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OCEANDRIVE – Why everybody sucks?

OCEANDRIVE - Why everybody sucks?

OCEANDRIVE - Why everybody sucks?

Dalle ceneri degli H-Strychnine, band post-harcore italiana che ha avuto in passato discreti momenti di gloria come l’apertura ai concerti di Stone Sour e Linea 77, ecco nascere questo nuovo progetto (della ex-band sono rimaste voci, chitarre e synth) improntato su nuove sonorità dall’acchito Industrial. Gli Oceandrive, questo il nome della nuova band, riescono infatti a unire con disinvoltura influenze che vanno dal grunge al crossover, ma spaziando soprattutto intorno all’elettronica.

Il fulcro è sempre il sound rotondo e definito delle chitarre, che in quanto a gain sembrano riaffacciarsi spesso alla finestra nineties californiana (simil-Incubus): su questi riferimenti i momenti migliori riguardano senza dubbio Gheisha Stone (forse la migliore del disco), Acure e la “deftoniana” Sparrow.

Ma nonostante lo stampo dato dai chitarroni tipicamente heavy i momenti raffinati non mancano: Codeine & Champagne, Burning e Gash sono decisamente more electronic oriented: a tratti sconfinano nell’Industrial di Reznor rendendo l’idea del cambiamento (di forma e stile) che ha invesito la band, una sorta di maturazione sonora verso un percorso più sperimentale e alternativo.
Come se non bastasse l’album ci regala anche una chicca, la cover di “The Look” dei mitici Roxette (!), con dei riarrangiamenti davvero meritevoli.

Insomma il post-hardcore italiano non sembra fermarsi qui ma pare che continui a evolversi verso nuove direzioni e ampie sfaccettature. Gli Oceandrive sono una di queste.

VOTO : 7/10

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