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THE STUDIO ON THE FARM. Un documentario sulla storia del Rock(field) Studios al SEEYOUSOUND 2021

Giunto alla sua 7° edizione, dopo che quello dello scorso anno fu tra i primi eventi a doversi fisicamente fermare a causa della pandemia, il SEEYOUSOUND festival si sposta, per il primo anno, in sale virtuali allestite al sito PLAYSYS.TV dal 19 al 25 febbraio. Il festival, l’unico in Italia ad offrire una programmazione dedicata al cinema internazionale a tema musicale, si apre al grido di “Can’t Stop Music!”.

Noi di Rockon non potevamo mancare e siamo stati invitati a visionare in anteprima alcuni tra gli 81 titoli che verranno presentati. 5 anteprime assolute e 16 italiane da non perdere, tra le quali anche il documentario ROCKFIELD: THE STUDIO ON THE FARM di Hannah Berryman, come parte della micro-sezione del festival Into The Groove.

Vi sareste mai immaginati che Bohemian Rhapsody è stata ultimata in una ex selleria per cavalli? E il ritornello di Yellow dei Coldplay scritto nel corridoio che porta ad un bagno?

Tra le vicende che hanno segnato la storia della scena musicale inglese ed internazionale, quella raccontata nel documentario di Berryman, tramite moltissime ed importanti testimonianze, intrecciate ad una divertente ricostruzione a cartone animato degli eventi, è sicuramente una delle più longeve e sorprendenti.
58 anni fa, poco fuori Monmouth, un paesino immerso nella campagna Gallese, i due fratelli Kingsley e Charles Ward, spinti da un’intuizione o semplicemente da un’irrefrenabile voglia di fare musica, iniziarono a trasformare la fattoria di famiglia in uno studio di registrazione, completando nel 1965 il primo studio-residenza indipendente al mondo, ancora oggi in attività (e non in vendita – ci tengono a precisare sul loro sito).

Rockfield Studios, esterno

Una storia, quella dei due fratelli, che si preannunciava già fuori dall’ordinario dai tempi della loro prima band. Presentatisi per errore nello stabilimento di produzione di dischi della casa discografica EMI con un registratore a nastro pieno di demo, entrarono nelle grazie di un custode che gli fece ottenere un incontro negli uffici di Londra con Sir George Henry Martin, il “quinto Beatles”.
Martin non produsse le canzoni dei fratelli Ward ma loro, con un piccolo investimento nella giusta strumentazione, partendo dalla soffitta della fattoria e arrivando fino alle stalle, riadattate come stanze per gli ospiti, entrarono comunque, a loro modo, nella storia della musica.

In poco tempo i Rockfield Studios, considerati un’oasi di pace, natura, ispirazione, libertà e fuga dalla vita frenetica e impegnata delle città, furono affollati da musicisti tra cui Black Sabbath, Queen, Robert Plant, Iggy Pop e David Bowie, Simple Minds, solo per citarne alcuni.

“We had never been to a studio, we had never been on a farm! We were very loud and Rockfield allowed us the freedom… We didn’t think ‘let’s invent heavy metal’, it just happened.”

Ozzy Osbourne in Rockfield: The Studio On The Farm
Tony Iommi e Ozzy Osbourne, 1977

Dalla registrazione di “Paranoid” dei Black Sabbath fino alla lunghissima residenza in studio di 14 mesi dei The Stone Roses, che registrarono a Rockfield i loro primi due album e, in un periodo di difficoltà per i fratelli Ward, assicurarono allo studio le entrate necessarie per sopravvivere, passando per l’immancabile lite dei fratelli Gallagher su chi dovesse cantare e chi suonare in “Don’t Look Back In Anger”.

Rockfield ha scritto (e registrato) la storia della musica, e credo non esista individuo sulla terra che non conosca almeno una canzone passata per i mixer dello “studio on the farm” di Kingsley e Charles.
Curiosi? Il consiglio è di collegarvi al più presto su www.seeyousound.org e riservare il vostro posto virtuale (fila centrale, metà sala) per godervi una delle più sorprendenti pagine della storia della musica.

ROCKFIELD: THE STUDIO ON THE FARM
On demand dal 19 al 25 Febbraio 2021
Link ai biglietti > https://www.boxol.it/SeeYouSound/it/event/rockfield—the-studio-on-the-farm/333197

www.seeyousound.org
www.playsys.tv

Giulia Manfieri
Written By

Ho 25 anni, vivo a Milano, faccio cose (tante, diverse) nel mondo dell'arte, a volte scrivo di musica e più spesso la fotografo.

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