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THE GANG – Trine’s Reunion

Latlantide
Riportando tutto a casa è il primo disco della famosa svolta elettrica di Bob Dylan. I fratelli Severini che hanno attinto molto dal menestrello di Duluth, e non solo, dato che si ispirano tanto da coloro che l’hanno proceduto, Woody Ghutrie, quanto ai suoi eredi, Bruce Springsteen ed i Clash su tutti, una volta per tutte sono tornati a casa, ritornando ai fasti dei loro esordi. E così in maniera definiva la Gang ha riportato tutto a casa, chiudendo un cerchio, dopo il quale si spera che la band marchigiana pubblichi un intero disco di inediti.
Dopo vent’anni, per una sola serata, presso l’Extra club di Recanati i fratelli Severini hanno ripescato una buona manciata dei brani che hanno pubblicato nei primi tre album in inglese e l’hanno sparata in faccia ai fortunati che hanno assistito a quest’evento. Gli anni passano, ma come diceva il buon vecchio Neil Young il rock non morirà mai e nonostante i capelli brizzolati i quattro Gang lo hanno ben dimostrato con il loro punk rock pungente, vibrante, molto combat e soprattutto politico. Si parte con l’inno di “Rumbe beat” per proseguire con le schegge ska-punk di “War in the city” e l’omaggio al Salvador liberato “Libre El Salvador”. Viene resa molto tirata “Badlands” e la band di Filottrano trascina tutti con l’irrefrenabile “Not for sale”. C’è poi spazio per tre cover, si tratta di “Nobody’s hero” degli Stiff Little Fingers, “Garageland” dei mai dimenticati “Clash” e dell’inno ribelle per eccellenza “I fought the law”.
“Tribe’s reunion” è il secondo live consecutivo della band marchigiana, è quindi giunta l’ora di un nuovo inizio.

Vittorio Lannutti

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