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Reportage Live

I BAD OMENS all’Alcatraz di Milano: anatomia di un successo preannunciato.

I Bad Omens con Poppy in apertura conquistano l’Alcatraz di Milano portandosi a casa l’ennesimo Sold Out di un tour da record

Foto da instagram - www.instagram.com/badomensofficial/

Articolo di Giulio Taminelli

I Bad Omens sono probabilmente una della formazioni più promettenti degli ultimi anni. In costante ascesa sia a livello di consensi, sia per quanto riguarda la qualità musicale, sembrano già destinati ad un futuro di concerti in arene e palazzetti.

Ho deciso quindi di godermeli in quello che probabilmente sarà l’ultimo concerto in un locale prima del “grande salto”, in modo da vedere più da vicino i perché di questo successo.

Poppy

Il compito di aprire le danze spetta a Poppy, poliedrica artista classe ‘95 che, oltre ad essere diventata famosa a livello internazionale per i suoi continui cambi di stile nell’ambito delle commistioni tra rock e musica elettronica, ha anche collaborato con i Bad Omens nel brano V.A.N sia come cantante, sia come scrittrice e regista del video musicale.
Si presenta sul palco con un body bianco indossato sopra delle calze dello stesso colore, in contrasto con i lunghi capelli neri, ricalcando quello che è stato il suo outfit per quasi tutte le date del tour europeo.
Ad accompagnarla sul palco nei quaranta minuti di esibizione solo chitarra e batteria, dato che la parte del basso era già presente all’interno delle basi elettroniche.

Un concerto visivamente molto interessante, soprattutto per via del gigantesco videowall presente sul palco e che verrà utilizzato anche dai Bad Omens, e sicuramente d’impatto per sonorità e potenza, ma privo di una vera e propria visione d’insieme su quello che è attualmente lo stile di Poppy. Dei dodici brani proposti, infatti, solo due sono stati presi dall’ultimo album Zig, mentre ben sette appartenevano all’album I Disagree del 2020. Ammetto che questa scelta ha incontrato i miei gusti personali a livello musicale (diciamo che Zig non mi ha fatto impazzire) ma, a mio avviso, scelte simili rappresentano una sorta di “retromarcia” nella carriera di un’artista, come a voler correggere in corsa qualche errore di valutazione o a voler bypassare un prodotto considerato meno valido solo per via di uno scarso riscontro economico.
Per quanto riguarda l’esibizione, Poppy è sicuramente una persona che sa tenere il palco e fare spettacolo ma, onestamente, dopo qualche canzone comincia ad essere monotona e ridondante. Discorso totalmente diverso per i due musicisti che hanno dato prova di grandissima abilità tecnica in più di un’occasione.
Non posso dire di non essermi divertito, ma credo che ci sia ancora parecchio lavoro da fare da parte di Poppy per trovare la giusta concretezza nella dimensione Live.

Bad Omens

Visivamente parlando, il più bell’Alcatraz degli ultimi due anni.
Questa è esattamente la frase che ho pronunciato uscendo dal locale. Poi parleremo della musica e dell’esibizione, ma mi sento di dover fare i complimenti a chiunque abbia ideato e gestito il sistema di luci, cannoni spara fumo e, soprattutto, i due enormi video wall, il primo lungo quanto il palco e alto abbastanza da coprire la pedana del batterista, il secondo a riempire lo spazio rimanente. Per ogni traccia, su questi mostri di elettronica comparivano grafiche dedicate e, va detto, la luce prodotta sarebbe bastata per illuminare l’intero palco. Uso il condizionale perchè sul palco sono state usate luci di ogni tipo per creare giochi di colore ed effetti ottici sorprendenti, soprattutto durante l’utilizzo dei cannoni spara fumo (non ho idea di come si chiamino).
Insomma, uno spettacolo degno di un palazzetto dello sport più che di un locale (nonostante l’Alcatraz sia comunque uno spazio piuttosto grande, data la capienza fissata ad oltre tremila paganti).
Passando allo show, i Bad Omens arrivano da un tour europeo sold out grazie ad una fanbase solidissima che li segue e ne impara a memoria i testi. Consapevoli di ciò, il cantante Noah Sebastian e compagni hanno organizzato uno spettacolo particolarmente frenetico, in modo da non far smettere mai il pubblico di cantare e urlare. Musicalmente parlando, non si può fare a meno di apprezzare l’esecuzione perfetta di ogni singolo brano, cosa non banale e assolutamente necessaria per non mandare tutto “in vacca” nei pezzi con basi elettroniche. Va però fatto un appunto particolare sul batterista Nick Folio. Sono più che convinto che buona parte del tiro dei Bad Omens live sia merito suo. Dovessi scegliere due parole per descriverlo sarebbero “preciso” e “violento”. Insomma, credo sia la vera colonna portante dell’esibizione, poiché la sua autosufficienza nel comparto ritmico permette al bassista Nicholas Ruffilo di entrare nel lato melodico a supporto del chitarrista Jolly, aggiungendo così ulteriore spessore ai riff più pesanti.

Infine, voglio parlare della prestazione del cantante Noah Sebastian in relazione alla scaletta scelta per l’esibizione. Ho apprezzato tantissimo infatti il costante crescendo di “cattiveria vocale” nella scelta delle canzoni della serata e, potrei sbagliarmi, credo che in tutto questo ci sia davvero lo zampino del cantante.
Il fatto di aver messo le canzoni meno sfiancanti vocalmente nella prima fase del concerto ha permesso a Noah Sebastian (ben consapevole dell’ascendente che ha sul proprio pubblico), di incitare la folla a pieni polmoni senza spendere troppe energie. In questo modo, il pubblico si è caricato sempre di più, sino a muoversi, saltare e pogare di propria iniziativa nelle fasi finali, dove invece la capacità polmonare era totalmente al servizio delle canzoni.
Unica nota negativa: la durata.

Settanta minuti di esibizione comprendenti una pausa di quasi cinque minuti a tre canzoni dalla fine (splendidamente gestita con i video, ma sempre pausa rimane) e altri cinque minuti di stop pre encore sono decisamente troppo pochi. Se è vero che l’esperienza con i Bring me the Horizon ha decisamente aiutato i Bad Omens nell’imparare l’arte della gestione del pubblico durante i live, manca ancora quella giusta malizia nella gestione dei tempi che permette alla band e al pubblico di riprendere fiato senza far calare l’eccitazione.

In conclusione, nonostante il genere dei Bad Omens non sia esattamente nelle mie corde, mi sento di consigliare il loro show a chiunque abbia voglia di godersi un concerto di alto livello gestito da una formazione fortissima e con ottimi margini di crescita.

Poppy: la scaletta del concerto all’Alcatraz di Milano

BLOODMONEY
Church Outfit
Bite Your Teeth
I Disagree
X
Hard
Fill the Crown
Sit / Stay
Anything Like Me
Scary Mask
I’m Poppy
Concrete

Bad Omens: la scaletta del concerto all’Alcatraz di Milano

ARTIFICIAL SUICIDE
Like a Villain
Glass Houses
The Grey
What Do You Want From Me?
Limits
IDWT$
Take Me First
bad decisions
Nowhere to Go
V.A.N (con Poppy)
Broken Youth
Miracle
Never Know
THE DEATH OF PEACE OF MIND
Just Pretend

Encore:
CONCRETE JUNGLE
Dethrone

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