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I 5 brani che hanno segnato la storia dello Studio 2 di Padova

Realtà ormai ben radicata a Padova, lo Studio 2 di Cristopher Bacco compie 10 anni emergendo dalla pandemia più forte che mai: uno studio di registrazione e non solo che fin da subito si è affermato come di riferimento per ogni tipo di artista.

Nel corso degli anni infatti, lo studio ha raggiunto artisti e gruppi provenienti da tutta Italia, lavorando con nomi del calibro di The Winstons, Bobby Solo e Marco Cocci ampliando sempre di più la clientela e i servizi per chi è in cerca di un Recording Studio all’avanguardia.

Abbiamo deciso di chiedere a Cristopher di segnalarci 5 brani che secondo lui hanno segnato la storia di questi primi 10 anni. 

Marco Cocci – Good day (Black Candy)

Ci eravamo conosciuti anni prima tramite amici in comune, siamo entrati in studio per gioco e ci siamo stati 4 mesi. Un periodo pazzesco, siamo partiti dai provini in un percorso psichedelico che ci ha portato ad affrontare generi diversi tra loro in un unico album (STEPS). Al disco collaborarono Roberto Angelini, Poggipollini, Dellera, Bobby Solo, Vincenzo Vasi e tantissimi altri artisti pazzeschi che contribuirono a creare quest’opera che ritengo tra le mie meglio riuscite.

Bobby Solo – Good in Blues (AMS)

Un sabato mattina del 2015 mi squillò il telefono, io ancora addormentato non capii, c’era una voce che continuava a definirsi “Zio Bobby”. Era Bobby Solo, non so ancora chi gli diede il mio contatto, mi parlò di questo progetto che aveva in mente, un tributo a Tony Joe White, del quale anche io ero fan. Dopo anni siamo riusciti ad entrare in studio e abbiamo lavorato come si faceva una volta, in presa diretta (solo cori e fiati vennero sovraincisi in un secondo momento). Sono molto orgoglioso di questo ep, le registrazioni, i mix e gli arrangiamenti li trovo davvero azzeccati, i musicisti che hanno collaborato sono stati davvero fenomenali, ed è il motivo per cui tutto suona bene.

Alessio Peck . Tattile (Kwaidan)

Ero a registrare a Londra l’ep d’esordio di una band (Red Lodge) nello studio di Luke Oldfield, quando ad un certo punto ci serviva un tastierista. Mi venne in mente che un ragazzo italiano che già aveva suonato le tastiere per un altra mia produzione si era trasferito a Londra, lo chiamai e venne a suonare, quando ad un certo punto mi disse che aveva un amico che cercava un produttore, ci ha messo in contatto e dopo qualche settimana volai a Parigi a conoscere Alessio Peck. Iniziammo le preproduzioni nel suo appartamento, trovammo il feeling giusto, e poi continuammo a distanza con lui che ogni tanto volava nel mio studio per delle session. É un ep a cui tengo particolarmente perché abbiamo avuto completa libertà artistica, e su Tattile (brano che ho scelto per voi) ho avuto le idee chiare sin dal primo minuto ed è uscita la produzione che esattamente avevo in testa. Ps il video l’ha girato Henry Lee Hopper.

The Cyborgs – GOIN’ TO CHICKS HOUSE (Blood Records)

Li vidi la prima volta in un club a Padova nel 2011 e rimasi folgorato dal modo che avevano di suonare, tutto completamente fuori dagli schemi, il chitarrista aveva una tecnica tutta sua che non riusciva a farmi staccare gli occhi dallo strumento e il batterista suonava in contemporanea anche il basso synth, il tutto con un groove incredibile e le maschere da saldatore, insomma una goduria. Molti anni più tardi durante la noia del lockdown entrammo in contatto con l’idea di fare una session e vedere se ne usciva qualcosa di buono.. e il qualcosa di buono lo potete sentire nel link. La registrazione è avvenuta tutta in presa diretta tranne l’ospite che sovraincise l’armonica distorta. Non è un classico sound che può’ aspettarsi un loro fan ma ci piaceva l’idea di sonorità Stoner in un contesto Blues.

The Winstons – Blind (Sony Music)

Con i The Winstons già collaboravo tra tour e studio, questo brano lo portò in studio Dellera con una bozza in chitarra e voce. Il resto venne prodotto interamente in studio, utilizzando strumenti e tecniche microfoniche degli anni 60/70, il che mi ha entusiasmato parecchio. É stato incredibile vedere come da una bozza si sia evoluto in un brano così psichedelico e pieno di momenti diversi, ricordo le lunghe session fino a notte fonda per cercare il sound giusto di tastiera o basso. Il mix di Tommaso Colliva lo ha reso ancora più avvolgente, devo dire che è un brano a cui sono molto affezionato.

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