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Prima Stanza a Destra porta la nebbia a Milano

Prima Stanza a Destra in concerto al Circolo ARCI Bellezza di Milano a Marzo 2026, leggi la recensione e scopri la scaletta.

Prima Stanza a Destra concerto Circolo ARCI Bellezza Milano del 20 marzo 2026
Prima Stanza a Destra concerto Circolo ARCI Bellezza Milano del 20 marzo 2026

Articolo di Alessandro Canalicchio

Il 20 marzo è il primo giorno di primavera. Non lo dico per folclore da calendario, lo dico perché mentre mi avvicino ai Navigli c’è qualcosa di diverso nell’aria, quella sensazione lieve che le stagioni stanno girando e qualcosa si sta riaprendo.

Siamo all’Arci Bellezza, prima tappa di quattro: Milano, Bologna, Roma, Napoli. Prima Stanza a Destra porta live il suo secondo EP, la ragazza che suonava il piano, uscito il 6 marzo per Sugar Music.

Un progetto molto giovane, ma curato nei minimi dettagli: un suono che fonde la grazia eterea di Sufjan Stevens, l’elettronica minimale di James Blake e il cinema sonoro degli M83, con dentro anche un pizzico di Battisti, Daft Punk e Tame Impala. Un immaginario ben preciso: potrebbe sembrare un collage casuale, ma in realtà mostra la versatilità dell’artista, che porta un suono distintivo e innovativo all’interno del panorama della musica italiana.

Il cantante sceglie la forma dell’anonimato: impermeabile nero, cappuccio, cappellino e occhiali da sole. Un outfit che lo rende volutamente irriconoscibile, ma che diventa il suo segno distintivo. Chiunque sarebbe potuto salire al suo posto senza che nessuno capisse la differenza, ma per fortuna la sua voce non è facile da improvvisare.

Poco più di vent’anni, napoletano, il suo nome rappresenta quasi un manifesto della sua arte, nato dal fatto che scrive i propri pezzi nella sua camera, quella che entrando a casa è la prima a destra. Ci troviamo di fronte ad un artista che non vuole essere una persona pubblica, vuole essere musica. In un’epoca ossessionata dall’immagine, possiamo considerare il suo come un vero e proprio atto di resistenza.

Premessa necessaria: ero curioso, ma con quella curiosità un po’ guardinga tipica di chi ha ascoltato un disco che gli è piaciuto molto e sa che il palco è un’altra cosa. Il suo timbro, la voce, è molto particolare: in questo progetto infatti viene utilizzato il falsetto, cucito su strati di elettronica e pianoforte. Una scelta di questo tipo, in contesto live senza la protezione dello studio può costituire un rischio. Ma non appena il concerto prende il via, con tu non vuoi nessuno quel mio dubbio si scioglie in pochi secondi disperdendosi nel fumo.

Il fumo appunto è parte integrante dello show, avvolge il palco e l’artista fin dall’inizio, e insieme al cambio continuo delle luci contribuisce a creare un effetto di “presenza/assenza” del nostro ospite. Questa dissolvenza visiva ben si sposa con il suono dei diversi brani. Le luci lavorano per sottrazione, e il fascio contro il muro opposto al palco durante l’ultima volta è probabilmente l’immagine che mi porto a casa da questo live.

Dopo le prime quattro canzoni Prima stanza a destra si ferma per ringraziare il pubblico dell’affetto. Fa quasi strano sentirlo parlare, perché fino a quel momento appariva di fronte a noi come un’ombra, qualcosa di incantato che non ti aspetti abbia anche solo una voce fuori dalla musica.

Durante il live non mancano le sorprese o brani inaspettati. Sale sul palco Drast per cantare 2AM, il loro featuring nell’ultimo EP. La cover di Saliva di Calcutta viene cantata a piena voce dal pubblico. ti amo viene eseguita sia nella sua versione originale, sia quella del feat con Nayt e Frah Quintale che però non sono presenti ad accompagnarlo sul palco nella serata milanese. mi pensi ogni tanto diventa un remix techno che spezza piacevolmente il registro del concerto. Il synth che apre tutto trasforma il brano in qualcosa che sul disco non esiste. Sono questi i momenti in cui si capisce che c’è una visione, non solo dei brani messi in fila.

C’è spazio anche per liszt e per una cover di In the Air Tonight di Phil Collins, che in qualche modo sta perfettamente dentro lo stesso immaginario notturno dell’EP. dimmi che provi quello che provo io dal vivo pesa il doppio grazie al testo profondo interpretato da una voce struggente.

Il pubblico è un mix inaspettato: età diverse, modi di vivere il live diversi. Vicino a me un uomo sulla settantina gasato il doppio rispetto a chi gli stava attorno è la prova più concreta di una musica che non cerca un target, ma un mood, che abbraccia chiunque voglia riconoscersi in esso. Gli ascoltatori di Prima Stanza a Destra non sono il tipo di persone che vogliono “gatekeepare” il proprio artista preferito, e si sente: c’è un’apertura di generosità nell’aria. Qualcuno urla di essere venuto da Berlino. Il cantante sorride: “sei un grande”. Parlando con alcune delle persone presenti una volta terminato il live, quello che traspare più di tutto è lo stupore di chi lo ha sentito per la prima volta stasera.

Il set finisce proprio come è iniziato: l’artista scompare tra la nebbia artificiale dell’Arci Bellezza, e porta con sé quella malinconia elettrica che stasera ha trovato la primavera ad aspettarla.

PRIMA STANZA A DESTRA: la scaletta del concerto di Milano

  • tu non vuoi nessuno
  • questa notte
  • quando è tardi
  • l’ultima volta
  • liszt
  • ho paura del futuro
  • 2AM (feat Drast)
  • Saliva (cover Calcutta)
  • ti amo
  • basta
  • dimmi che provi quello che provo io
  • migliore amica
  • infinito
  • tutto
  • ad ogni costo
  • accanto a me + mi pensi ogni tanto (remix)
  • In the air tonight (cover Phil Collins)
  • paradiso
  • non siamo durati niente noi
Written By

Nata e vissuta sul mare, da qualche anno a Milano dopo una parentesi romana. Cresciuta a pane e Bruce Springsteen, da un lato gli studi scientifico matematici, un lavoro nell'IT che mi appassiona, dall'altro l'amore per la pittura, la scultura, la fotografia, il teatro e i film di Sergio Leone. Amo sia visitare città, sia la natura e lo stare all'aria aperta. La musica è una costante nella mia vita, ogni momento ha una colonna sonora; amo soprattutto la musica dal vivo, unico modo per conoscere veramente un artista. Amo scrivere e sono alla costante ricerca del modo migliore per tradurre su carta le emozioni. Sono profondamente convinta dell'importanza dell'amare e del mettere passione in tutto quello che si fa... con anche un pizzico di ironia!

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