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Interviste

“Casa Mia”: i Deux Alpes e Marta Moretti ci raccontano il loro nuovo singolo

I Deux Alpes e Marta Moretti si sono uniti per creare un nuovo, unico pezzo: “Casa Mia”, disponibile dal 28 febbraio su tutte le piattaforme streaming.

Il progetto dei Deux Alpes nasce da Gido ed Edoardo: sono un duo di musica elettronica di base a Milano. Il loro sound ha una radice anni ’80, ma per questo loro nuovo pezzo hanno deciso di spostarsi più sul contemporaneo: “Casa Mia” è un brano cupo e introspettivo, dotato di sfumature in bilico fra dance e pop. Vediamo affiancarsi a loro una voce femminile, Marta Moretti, cantante dei Tersø, che in questa canzone ipnotizza letteralmente l’ascoltatore, trasportandolo in un labirinto, quello delle mura di casa.

“Casa Mia” è un pezzo forte, duro: apre a mille immagini e ci catapulta direttamente dentro la realtà dei Deux Alpes e Marta. Devo dire che ormai sono giorni che ascolto e riascolto questa canzone, e oltre ad averla in testa tutto il giorno dalla prima volta che l’ho ascoltata, mi rendo conto che riesce a trasmettermi proprio tutte le sensazioni che i ragazzi volevano farci arrivare.
Insieme hanno prodotto una sintonia perfetta tra testo e musica, elaborando un mood lineare. Come ci raccontano nell’intervista, le cose forti di questo pezzo sono la voce e le parole di Marta unite ai sound e le ritmiche molto serrate: comunicano una calma che è solo apparente, come se stesse per succedere qualcosa che forse neppure accadrà, creando una tensione perfettamente coerente tra testo e musica.

Noi di Futura 1993 abbiamo deciso di intervistarli per scoprire qualcosa di più su questo brano, sulla loro collaborazione e i loro progetti futuri.

Ciao ragazzi! Come definireste “Casa Mia” in 3 parole?
G: Ipnotica, viscerale, potente
E: Conturbante, ossessiva, anch’io direi ipnotica.

Attraverso questo brano volete comunicare qualcosa di preciso o il significato è dato all’ascoltatore?
G: come sempre nella nostra musica lavoriamo più per immagini e atmosfere che per significato. In questo caso trovo ci sia stato (certo ci abbiamo lavorato, non è venuto a caso) un’ottima sintonia tra testo (Marta ci ha lavorato in autonomia, senza input da parte nostra) e musica per creare un mood coerente.
E: Lasciamo sempre aperte delle interpretazioni, noi stessi ogni tanto a distanza di mesi ci ritroviamo ancora a discutere del senso dei pezzi: ascoltando questa canzone in particolare mi immagino un appartamento spoglio, immerso nel silenzio, nella penombra di un tardo pomeriggio. L’atmosfera è contrastante, perché la voce e le parole di Marta mi comunicano una calma che è solo apparente, come se stesse per succedere qualcosa che forse neppure succederà, ma c’è tensione e questo è ciò che più amo di questo pezzo e la musica è perfettamente coerente con questa atmosfera: cresce ma non cresce, esplode ma non esplode.

So che l’approccio che avete nei confronti della vostra musica è estremamente spontaneo e badate poco a cosa va di moda. Questo pezzo in particolare è frutto di pensieri elaborati o è stato scritto di getto?
G: nessuno dei pezzi che faranno parte del nuovo disco potremmo definirlo come una realizzazione “di getto”. Abbiamo lavorato ai pezzi per circa un anno e mezzo con infinite rilavorazioni, al punto da non riconoscere quasi i provini da quello che poi è venuto fuori. Per questo pezzo avevamo dei riferimenti a livello stilistico più che altro. Ad esempio un beat molto sincopato quasi twostep. Poi però, come detto, ricevuta la voce da Marta abbiamo cambiato alcuni aspetti tra cui il basso e di conseguenza la parte ritmica per renderla più a servizio della voce.
E: Il brano l’aveva proposto Gido, l’abbiamo sviscerato ed è diventato un’altra cosa rispetto all’inizio. E’ stato il pezzo che fino all’ultimo abbiamo tenuto in sospeso ma poi l’intervento di Marta ci ha fatto capire la strada da seguire.

