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TUCANO – Cold Cold

tucano-coldcoldJus De Balles

Il tastierista David Starr, conclusa l’esperienza degli OneFuckOne, a differenza del suo compagno di viaggio, che si è ritirato a vita privata, ha ben pensato di proseguire a produrre musica. Dopo l’ep omonimo di due anni fa, Starr pubblica questo lavoro sulla lunga distanza, post-prodotto da Mattia Coletti, infarcito di sperimentazioni industrial e synth-pop.

I brani sono sintetici, ma anche mantrici e percussivi (“Three gods – by the sun”), molto legati al sound per verti versi innovativo e deviato degli ’80 (“Trans ec autocontrol”), spesso sono ipnotici e costanti dall’inizio alla fine.

Ci sono momenti in cui le sperimentazioni, anche vocali, portano Starr a momenti dilatati o minimal (“I.b.d.p.”), quando non stridula (“Must be love”), portando alla mente i primissimi Velvet Underground. Intriganti poi quando introduce spunti di free jazz (“Surprised”). Il lavoro è uscito in edizione limitata su cassetta.

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Vittorio Lannutti, ricercatore/sociologo delle migrazioni, counsellor, con una grave, cronica ed irreversibile dipendenza da rock.

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