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DENIS GUERINI – Vaghe supposizioni

denis-gueriniLe “Vaghe supposizioni” di Denis Guerini (Cantautore. Cantastorie. Indagatore.)

Se c’è una cosa da apprezzare maggiormente in un artista, al di là della bravura, è la voglia di sperimentare mettendosi e rimettendosi, di volta in volta, in gioco: Denis Guerini, classe 1976, proveniente da Crema, rientra di sicuro all’interno di questa categoria.

Denis nasce infatti come batterista affrontando nel tempo e con vari progetti generi musicali differenti, dall’etno-folk al grunge fino al funky-jazz miscelato alla musica klemzer.

Ma è con la scoperta del cantautorato che Denis inizia a comporre diventando interprete dei propri brani: del 2007 la sua prima prova in studio, “Personaggi da guardrail”, a cui segue “L’ultimo della classe”, del 2009, e “I giorni della fionda” (del 2012, con brani tratti dallo spettacolo di teatro-canzone “È facile smettere di essere ottimisti (se sai come farlo)”, scritto in collaborazione con lo scrittore Emanuele Mandelli). A proposito di teatro, del 2012 anche la sua prima prova attoriale.

L’ultima prova in studio di Denis è invece datata 2014 e si intitola “Vaghe supposizioni”, un album che, con ironia e in nome di un cantautorato che ci riporta indietro nel tempo, all’Italia dei ‘60/’70, analizza il tema del dubbio: «Cosa uccide in certi momenti, forse la scarsa chiarezza dei nostri sentimenti».

“Vaghe supposizioni” scorre, di brano in brano, grazie alla freschezza delle composizioni, impreziosite da arrangiamenti ultracurati, con gli strumenti che si fanno voce ad accompagnare quella del cantautore (di particolare rilievo i fiati), intanto che Denis canta di amore, memoria, di tradizione e del quotidiano, di relazioni… senza mai arrivare a una soluzione definitiva, «perché l’artista è un indagatore senza risposte sicure, inventa indizi per dare un volto al suo assassino esistenziale».

“Vaghe supposizioni” è un album consigliato a tutti gli appassionati di racconti, grazie alla verve da cantastorie di Denis, e a tutti gli amanti del cantautorato che si tinge di tinte jazz, swing e di tutti i colori dell’avanspettacolo a metà fra teatro e musica.

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