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IL VUOTO ELETTRICO – Virale

vuoto-elettricoDreamingorilla / Banksville

Il vuoto elettrico riprende il discorso interrotto poco più di dieci anni fa dai tanto rimpianti Six Minute War Madness. La stessa scelta del nome del gruppo è liberamente ispirata al secondo disco del gruppo milanese dove hanno militato tra gli altri Xabier iriondo (Afterhours, A Shirt Apnea, The Shipwreck Bag Show e tanti altri), Fabio Magistali, che produce “Virale” e Paolo Cantù, ospite con il clarinetto.

Diciamo subito che “Virale” riesce a colmare quel vuoto elettrico, appunto, di cui tutti gli appassionati di un certo indie-noise italiani si sentivano orfani. Il gruppo lombardo, infatti, esprimendosi con un post-hardcore, con tanto noise e ritmiche serrate, e utilizzando testi taglienti, dal quale emerge una critica sociale non sloganista, ma con un’impronta esistenziale, vale a dire con un taglio hardcore, si rivela come una delle cose più interessanti di questo inizio del 2015.

Tra le tante staffilate di noise (“Cibolesbico”, “Virale”, “Il ruolo del perdono”), il gruppo si prende anche il lusso di lasciarsi andare a ritmiche sincopate e p-funk (“Le lacrime di Dio”) e a una condensata, quanto efficace, cover di “Emilia paranoica”.

Così tutti coloro che sono cresciuti con l’indie-noise dei ’90 con “Virale” trovano una ragione per rispolverare il meglio di quegli anni, dal Santo Niente agli Shellac, dai Massimo Volume ai Jesus Lizard.

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Vittorio Lannutti, ricercatore/sociologo delle migrazioni, counsellor, con una grave, cronica ed irreversibile dipendenza da rock.

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