zYp: guarda in anteprima il video “Sole Fermo”

Con una ricerca sonora che, sì, parte dal rock e dallo stoner, per poi, però, aver fame di suoni sempre nuovi, tanto da abbracciare psichedelia e blues, e con gli artwork firmati da Federico Manzone (autore anche del video di RETTILE) che valorizzano i colori delle loro sfumature sonore, gli zYp sono una delle promesse più convincenti della nuova scena alternativa italiana. Dopo la graffiante Desertica e la più energica Rettile arriva il terzo singolo, estratto dall’album d’esordio di prossima pubblicazione, una ballad più intima perfetta per un viaggio “on the road”: Sole Fermo.

Il video di Sole Fermo è il viaggio degli zYp a Palma De Mallorca.

Stavamo andando a Palma De Mallorca per suonare con i Besllum, artisti visivi, al festival Teresetes per il progetto LUMIMIC di cui siamo creatori. Eravamo in nove su un furgone da nove posti della nostra etichetta e managment DEWREC. Il caso ha voluto che tre di noi fossero i RATAVÖLOIRA (videomaker e già autori del video di Desertica), questo è il risultato.

Molte band assomigliano a delle famiglie, ma alcune di più. Gli zYp fanno parte di quest’ultime, perché il loro tempo assieme non si esaurisce in sala prove, ma deborda, finendo nelle case che condividono e negli affetti che provano. Ma per iniziare a conoscere Vitto (voce/chitarra), Gabri (chitarra/voce), Lory (basso) e Fede (batteria), è giusto partire da un altro luogo ancora, che è Barriera di Milano, quartiere torinese nel quale nel 2012, allora 17enni, si sono conosciuti.

Con una ricerca sonora che, sì, parte dal rock e dallo stoner, per poi, però, aver fame di suoni sempre nuovi, tanto da abbracciare psichedelia e blues. Vitto, Gabri, Lory e Fede hanno una visione della musica tanto pura quanto reale, materica: “Più che una risposta a qualcosa, la musica è stata un’illuminazione. La musica è stata la risposta al desiderio di esprimerci, in un momento delle nostre vite in cui non potevamo o riuscivano a farlo in libertà. Essere noi quattro, in sala prove a suonare come meglio potevamo, era, ed è tuttora, il momento per eccellenza di scambio, di esposizione della propria sensibilità e di confronto su tutto. La musica per noi è festa, gioco, studio, meditazione e terapia”.

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