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SIX MINUTE WAR MADNESS – Full Fathom Six

SIX MINUTE WAR MADNESS - Full Fathom Six

SIX MINUTE WAR MADNESS - Full Fathom Six

Wallace/Santeria/Il verso del cinghiale
In tempi di crisi creative e di raschiamenti dei barili, dai quali le case discografiche prendono anche la versione più stonata dei grandi brani che hanno fatto la storia del rock, accogliamo con piacere e soddisfazione la ristampa del purtroppo ultimo lavoro dei Six Minute War Madness, anche se ho saputo che il gruppo è ufficialmente in stand-by, quindi qualche speranza di un loro nuovo lavoro la conserviamo. Questa ristampa di “Full fathom six”, a dieci anni dalla sua pubblicazione esce in versione allargata con due cd. Nel primo viene riproposto l’intero album con l’aggiunta di cinque brani registrati dal vivo al Bloom di Mezzago nel maggio del 2000; nel secondo, invece, sono compresi il primo Ep che il gruppo pubblicò all’inizio della sua carriera “Lubrificant for your mind”, brani tratti da alcune compilation, il primo demo, altri quattro brani dal vivo, questa volta a Radio Popolare, un paio di brani della pre-produzione de “Il vuoto elettrico” ed altri due di “Full fathom six”. Prima di andare nel dettaglio dei brani, è doveroso fare un po’ di storia, per chi negli anni ’90 era troppo giovane o si è perso questa bella esperienza. Il gruppo, milanese, si è formato nel 1992 con Federico Ciappini alla voce, Paolo Cantù e Xabier Iriondo (che nel frattempo era militava anche Afterhours) alle chitarre, Massimo Marini al basso e Daniele Misirlijan alla batteria. Il loro genere era noise e fu uno dei gruppi nati sull’onda della rinascita dell’indie rock italiano, insieme agli stessi Afterhours, Ritmo Tribale, Casino Royale, tutte band dell’area milanese, che ruotavano attorno al Jungle studio. Come gran parte di questi gruppi all’inizio cantavano in inglese, ma quando decisero di esordire, nel 1996 con il dirompente, maledetto ed eccitantissimo omonimo, passarono all’italiano, cosa che avvenne anche con il secondo lavoro “Il vuoto elettrico” e con il cd in questione. La grande capacità dei SMWM, grazie anche alla produzione di Fabrizio Magistrali, che in “Full fathom six” entrò nella formazione alle tastiere, era quella di coniugare il noise irruente nei primi due album e più sperimentale e minimale nel terzo, con le ottime capacità melodiche di Ciappini, dotato di un’ugola variabile, acerba ed accattivante allo stesso tempo. Come dicevamo dunque, nel primo cd ritroviamo “Full fathom six”, che vide l’avvicendamento di Jack Fontana alla batteria al posto di Misirlijan, sicuramente il miglior album del gruppo, sia per la loro voglia di sperimentare grazie a diversi intermezzi sonori, sia per le liriche, tanto introspettive, quanto insofferenti alla vita metropolitana (“Prima noia”, “Un filo di vita” e “Washington che urla”, ma anche la stessa “Tokyo” e i nove minuti di quasi progressive in chiave PFM di “VI Moravia”) . Un disco così, infatti, poteva essere concepito soltanto da dei milanesi e l’accostamento culturale è a “New York” di Lou Reed. Nel secondo cd troviamo il gruppo agli esordi con un noise circolare e penetrante e con alcuni brani in inglese che nell’album d’esordio sarebbero stati cantati in italiano, oltre a quelli già citati. Un’ultima annotazione di carattere storico, l’Ep “Lubrificant for your mind” fu pubblicato, come il cd d’esordio, dalla Blu Bus, storica etichetta creata dagli anarco-punk Kina di Aosta. Etichetta che purtroppo ha chiuso i battenti. Spero che questo sia un ulteriore motivo per procurarvi questo cd.

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