Il suono dei Deux Alpes ha una radice ‘80s, ma con riferimenti più netti presi dal decennio successivo: quali sono le vostre principali ispirazioni a livello musicale? C’è qualche artista in particolare a cui vi ispirate?
G: In questo pezzo più che in altri abbiamo quasi abbandonato le sonorità anni ’80 per avvicinarci di più al contemporaneo. Ascoltiamo veramente molta musica diversa anche quando cerchiamo delle reference. Questo per scombinare le carte il più possibile. Dalle produzioni Pop e trap più attuali e mainstream agli artful dodger
E: Per Casa Mia ho preso spunto da alcuni riff di Acid Arab per trovare il tiro giusto da dare alle parti strumentali.

Ci sono altre forme di arte, oltre alla musica, dalle quali prendete ispirazione?
G: Per quanto mi riguarda, credo sia anche piuttosto evidente nella nostra musica, ma una forma d’arte che sento molto vicina è il cinema e quindi tutte le connessioni tra musica, cinema e arti visive.
E: Anche volendo non potrei non prendere spunto dalle arti visive e dal teatro, visto che ne ho fatto il mio lavoro.

In particolare, la vostra musica è molto cinematografica ed evocativa, sapreste dirci dei film che potrebbero, secondo voi, integrarsi con le vostre produzioni?
G: la risposta di tutto il filone steampunk ad bladerunner in avanti sarebbe troppo facile. Io personalmente ho un feticismo per le colonne sonore di Rocky e degli 007.
E: Non so perché ma i primi film che mi sono venuti in mente sono del filone noir degli anni ’40’/’50. Diciamo Cat People di Jacques Tourneur.

Com’è nata la collaborazione con Marta Moretti per questa canzone?
G: Pensavamo che il pezzo fosse concluso così, senza voce. Poi un giorno ho ascoltato i Terso e sono rimasto folgorato, ho pensato che la voce di Marta fosse perfetta per noi e per questo pezzo in particolare. Le ho scritto e nel giro di pochi giorni eravamo già d’accordo!

Raccontateci un po’ dei vostri progetti futuri, dopo tre singoli arriverà un disco?
G: Sì, ci siamo. I tre singoli hanno anticipato quello che sarà il nostro primo vero disco. 6 pezzi ma per oltre 40 minuti di musica, quindi a tutti gli effetti un LP. Più di tutto però quello che ci interessa e suonarlo quanto più possibile.
E: Manca poco, sono curioso di vedere quale sarà la reazione del pubblico perché i pezzi che non abbiamo pubblicato come singoli sono a loro volta riuscitissimi, almeno a mio parere. Adesso stiamo pensando al live e siamo sicuri che piacerà tantissimo. L’attesa non sarà lunga, fidatevi.

Marta, la tua voce in questo pezzo è come se trasportasse l’ascoltatore in un labirinto, quello delle mura di casa: come hai affrontato il rapporto voce/musica? Ti sei ritrovata davanti a difficoltà o il risultato è stato spontaneo e immediato?
È stata una nuova esperienza per me, per mia natura tendo a rispettare molto il lavoro
degli altri e quando Giuseppe mi ha scritto ho pensato fosse un’occasione di condivisione ma
ho cercato di entrare nel loro mondo, come si dice, in punta di piedi; lo trovo giusto, il lavoro di creazione è assolutamente loro e per me questo è importante, mi piace pensare che è
come se ci fossimo conosciuti e scambiati una suggestione. Per me è una cosa bella! La
difficoltà è stata sicuramente riuscire a camminare su questo filo ma direi che è stata
assolutamente una cosa naturale!

Com’è stato collaborare con i Deux Alpes? Qual è stata la più grande differenza nell’approccio lavorativo rispetto a quanto accade nella tua band?
Con i Deux Alpes non ci conoscevamo prima, è stato proprio in occasione di questo pezzo che
ci siamo incontrati per la prima volta e da lì è nata l’idea. L’approccio è stato molto diverso perché, come dicevo prima, ho cercato il modo di esprimere una mia visione lasciando spazio al loro mondo.

Noi ci godiamo il vostro nuovo lavoro mentre aspettiamo delle novità, avete qualcosa da anticiparci? Pensate che ci saranno altre possibilità di collaborazione in futuro, magari anche dal punto di vista live?
Essendo stata la nostra prima collaborazione mi piace pensare che sia bello vivere il momento, il futuro chissà!

Eleonora Bruno

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