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I 5 brani preferiti di Pietro Berselli

Esce oggi venerdì 3 settembre 2021 per Dischi Sotterranei “Evidentemente no” il nuovo album di Pietro Berselli, cantautore bresciano adottato dalla scena padovana.

Già anticipato dai singoli Nord Europa e Spettatore, Pietro Berselli ci fa finalmente entrare nel suo mondo di limiti e le contraddizioni di un timido cantautore rock.

Per l’occasione, gli abbiamo chiesto i suoi cinque brani preferiti. 

Staring at the Sun – Tv on the radio

Quando ho ascoltato Staring the the Sun avrò avuto al massimo 15 anni e sono rimasto sconvolto dalle sonorità stridenti delle voci di Tunde Adebimpe e dai giri ipnotici delle chitarre di Kyp Malone e David Sitek. C’è qualcosa di eterno in questi brano. Canzone migliore di sempre.

Loniterp – Verdena

Altro brano di rottura per quanto riguarda la mia formazione. Primi anni di università. Esce Wow dei Verdena. Tutti perdono la testa all’improvviso, suoni incredibili, una cura maniacale dei testi, concerti pazzeschi al Rivolta di Marghera e a Sherwood a Padova. Album macinato dall’inizio alla fine ma Loniterp rimane nel mio cuore, dopo quell’ascolto qualcosa è cambiato nel mio modo di scrivere.

Staralfur – Sigur Rós

Canzone scoperta nel 2004 guardando Le avventure acquatiche di Steve Zissou. Lacrime alla fine del film assicurate. Inizia così anche un’ossessione adolescenziale per Wes Anderson. Da Staralfur inizia la mia passione per la vasta scena post rock, è stata la canzone di iniziazione al genere, e lo sdoganamento (per quanto riguarda me) dell’inserimento della musica da camera e dall’impronta lirica in un brano post rock.

Era – Lucio Battisti

Da bambino ho macinato la cassetta di Emozioni nel mangianastri dei miei. Era è sempre stata la mia preferita per la sua peculiarità. Una filastrocca, una favola semplice con una composizione assurda, quel clavicembalo barocco sgangherato rimane indelebile nei miei ricordi. Pochissimi potrebbero permettersi di cantare questa canzone con la sicurezza esecutiva di Battisti.

White trash Hero – Archers of Loaf

Canzone scoperta totalmente a caso. Adoro la sua decadenza, facente chiaramente parte di un disco di addio, è un canto del cigno. Ipnotica, modulare, testo evocativo. Parla dei perdenti, della provincia, ha tutte le caratteristiche per stare tra le mie canzoni preferite.

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