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Reportage Live

MARLENE KUNTZ: La bellezza ovunque

Articolo di Roberta Ghio | Foto di Roberto Finizio

Che sia una coincidenza o un segno, è proprio nel giorno da tempo indentificato come il più caldo dell’anno, che i Marlene Kuntz portano sul palco del Circolo Magnolia di Milano, Karma Clima, il loro nuovo progetto. A fare da cornice non ci sono le montagne, come nel recente live a Pejo, ma la verde area dell’idroscalo. Tuttavia, la riflessione verso la quale ci guidano i Marlene resta inalterata.

Mancano pochi minuti alle 22.00 quando vediamo salire i nostri eroi: look total black per la prima linea, ovvero Cristiano Godano, Riccardo Tesio e Luca Lagash Saporiti, dietro di loro, in camicia bianca e pantalone scuro, Davide Arneodo e Sergio Carnevale. Perché eroi? Perché non c’è neanche un ventilatore e posso solo immaginare cosa accadrà alle prime note!

Dopo un breve saluto e un momento di connessione tra musicisti e strumenti, Come stavamo ieri dà il via alla serata. Fin dalla prima strofa, un canto tenue, rispettoso, si alza intorno a me, sintomatico di un parterre ben presente fin dai primi istanti. Dal palco i segnali dell’inizio di un bel viaggio elettrico o, rubando l’aggettivo allo stesso Godano, un bel viaggio Marlenico.

Si prosegue con Ineluttabile, poetica e amara allo stesso tempo, che da sinuosa esplode arrabbiata, sia sopra che sotto palco, in uno scambio di passione e con un’energia che è difficile descrivere. È chiaro che il caldo non li ferma, non ci ferma! Si alza sempre il rumore e la rabbia: A fior di pelle per poi spingere ancora di più con Io e me, fisica, potente, urticante. Cristiano, con uno sguardo da al mio via, scatenate l’inferno, dà il via appunto ad un finale strumentale esplosivo, anzi, voglio definirlo epico, per la perfetta fotografia che si ha guardando palco (per geometrie, simmetrie e statuarietà), per la mitragliata di suoni elettrici, di batteria, di tamburo e flash di luci, da cui veniamo colpiti. Siamo storditi e ipnotizzati allo stesso tempo. Non riusciamo a distogliere lo sguardo. È piacere e vero godimento. I Marlene sono in forma strepitosa! …l’archetto di Arneodo un po’ meno: il polistrumentista, che durante tutto il concerto si divide tra percussioni, sintetizzatori, tamburello, tastiera e violino appunto, ha decisamente messo a dura prova il suo fedele compagno di live.

Respiriamo. Sergio Carnevale prende i mallet (bacchette che hanno la punta in feltro o in lana), creando così un suono delicato e profondo, come battiti di un cuore palpitante, su un sottofondo che è come un respiro. Vediamo arrivare Martina e Nicole, dell’associazione Guanti Rossi, organizzazione che aiuta e supporta le persone nella comunicazione. In particolare, sul palco con i Marlene, aiuteranno le persone non udenti traducendo i brani con il linguaggio dei segni. Traducono ora L’aria era l’anima, un inedito del nuovo disco Karma Clima, che uscirà in autunno, una canzone che contiene una sorta di visione verosimile di quello che potrebbe essere il nostro futuro.

Ci immergiamo nel rosso che cade sul palco, Cristiano lascia la(e) chitarra elettrica per l’acustica e ci conduce nella sensualità e nel torbido di Schiele, lei, me, marziale, pulsante, avvolgente…erotica. Ci riprendiamo, siamo sopraffatti, ma sempre in uno stato di grazia e ormai, il caldo, non lo sentiamo più!

Un momento di riflessione, con La Fuga, primo inedito del nuovo album uscito il 25 maggio, le cui parole crude e scoraggiate ci sbattono in faccia quella che è la (triste) realtà in un crescendo suoni disperati.

Si ritorna potenti con L’uscita di scena. Il modo di Godano di affrontare ogni brano è unico, il suo stile è inconfondibile per come vive ogni singola nota, ogni singolo rumore. Corpo e chitarra sono un tutt’uno, si muove a scatti, salta, si gira su sé stesso, segue e vive il suono che esce dalla sua chitarra in maniera fisica, passionale, sensuale, sudato, incazzato. Dà tutto. Stordisce. Ed è molto piacevole. Ma nessuno si risparmia su quel palco, resto rapita dalla ricerca del suono da parte di Tesio, da come Lagash sublimi ogni singola nota e della potenza di Carnevale e Arneodo. L’intesa tra loro è totale.

Ci proiettiamo in un’altra dimensione, con l’unica (preziosa) cover della serata, Impressioni di settembre che come un’onda potente ci prende e ci porta lontani, una sorta di viaggio tra dramma e speranza, in cui ci ritroviamo a cantare le note nel più totale trasporto, rapiti e grati. Come il pubblico accoglie due tra i brani più conosciti (anche da chi non segue la band), ovvero Nuotando nell’aria e La canzone che scrivo per te, è ben immaginabile, per non parlare di Uno, canzone a me assai cara, che ascoltiamo in una versione “un po’ più elettrica” rispetto al quella in studio. Il genio chiude la prima parte del live.

Al rientro, Bellezza, tradotta nel linguaggio dei segni, con il prezioso violino ad enfatizzare e sancire che noi cerchiamo la bellezza, ovunque! e Lieve, in un abbraccio totale tra pubblico e palco. La bacchetta tra le corde della chitarra di Godano lascia presagire il finale, lasciato a Sonica cattiva e rumorosa, vero inno per molti dei presenti. Ci si saluta, la band esce, ma ci lascia in compagnia di un curato noise, magistralmente preparato per noi.

Può variare la scaletta, può variare la location, ma i concerti dei Marlene Kuntz sono sempre una forte espressione di verità, non solo per i testi dei brani, ma per la cura del suono, per la passione totalitaria, quel non risparmiarsi mai che hanno i Marlene quando incontrano il loro pubblico. E dalle premesse, ovvero dai due brani ascoltati, cresce l’impazienza per il nuovo album. Grazie Marlene!

Clicca qui per vedere le foto dei Marlene Kuntz in concerto a Milano o sfoglia la gallery qui sotto

Marlene Kuntz

MARLENE KUNTZ – La setlist del concerto di Milano

Come stavamo ieri

Ineluttabile

A fior di pelle

Io e me

L’aria era l’anima

Schiele, lei, me

La fuga

L’uscita di scena

Impressioni di settembre (PFM)

Nuotando nell’aria

Uno

Mondo cattivo

La canzone che scrivo per te

Il genio (L’importanza di essere Oscar Wilde)

Bellezza

Lieve

Sonica

Written By

Nata e vissuta sul mare, da qualche anno a Milano dopo una parentesi romana. Cresciuta a pane e Bruce Springsteen, da un lato gli studi scientifico matematici, un lavoro nell'IT che mi appassiona, dall'altro l'amore per la pittura, la scultura, la fotografia, il teatro e i film di Sergio Leone. Amo sia visitare città, sia la natura e lo stare all'aria aperta. La musica è una costante nella mia vita, ogni momento ha una colonna sonora; amo soprattutto la musica dal vivo, unico modo per conoscere veramente un artista. Amo scrivere e sono alla costante ricerca del modo migliore per tradurre su carta le emozioni. Sono profondamente convinta dell'importanza dell'amare e del mettere passione in tutto quello che si fa... con anche un pizzico di ironia!

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