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VERDENA – WOW

Bergamo sotto la nebbia. Bergamo sotto i monti. Bergamo sui monti. Bergamo nei monti. Bergamo Alta. Bergamo Bassa. Sempre la nebbia. Polenta e osei. Gli uccelli del malaugurio. Bèrghem piange. Bèrghem ride. I Verdena sorridono. Era ora. Il Nord gela. L’Italia gela. La Norvegia pure. I Verdena dodici anni dopo. Il grunge non è mai esistito. I Motorpsycho sono più lontani. Finalmente. I Verdena e basta. I Verdena con i peli. I Verdena con i baffi. Alberto Ferrari è Zorro con la chitarra. Alberto Ferrari è Paggio Fernando con la chitarra. I Verdena meno punk. Piccoli uomini crescono bene. Piano, ma crescono. I Verdena al quinto album. Doppio. “Wow”.

Ventisette tracce, due dischi, ottanta minuti e la crisi discografica se ne va a puttane. “Wow”, l’enciclopedia rock secondo i Verdena. Il manuale del rock italiano secondo i Verdena. I protagonisti cambiano, evolvono, maturano, crescono. I Verdena con i tacchi a spillo. I Verdena senza paura. I Verdena senza fretta. I Verdena meno tirati. Meno dilatati. I Verdena nel formato canzone. “Wow”, il doppio album. Ciao chitarra, voglio suonare il pianoforte. Voglio effetti su effetti. Voglio gli effetti sulle voci. Voglio effetti ovunque. Voglio il sintetizzatore a palla. Voglio ballate su ballate. Le divagazioni strumentali mi hanno fracassato i coglioni, per cui ogni brano deve durare quattro minuti. Voglio un disco pieno. Voglio i violini. E Pure gli archi. E dei testi non mi è mai fregato un cazzo ieri, figurati se me ne frega un cazzo oggi. E così sia. Prendere o lasciare. Oggi prendo. Di domani non c’è certezza. I Verdena spengono le luci, s’accendono i santini, s’illuminano gli idoli, quelli vecchi (Kyuss), quelli nuovi (i Flaming Lips di “In a Priest Driven Ambulance”), quelli mancati (vedi “Rossella Roll Over” con il palese incipit iniziale, piuttosto orripilante, a là “Ob-La-Di, Ob-La-Da”). “Wow”, “Canzone Ostinata” è la prima vera perla pop dei Verdena, le accelerazioni diventano meno scontate (“Loniterp”, “La Volta”), il folk che profuma di sixties (“Razzi Arpia Inferno E Fiamme”, “Castelli Per Aria”), niente è come ieri, niente è come prima, tutto evolve, tutto torna.

“Wow”, i Verdena nella maturità, nella nuova impostazione, nella nuova veste, perché ieri si stava peggio e oggi si sta meglio. Molto meglio. Oggi è un altro mondo. Il nuovo giorno. Oggi c’è il sole a Bèrghem. I Verdena si spogliano, cambiano look, cambiano repertorio, cambiano registro, cambiano passo. Doppio “Wow”.

Francesco Diodati

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