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Interviste

GIULIA PENNA ci racconta il nuovo singolo “Sparisci Please”

Immedesimarsi nel mondo di un’artista non è mai facile: Giulia Penna, invece, è capace di trasportarci nel suo universo genuino senza nessuno sforzo particolare.

Classe 1992, romana, Giulia è ormai un volto conosciuto specialmente nel mondo dei social, con circa un milione e mezzo di followers su piattaforme come Instagram e TikTok. Tuttavia, lei si continua a definire un personaggio “non pettinato”, come ci racconta nell’intervista: “io sono così, sono quello che vedete, genuina e diretta: mi piace trasmettere quello che sono senza filtri”. 

Sparisci Please” è il nome del suo nuovo singolo, un brano pop, frizzante e fresco, che racconta col sorriso come si può rinascere dopo la fine di una relazione turbolenta, fatta di segreti e bugie. 

È un inno alla felicità, oltre che un invito rivolto a trovare il coraggio di mettere sé stessi al primo posto, dopo essersi annullati per una persona. Insomma, Giulia ha creato il pezzo giusto per il periodo turbolento e ansioso che stiamo attraversando, regalandoci un sorriso e una motivazione tra vari lockdown e zone rosse.

Noi di Futura 1993 siamo particolarmente incuriositi dal progetto di Giulia, e cercando di scoprire qualcosa di più sul suo nuovo singolo e progetti futuri, ci abbiamo scambiato quattro chiacchiere. Ecco cosa ci ha raccontato.

Ciao Giulia! “Sparisci please” è il tuo nuovo singolo, un brano che racconta come si può rinascere dopo la fine di una relazione turbolenta. A mio avviso è uno dei tuoi pezzi migliori: raccontaci un po’ come è nato.

Grazie mille, sono contentissima che vi sia piaciuta! ”Sparisci Please” è nato dalla voglia di continuare a raccontare la mia visione della realtà in modo frizzante. Ho voluto raccontare la storia di una mia amica che è stata lasciata dopo una relazione turbolenta e dopo aver sofferto ha ritrovato la forza di rialzarsi scoprendosi più forte e più felice di prima. Questa è la storia di tante persone ed è la storia di chi alla fine da un momento brutto riesce a cogliere del bello. Spesso chiusa una porta si apre un portone, fidatevi! 

Nella tua musica trapela spesso positività, ed è una cosa che apprezzo particolarmente, i tuoi brani mi lasciano sempre un’ondata di allegria e spensieratezza. Quanto la tua musica rispecchia la tua personalità? 

La mia personalità è totalmente rispecchiata nella musica, oserei dire che la musica è la mia personalità. Cerco sempre di scrivere pezzi che possano trasmettere un messaggio positivo e il mio modo di vedere le cose. Ovviamente anche a me capitano dei momenti no ma anche lì trovo rifugio nella musica. Il mio motto, come traspare anche in “Sparisci Please”, è che spesso anche nel brutto c’è del bello. Provo sempre a cogliere il bello tra le sue sfumature, una palette di neri e grigi non fa proprio per me!

In una vecchia intervista ci hai raccontato che ti senti molto indie, un personaggio “non pettinato”: ti rispecchi ancora in questa affermazione? 

Sì, è così, io sono quello che vedi! Genuina e diretta, a volte anche troppo. 

Mi piace trasmettere quello che sono senza filtri, a parte quelli di Instagram che uso quando mi vedo la faccia un po’ provata 😊

I social sono il tuo palcoscenico: tuttavia, essere delle celebrità sul web e allo stesso tempo cantautrici può essere un’arma a doppio taglio e spesso soggetti di critiche. Te come ti senti a riguardo? 

Mi ritengo abbastanza fortunata, non ho mai ricevuto grandi critiche, i ragazzi che mi seguono sanno chi sono e come sono sui social e nella musica, quindi trovo sempre tanta forza e appoggio in loro. 

Chi critica si ricrederà prima o poi, mi piace stupire!

Parlando sempre di social, ti è mai capitato di ricevere dei commenti sgradevoli? Sei una persona che a primo impatto sembra molto positiva e sorridente, il tuo mondo colorato come si rapporta con gli “haters”?  

Qualche commento sgradevole delle volte lo trovo, ma alcuni mi fanno sorridere perché non hanno molto senso. 

Credo che non si possa piacere a tutti ma è giusto così. La mia arma migliore? Il sorriso.

Oggi il mercato musicale è veramente vastissimo rispetto al passato: quale credi sia l’elemento personale e unico della tua musica, ciò che ti distingue da tutti gli altri? Qual è o quale vorresti fosse la tua cifra stilistica? 

Questo mio lato totalmente genuino, colorato e pop spero possa farmi apprezzare ad un pubblico più vasto.

Sono un’artista indipendente, gestisco praticamente tutto da sola e ci metto sempre la faccia in tutto quello che faccio, credo anche questo sia una mia caratteristica. 

C’è qualche artista o pezzo che ti ha influenzato particolarmente durante il tuo percorso artistico e che ti andrebbe di consigliarci? 

Sono cresciuta con le canzoni di Mina, mia madre le cantava sempre, di Christina Aguilera, pensa che il primo disco che ho comprato è stato proprio il suo e Alicia Keys, le sue canzoni le portavo sempre a lezione di canto.

Ora ascolto spesso la musica in base al mio stato d’animo.

Quando sono pensierosa ascolto Venerus, quando sono in mood positivo Ariana Grande e quando sono arrabbiata mi ascolto i Nirvana.

È quasi un anno che le nostre vite sono state sostanzialmente messe in pausa causa pandemia. Com’è cambiata la tua esperienza di artista durante i lockdown? 

Il primo lockdown mi ha travolta, poi però come capita sempre da ogni caduta trovi ancora di più la forza per rialzarti e fare di meglio. Durante il lockdown ero uscita con la mia canzone “Soli Anche Insieme” è una ballad molto intima che descrive perfettamente la Giulia del primo lockdown, poi ho deciso di portare gioia in primis a me stessa e ho fatto uscire tutta la mia grinta con “Bacio A Distanza”, continuando a sorridere ho messo le basi per “Sparisci Please”. Il mio tempo è ritmato dalla musica, grande amica per tutti i momenti della mia vita.

Ti saluto con l’ultima domanda: adesso cosa dobbiamo aspettarci da Giulia? E’ in programma un album? 

Sicuramente ho tanto da comunicare in quest’anno di rinascita ma, non posso spoilerare nulla adesso, invito tutti a tenere sotto controllo i miei social e chissà… A presto ragazzi!

di Eleonora Bruno

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