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EMBRACE THE UNIVERSE – A dim glare hovers in the gloomy night

embrace-the-universeFinalmente gli Embrace the Universe (fb.com/WeEmbraceTheUniverse) decidono di uscire dalla loro mansarda dopo un lungo lavoro in casa-studio e nessuno sa bene cosa aspettarsi. Solo pensando al nome potremmo immaginare suoni eterei creati da delay spinti al massimo ed alternati a vari campionamenti made in nature, una cosa già sentita forse, ebbene ci propongono un EP di 7 tracce che già al primo ascolto non ci lasciano indifferenti.

Si parla di sensazioni diverse per ogni brano con un fil rouge ben annodato ad una velata e dolce malinconia, “un tenue bagliore aleggia nella notte cupa” recita il titolo dell’EP: ok, sono d’accordo e si nota pure questa piccola luce bianca in fondo al buio sentiero, forse enfatizzata da alcuni acuti riff di chitarra e da una base ritmica ben scandita.

La sensazione che però mi ha colpito maggiormente è quello sbalzo temporale che provocano questi suoni messi assieme, un passato rievocato dai ritardi, da echi, da suoni lontani miglia e miglia e fa freddo, si battono i denti a suon di drum machine.

Mai si direbbe che questa sia musica italiana (ottima pronuncia inglese), noi così abituati a “cantautorate” varie e ovvietà sparate a zero, lamentele petulanti e potenti auto critiche per far bene al proprio ego e risultare maledettamente maledetti. Questa band ci fa ritrovare il gusto del sentimento profondo e celato in musica, nei suoni malinconici ma allo stesso tempo speranzosi, pronti ad una nuova nascita; ecco che emerge l’importanza della natura, le immagini evocate dai suoni sembrano portarci prima ad una visione del mondo dallo spazio e successivamente in boschi fiabeschi dimenticati da Dio.

“Mud and clouds” ne è un esempio (e a parer mio il pezzo più bello del disco), un incipit di smarrimento va a concludersi in pioggia, gocce, singolarità individuale anticipata da un’armonia di voci che ci trasportano altrove, dove non possiamo vedere (forse la pioggia continua della nostra realtà). Tra i pezzi migliori segue “Heaven: soon forgotten” pezzo proposto senza voci, una dolce carezza di un’amata ideale, che forse non esisterà mai, come addormentarsi al buio pesto, in solitudine sotto ad un cielo stellato; seguono subito dopo “Neurosis : Hallucinations”“After all these years” e “Oceans of tears ago” che sono tre pezzi ben distinti l’uno dall’altro: il
primo è uno dei pochi brani energici dell’ep, il secondo rispecchia invece l’evocare un passato, una sorta di lettera indirizzata ad una persona importante mentre il terzo brano è di nuovo strumentale con suoni più complessi di “Heaven: soon forgotten”, astratto.
Agli ultimi posti troviamo “Abisko” e “We’re diving into a further universe” che personalmente non mi entusiasmano molto, linee vocali e costruzione poco convincenti e a tratti monotone.

Tutto sommato, come primo EP, centrare cinque pezzi su sette non è per niente una brutta media. “A dim glare hovers in the gloomy night” si becca 4 punti su 5, punti guadagnati e arrotondati per eccesso grazie ad un po’ fiducia, in attesa di vederli live ma soprattutto di scoprire altri pezzi perché per ora ciò che gli Embrace the Universe vogliono mostrarci è solo un tenue bagliore.

Aspettando l’alba dopo questa notte cupa,
Davide Sgambaro

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