel Basso Lazio, ha iniziato a studiare organetto all’età di 9 anni, imparando i rudimenti dello strumento dalla ricca tradizione locale. Esploratore e sperimentatore di suoni, è pioniere nell’uso dell’elettronica applicata all’organetto che permette allo strumento di assumere il respiro di un’orchestra.
Quello che abbiamo visto al Lumiere di Pisa questo 17 aprile é stato altro, di più che un grande omaggio ai cantautori e compositori Napoletani. Il continuo sottolineare il clima di Napoli, della gente che vive la città, il ricordo per suoni e parole iconiche o semplicemente giuste, perché se sono lì a essere suonate ancora, sono semplicemente quelle giuste, é stato un voler dire che é riduttivo considerare la città partenopea in questione solo una città, solo un mood, o la proposta culturale e turistica del momento. Così, banalmente, ci si trova a condividere le stesse radici, quelle delle parole e dei sentimenti, dell’attaccamento alla vita, che tu sia napoletano o meno. C’é un’energia che ti rimane, è l’eleganza e la delicatezza della canzone popolare napoletana. É un momento di religione, dove si prega su Terra Mia.

Si ringrazia Toscana Produzione Musica per l’invito. Sostenuto da Ministero della Cultura, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e Regione Toscana, Toscana Produzione Musica è sistema di residenze artistiche, sostegno per il dialogo tra musica e arti dello spettacolo oltre che per la circuitazione e distribuzione, con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze del territorio tenendo lo sguardo rivolto alle sonorità del mondo. Un ente diffuso, con il PARC di Firenze quale campo base in asse con diverse realtà sul territorio di Pisa per promuovere una visione artistica aperta e costruttiva e portare nuovo ossigeno a un panorama infragilito dagli anni della pandemia, mantenendo quale elemento fondamentale l’alto livello qualitativo delle produzioni e il rapporto tra eccellenza della forma e profondità delle idee e dei valori intrinsechi nei singoli progetti.
Clicca qui per vedere le foto di GNUT e ALESSANDRO D’ALESSANDRO in concerto a PISA (o sfoglia la gallery qui sotto).












![PETER GABRIEL [Credits: Nadav Kander]](https://www.rockon.it/wp-content/uploads/2026/10/peter-gabriel-600x337.jpg)
















