Anticipato dai singoli nothingtodowithyou e Whirlwind Romance, canUrelate? è l’EP d’esordio dei Minerva, uscito in collaborazione con Dissonance e con distribuzione Believe.
“Baccarat Rouge” nasce da un’idea semplice: la musica come luce. Un’energia invisibile che attraversa i corpi, sospende il tempo e trasforma ciò che tocca. Nel video, il buio rappresenta tensione, solitudine e conflitto, mentre la luce dorata diventa connessione, amore e liberazione. Ogni scena è costruita come un frammento emotivo, minimale e quasi astratto, dove i Minerva diventano il centro di questa tempesta luminosa. L’obiettivo del video non è tanto quello di raccontare una storia lineare, ma di far percepire una sensazione: quella di qualcosa che ci unisce profondamente, senza bisogno di parole.
L’EP “canUrelate?“
L’EP sviluppa quello che i Minerva hanno definito “prog pop”: un sound pop suonato e con influenze mutuate dal rock alternativo, dall’emo, dall’indie e dall’elettronica, che cerca di sfuggire alla ripetitività strutturale tipica di molte canzoni classicamente pop, esplorando invece strutture più fluide, che cambiano e si evolvono per raccontare una vera e propria storia, prima ancora che costituire semplicemente una canzone.
canUrelate? è un racconto diviso in cinque parti, cinque sezioni in cui affiorano gli stati d’animo narrati in prima persona, in un dialogo che è più un monologo data la mancanza evidente di un interlocutore. In ogni brano vengono poste delle domande, dubbi di una personalità indecisa e irrequieta che cerca una spiegazione alle sue delusioni sentimentali.
“È un percorso che dal dubbio e dalla rabbia passa per l’autoconsapevolezza, fino alla mancanza e alla nostalgia: nostalgia dell’idea di un amore, più che dell’amore stesso”, spiegano i Minerva a proposito del concept del disco. L’EP si conclude con una domanda: “I’m fine… or not?”, riassuntiva dello stato d’animo di cui ogni brano è permeato.
MINERVA
Minerva è un gruppo alternative/indie rock varesino che mescola emo, elettronica e pop in uno stile da loro definito “prog pop”. Le canzoni, in lingua inglese, uniscono melodie orecchiabili a strutture complesse; il sound è caratterizzato da atmosfere leggere, arrangiamenti sofisticati e un cantato che alterna parti delicate a scream di derivazione hardcore. I testi si muovono tra l’analisi delle relazioni nell’epoca digitale, alienazione, iperconnessione, amore frammentato e un’introspezione lucida su insicurezze e senso di inadeguatezza. Il risultato è una proposta che dà voce a un disagio autentico generazionale, costruendo un universo sonoro personale, stratificato e profondamente emotivo.
Tra le influenze: Origami Angel, The 1975, Closure in Moscow, Nothing but Thieves; nei live, la band è ispirata dall’apertura strutturale della fusion con l’incorporazione di parti di improvvisazione.












![PETER GABRIEL [Credits: Nadav Kander]](https://www.rockon.it/wp-content/uploads/2026/10/peter-gabriel-600x337.jpg)















