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Interviste

Vale LP: Porcella è il suo manifesto di autenticità

Vale LP pubblica “Porcella”, disponibile su tutte le piattaforme digitali. Un brano che aveva conquistato il pubblico televisivo di X-factor durante la sua partecipazione al programma lo scorso anno. Arriva sul mercato dopo mesi dalla sua pubblicazione sul canale Youtube del talent show, dove ha collezionato quasi un milione di visualizzazioni. La viralità del brano sta proprio nella sua schiettezza: si tratta di una traccia onesta, che racconta una storia chiaramente intima e personale, sposandosi perfettamente alla chitarra che accompagna Vale come fosse una cantastorie. Non è un caso che l’artista stessa abbia definito “Porcella” un «manifesto di autenticità»: ci racconta di lei senza fronzoli e finzioni, ma con una voce potente e una penna che ha tanto da comunicare. La cover è stata realizzata da Diego Lama, pittore, architetto, giornalista e scrittore italiano e ci racconta quella dimensione fanciullesca ma anche folkloristica che caratterizza il suo cantato. 

Dopo “Cherì” e “Giardino”, Vale LP continua a tracciare un percorso ben definito nell’industria musicale, che è sfrontato, insolito e vero. Ascoltare un brano nuovo della giovane cantautrice campana significa sapere che non sarà uguale né a quello precedente, né a qualsiasi altra cosa ci sia in giro. E’ lei il riferimento di se stessa, non necessita di assomigliare a nessun’altro. Probabilmente una delle doti più preziose che un’artista possa possedere oggi. Le abbiamo chiesto di più, su di lei e sul suo nuovo brano. 

Ciao Vale! Hai pubblicato Porcella circa un anno dopo le tue audizioni a XF, perché aspettavi il momento giusto per farlo. Cosa è cambiato in te, dal punto di vista artistico e personale, dalla prima volta in cui hai cantato questo brano davanti ai giudici?

È cambiato tutto e non è cambiato niente. Volevo solo che una traccia che per me era manifesto di autenticità anche per il modo in cui è nata non funzionasse solo perché c’era un’onda da cavalcare. Io voglio costruire. Non arrivare ad un punto. Voglio un castello gigante di idee e per farlo deve avere fede nelle mie e non sfruttarle solo perché funzionino al meglio per il mercato. Porcella resta per me un bel regalo che mi ha fatto il destino. Sono contenta che mi abbia fatto e mi faccia e continuerà a farmi compagnia. Spero anche agli altri. 

Al primo ascolto su Spotify, la nostra curiosità stava soprattutto nel capire come avresti gestito quell’intimità della versione live. Siamo rimaste positivamente sorprese nello scoprire che l’hai preservata nella produzione. Come mai questa scelta?

Per gli stessi motivi detti in precedenza. Porcella non poteva essere diversa da quella che è. Perché le parole dialogano con quella chitarra, e dire o fare altro sarebbe stato cambiargli storia e lei non lo meritava.

Porcella è un brano autentico e fuori dagli schemi: è una bella presa di posizione. La musica per te è provocazione?

Si, anche se non è quello il suo fine ultimo. Io sto solo raccontando una storia, che è la mia, e domani già potrebbe essere diversa o morta. Metterla sul tavolo, scoprirla, esporla, farla incontrare con le storie degli altri quello sì che è stimolante. Per me è l’esposizione che è provocazione. Ma la provocazione non è altro che un incontro di idee differenti, è un gioco della corda dove tutti vincono o perdono e il premio non è altro che l’attrito.

La tua personalità è forte, prende a pugni gli schermi. Com’è stato adattarti alle dinamiche televisive a XF?

Difficile, facile e difficile. Facile per la questione telecamere perché in realtà quello è un nemico fittizio, dopo un po’ le dimentichi e nemmeno provi più quel disagio e freno iniziale sapendo di essere ripresa magari, difficile perché comunque soffri di alcune dinamiche che non controlli ed è una pressione importante . Poi la televisione è un tritacarne, bisognerebbe essere molto cauti e invece li ha due minuti per regalare qualcosa e tutto va velocissimo. Mi fa strano per lo stesso motivo, per esempio, pensare che qualcuno (quasi tutti) potrebbe giudicarti per la mera partecipazione ad un talent trascurando che al massimo in 5/6 mesi di durata di un programma come X Factor quanto tempo ti esibisci?? 15 minuti totali? 20?? E voi vorreste mettere in discussione la validità di un progetto per 15 /20 minuti? Qui c’è da dimostrare per tutta la vita che ti meriti un palco e che sei degno della gente che ti segue e ti supporta. 

Hai origini campane, e questo è un periodo molto fertile per la canzone napoletana. Che rapporti hai con il tuo dialetto a livello artistico? Ti capita di scrivere, o pensare di pubblicare un brano con influenze dialettali?

Si, ma non è un piano. Sono i miei pensieri, senza una volontà coscienziosa a prendersi il vestito che si meritano. E se parleranno in napoletano ben vengano. 

E con la città invece? Quanto hai portato con te a Milano e quanto hai lasciato lì?

Ho portato un poster di Maradona, una lettera di mia madre, e le riserve di cibo (già finite) che mi ha preparato mia nonna. Lì ho lasciato un posto dove tornare.

Non abbiamo ancora avuto l’onore di ascoltare un album di VALE LP. Ci stai lavorando?

Io lavoro alla musica. Poi vedremo. Quando verrà il giorno dove capirò di aver fatto un album uscirà. Ho da competere con i miei cantanti preferiti. 

Articolo a cura di Elisabetta Picariello e Chiara Grauso 

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