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AFI – Crash Love

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AFI - Crash Love

Interscope records
Dopo l’ottimo e acclamato “Decemberunderground” gli AFI tornano alla ribalta con questo nuovo e attesissimo “Crash Love” a cui spetterà il duro compito di bissare il successo dei suoi due precedenti. Già dai primi ascolti si intuisce subito che questo “Crash Love” costituisce il vero punto d’arrivo stilistico nel percorso che ha portato la band ad evolversi da un dark punk/screamo di “Sing The Sorrow” fino ad un alternative rock/punk puro di questo nuovo lavoro, con un passo intermedio costituito dal precedente “Decemberunderground”. A livello qualitativo Davey Havok e soci hanno saputo realizzare un altro grande album in grado di ripagare le grosse aspettative e che sicuramente scalerù le charts americane con tanti potenziali singoli come “Medicate”, “Beautiful Thieves” o “Sacrilege” tanto per citarne qualcuno.
Quello che colpisce maggiormente però è come gli Afi siano sempre riusciti a proporre qualcosa di nuovo ad ogni disco risultando sempre originali ed inspirati ma senza però rinnegare nessun album precedente, quasi a voler creare un lento e armonioso processo evolutivo, che però sembra giunto al capolinea con questo “Crash Love”. Vedremo cosa riusciranno in futuro ad inventarsi ancora, per adesso godiamoci questa ennesima gemma della discografia degli Afi.
Voto: 8

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5 Comments

5 Comments

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    jsmak84

    22/10/2009 at 17:16

    ma stai scherzando vero? ai ascoltato il disco o te lo sei solo sognato di notte?

    Questo è il peggior disco mai prodotto dalla band i dischi precedenti sono a un livello qualitativo superiore di anni luce……
    Questo nuovo disco è il più ruffiano che io abbia mai sentito…….
    E nonostante sia un grande fan degli AFI mi spiace davvero tanto dire che questo disco è il flop più grande dell’anno e dell’intera discograsia della band

    Attendo un futuro migliore, e un ritorno della band a produrre musica di qualità

  2. Avatar

    Davide

    22/10/2009 at 21:19

    l’ho ascoltato più volte… all’inizio aveva spiazzato anche me, ma dopo svariati ascolti sul formato originale, non il pessimo mp3 che gira sui p2p, ho inquadrato bene il disco e mi è piaciuto parecchio… Decemberunderground come songwriting era più ruffiano. Poi come sempre sono punti di vista, la pensassimo tutti allo stesso modo non sarebbe manco bello.

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    Jake

    07/11/2009 at 04:57

    Beh,non c’è che dire,la recensione sicuramente non è imparziale,e si nota che chi ha recensito “crash love”,non ha seguito il percorso della band,quando era ancora sotto “nitro records”,ovvero quando gli A.F.I di Sing the sorrow,non esistevano.
    Dal passaggio sotto Major (al tempo DREAMWORKS con sing the sorrow),la gente in generale deve comprendere come si sviluppa il mondo della musica,ovvero dove l’artista è in 2 o 3 piano quando ci sono davanti nomi grossi alla produzione dell’album,quali arrangiatori vari e capoccia del soundwriting.ovvero:
    “di quello che ascolti,un 60% viene dall’artista.beh,il resto?..viene da chi lavora all’album,cambiando parti,arrangiando,ecc ecc e basta fare una ricerca su internet approfondita,per sapere quanto accade nel famoso anziano “star system”.
    gli AFI,in questo caso,da sing the sorrow,rispetto agli “shout your mouth and open your eyes,all hollow ep,black sails…the art of… ecc ecc ecc”–(ALBUM MAI CITATI DA CHI RECENSISCE ma che han fatto la storia della band)..si son trovati con gente che cerca di guadagnare soldi,per cui il songwriting ne ha risentito a livello di “mass-media”..cercando di rendere l album con atmosfere più introspettive,e creando un immagine alla band,basandosi sui canoni di possibili “appartenenze sociali giovanili di quel periodo”.o meglio…cosa poteva andare di moda allora per tirare il target di bambinetti e piu grandi..cioè (e 2),far piacere il prodotto a piu gente.
    prima si definivano EAST BAY HARDCORE..e di commerciale,a parte qualche hit azzeccata (vedi morning star,the days of the phoenix,god called in sick today ecc),avevano davvero poco,e comunque,rimanevano legati all’hardcore melodico pieno di cori,e parti veloci e piene di rabbia.
    per cui,ora,passando per il “LECCACULOSISSIMO” decemberunderground..pieno di parti elettroniche e arrangiamenti degni di MIKE PATTON (cosa che solo produttori grossi hanno orecchio nel fare,perchè son sempre azzeccati e ricercati per dare il meglio),si arriva a questo CRASH LOVE.
    in se,l’ho ascoltato davvero poco,ma in ogni caso,come decemberunderground,ha qualche mega hit da singolo bimba pre-mestruazione tra i 14 e i 17 anni..roba che si ricorda insomma..come la numero 1 (non citata dalla recensione,ma che è la piu orecchiabile dell’album dopo il singolo,per cui mi chiedo che orecchie tu abbia,sempre con gentilezza)
    e si denota il cambiamento si….ma che I PRODUTTORI stan cercando di dare al gruppo,rendendolo meno urlatore possibile,con ogni brano da HIT COMMERCIALE (in questo album alcune stomacano subito perchè scarne)..ma tutto sommato,parlando se fossi ignorante e soprattutto se non conoscessi il mondo discografico in prima persona,si posso tirare un paio di somme:
    1 – album che si ascolta tranquillamente e scorre abbastanza liscio,a parte momenti di noia di qualche schifezza evitabilissima,come le ultime 2 dell album.
    2 – speriamo,o che si stacchino da interscope records ora come ora,e che sfornino qualcosa di più terra-terra,cioè fatto solo con le loro forze,per vedere che cavolo hanno imparato,per cui diventerebbe (futuro disco senza interscope e senza produttori rompicazzo che pensano solo ai soldi e alla tendenza) il successore di THE ART OF DROWNING.. (ma si sta sognando..hehe..)..oppure che un altra major,li prenda sotto di lei,e ne faccia DAVVERO un fenomeno SOLo pluricommerciale,da ogni pezzo,una HIT..vedi BILLY TALENT..hehe..

    VOTO – 6.5 ——-> per bontà e amore fraterno verso di loro.

  4. Pingback: Give It A Name 2010: il 17 aprile a Milano, già confermati AFI e GALLOWS : Rockon.it

  5. Avatar

    Giorgio

    03/07/2010 at 02:12

    Ma non vi viene in mente che un gruppo può cambiare genere semplicemente xchè i componenti maturano…cioè voi ascoltate ancora la musica che ascoltavate quando avevate 17 anni???Non credo proprio…l’orecchio, i gusti, la visione della vita cambiano col tempo e con essi anche la musica che un artista può comporre!credo che questo sia lapalissiano!mI stupirei se gli Afi urlassero ancora canzonette punk hard-core da 18enni..xchè nel frattempo hanno ammucchiato qualche anno in piu!

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