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Reportage Live

Cronaca del dopo Blaster: Metal, Clubbing e… Spongebob?

Unire musica live e clubbing è possibile? Sì, e gli eventi Blaster ne sono la prova. Per sperimentare sulla nostra pelle questo nuovo format, abbiamo passato la serata all’Arci Tom di Mantova.

DJ Set Blaster Event by Zeb Horseman
Blaster Event DJ Set di Zeb Horseman all'Arci Tom a Mantova foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Articolo di Giulio Taminelli | Foto di Andrea Ripamonti

Una delle cose più belle che un amante della musica live possa fare è andare a scoprire nuovi eventi, ovvero esattamente ciò che io e Andrea Ripamonti abbiamo fatto spostandoci per una notte in quel dell’Arci Tom di Mantova per conoscere la realtà di Blaster, un format che unisce la ricerca di gruppi metal di ogni sottogenere possibile all’idea del clubbing più simile al modello “discotecaro” (seppur sempre a tema metal). L’evento, nato dalla collaborazione tra il content creator Zeb Horsemann, Mostro Production e Dedalus Events, si pone come un nuovo punto di vista sul mondo degli show musicali, con una maggior attenzione alla persona e alla comunicazione tanto dal vivo quanto online. Dopo un viaggio nelle campagne Mantovane e un’intervista a tratti meravigliosamente demenziali con gli organizzatori, io e il mio fido fotografo abbiamo assistito alla proposta musicale di Blaster. Qui di seguito, il resoconto della serata.

Koa Ki Meiru

Il compito di introdurre il pubblico in sala alle sensazioni del Blaster spetta ai Koa Ki Meiru, band vicentina dalle sonorità Nu-Core e con una gran passione per i breakdown sfascia collo. In cuffia risultano compatti e, nonostante l’aggressività dei vari pezzi, riescono comunque a dare un senso “ragionato” al loro stile, riuscendo a non cadere nella trappola del brano cattivo ma senza cervello.
Dal vivo, l’ingresso sul palco risuona come una cannonata. I Suoni ambientali nel buio, usati per permettere alla band di salire sul palco, fanno da preludio all’inizio vero e proprio, con doppio pedale martellante a fare da base alle due voci, chitarra e basso posizionati nello spazio uno di fianco all’altro come a creare un muro. Giusto un paio di brani e l’Arci Tom regala il suo primo pogo ai Koa Ki Meiru, seguito da applausi e urla. Per quanto ogni membro risulti sempre attivo e a suo agio sul palco -cosa non scontata-, volendo selezionare a tutti i costi i due elementi più impattanti del combo darei il mio voto al cantante Enrico Palentini e al batterista Emanuele Paduano, entrambi brutali e al contempo precisissimi nel veicolare le emozioni del pubblico in sala anche nei brani più melodici. Nonostante il genere non sia tra i miei preferiti, non posso che definire come “da incorniciare” questa mia prima esperienza live al cospetto dei Koa Ki Meiru

Koa Ki Meiru in concerto all’Arci Tom durante il Blaster Event a Mantova foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Midnight Church

Con i Midnight Church si cambia decisamente stile, passando dalle sonorità Nu-core ad una Retro Wave in salsa Metal tutta da scoprire. Sarò sincero nel dire che già prima del concerto ero rimasto molto colpito dalle sonorità scaturite da questo gruppo made in emilia formato da Alessandro “Alle” Cuoghi e Zap alle chitarre con Gian alle percussioni . Una musica che, in fase d’ascolto in cuffia, garantisce un impatto sorprendente riuscendo però anche nell’impresa di diventare sottofondo. Insomma, i brani di questo combo sono di quelli che metteresti volentieri in loop in quei giorni di pioggia in cui, impermeabile indosso, ti senti più vicino alle atmosfere di Blade Runner che a quelle di un grigio paese di provincia.Tastiere epiche e chitarre baroccheggianti per i Midnight Church in avvio di concerto, seguite da percussioni elettroniche, atmosfere Retro Wave e giri di chitarra di derivazione black metal ma sempre puliti. Gian, colossale percussionista della band, compie la sua opera giocando sopra a una base anch’essa impegnata in prima linea nel reparto ritmico, oltre che nelle atmosfere in tastiera e nell’accompagnamento di basso. Le due chitarre di Zap e Alle sono così libere di rincorrersi in una gara immaginaria tra le corsie di un’autostrada fatta di laser viola. Tra il pubblico l’atmosfera è cavallo tra quella di un concerto black e una serata techno di altri tempi. A farla da padrone in questo delirio metal-sinthwave è Zap, chitarrista di scafata esperienza che fa della sua tecnica, della sua presenza scenica e del suo look alternativo il fulcro dell’esibizione. Un solo giudizio per loro: da ascoltare live assolutamente!

Nota a margine: Ho voluto tenere inalterata la recensione dei Midnight Church scritta a fine concerto perché rappresenta ciò che ho visto -e sinceramente apprezzato- sul palco ma, parlando con il chitarrista Alle, colonna creativa del combo, ho scoperto che in realtà questa band è ancora in fase di “rodaggio” e, al momento, sta esprimendo circa il 60% di quanto ha davvero intenzione di fare. Inoltre, lo stesso Alle è stato costretto durante la serata a limitare la sua presenza al microfono a causa di un fastidioso problema alla gola (a lui il mio ringraziamento per avermi concesso la chiacchierata sforzandosi di parlare ad un volume a me comprensibile post concerto nonostante il mal di gola). Dato che per me l’esibizione è stata semplicemente spettacolare pur non sapendone i retroscena, non posso che consigliare ai lettori di seguire l’evoluzione della band (che spero di rivedere dal vivo il prima possibile).

Midnight Church in concerto all’Arci Tom durante il Blaster Event a Mantova foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Hand of Juno

Punta di diamante della serata sono gli Hand of Juno, combo nato nel 2021 dalle ceneri delle Killin’ Baudelaire e reduce da un 2024 di altissimo livello che ha visto la pubblicazione del primo album Psychotic Banana e, finalmente, una certa stabilità a livello di formazione, con l’ingresso di Federica Mancini alla chitarra e Marco Valerio al basso nel combo guidato dalla batterista Elisa “Helly” Montin e dalla cantante Melissa Bruschi. Definirne le sonorità “da CD” risulta piuttosto complesso e, per comodità, potrei limitarmi a ingabbiare la band nel termine “industriale” ma, a onor del vero, questo appellativo non renderebbe giustizia alla quantità di generi toccati grazie ad un sapiente tocco elettronico in grado di dare maggior profondità all’esperienza tipicamente metal. Anche per gli Hand of Juno l’incipit è nel buio, con due accordi pesanti della chitarra di Federica Mancini sufficienti a dare inizio alla magia. La prima cosa che salta all’occhio è la capacità della band di sfruttare il palco nella sua interezza, con i tre membri mobili del combo sempre in movimento e impegnati in scambi di posto.
Parlando di cantante, molto interessante il contrasto tra la voce oscillante tra pulito e scream alto (definizione poco tecnica ma spero esplicativa) di Bruschi e la pesante distorsione dell’accoppiata basso/chitarra. A sorreggere il tutto, la sempre sorprendente Elisa Montin, metronomo d’alta scuola.
Ci si aspetterebbe da una simile descrizione un gruppo “per pochi”, ma posso giurare che l’amalgama sonora degli Hand of Juno risulta squisitamente orecchiabile, seppur la dimensione live abbia decisamente un sapore più thrash. A voler trovare a tutti i costi un difetto, punterei il dito sulla comunicazione poco efficace tra band e pubblico, sì coinvolto al punto da pogare, ma non grazie ad effettivi input dal palco. Non me ne vogliano gli amanti della spontaneità pura, ma in un mondo di streaming credo che l’unica via di scampo per le esibizioni live sia il concetto di interazione e, in questo caso, ho la sensazione che si potesse fare molto di più di una semplice chiamata al battito di mani. Da questa mia disamina negativa salvo però il finale di concerto, decisamente più coinvolgente tra palloncini a forma di banana, follia tra il pubblico e finalmente dialogo condito da vera brutalità sonora. Ok usare la strategia del coinvolgimento “in crescendo”, però forse un po’ di uniformità tra le due parti di esibizione gioverebbe all’intero concerto. Tolto questo dettaglio, non posso che promuovere gli Hand of Juno, musicalmente ineccepibili e sicuramente in grado tanto di divertire quanto di conquistare l’attenzione uditiva di ogni appassionato di musica.

Hand Of Juno in concerto all’Arci Tom durante il Blaster Event a Mantova foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

DJ Set

Perché dedicare un capitolo al dj set di fine concerto? Perché gli eventi Blaster sono studiati per unire la dimensione concertistica a quella clubbing, con risultati a dir poco sorprendenti.

Zeb Horsemann, content creatore e co-organizzatore della serata, ha vestito i panni del dj per dare inizio alla serata disco-metal più folle che io abbia visto negli ultimi anni. Spongebob che si lancia sul pubblico, gente vestita da Pokémon in pieno pogo e puro delirio musicale dall’hardcore al death più spinto, passando per punk e pop senza alcun senso se non quello del divertimento. Lo stesso spirito si è poi mantenuto con Blastphemian, seppur con una mentalità decisamente più deathcore. Dopo ore di ascolto coinvolto e mentalmente assorbente, non c’è nulla di meglio di un momento leggero a base di hit note e su cui ballare in libertà. Con questa trovata credo che Blaster abbia fatto centro nell’intento di creare un evento d’intrattenimento qualitativamente interessante e coinvolgente per tutti. 

Blaster Event DJ Set di Zeb Horseman all’Arci Tom a Mantova foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Lo so, è facile parlare bene di un evento quando passi il pomeriggio con gli organizzatori, ti godi il soundcheck delle band e ti diverti scoprendo i retroscena, ma non posso fare altro che constatare l’assoluta e fantastica pazzia della serata Blaster all’Arci Tom di Mantova. Un progetto nato dal basso con l’unico desiderio di creare un ambiente quanto più aperto e divertente possibile per gli amanti della musica metal ad ampio spettro, basato su un linguaggio moderno sia all’interno dell’evento, sia sui canali social di riferimento. Dalla mia posizione di mero osservatore, ho potuto constatare in prima persona la mole di lavoro dietro ogni momento e, soprattutto, l’impegno e la passione dietro ad ogni gesto.In definitiva, non posso che promuovere a pieni voti Blaster e consigliare di seguire questo filone di eventi, perché i locali, il panorama concertistico e soprattutto ogni amante della musica metal merita di poter vivere serate simili.

Clicca qui per vedere le foto della serata Blaster al circolo Arci Tom di Mantova o sfoglia la Gallery qui sotto:

Zeb Horseman

Hand of Juno – La scaletta del Concerto all’Arci Tom di Mantova

  1. Pray Or Die
  2. We’ve Built the Line
  3. Not a Game
  4. Destroy the Line
  5. Here With You
  6. The One
  7. Right Now
  8. The End
  9. Psychotic Banana
  10. Polline
  11. Hug My Death

Midnight Church – La scaletta del Concerto all’Arci Tom di Mantova

  • 7 Cyber Bells
  • Uzaz
  • Midnight Church
  • R3B3LL10N
  • 5 Hours Together
  • Profondo Rosso
  • Hokuto No Mario

Koa Ki Meiru – La scaletta del Concerto all’Arci Tom di Mantova

  • Isolate
  • Relative Everything
  • Noize of my Thought Starts Playing Their Song
  • Angerl’s Heart
  • Iridium
  • Demiurgo
  • Cupidic
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