Articolo di Graziella Balestrieri | Foto di Emanuela Bonetti
Roma 16 Giugno 2023. È la prima serata di Vasco allo Stadio Olimpico di Roma. E si capisce dal traffico in tilt sul lungotevere, dalle persone che riempiono i bus con indosso la maglietta del Blasco, chi con le bandane, chi invece mostra i tatuaggi che riprendono frasi di sue canzoni. È una folla allegra, rumorosa e di ogni età che si accinge ad assistere all’ennesimo concerto di Vasco e all’ennesima emozione. E da qui che si può partire per spiegare in qualche modo un concerto di Vasco Rossi, capire perché nonostante tutto questo tempo vale ancora la frase “Vasco è Vasco” senza bisogno di aggiungere altro.
Un concerto di Vasco è emozione.
Ed Il concetto di emozione trae origine dalla classificazione del comportamento oltre che dall’esperienza soggettiva. L’etimologia della parola emozione è da ricondursi al latino emovère (ex = fuori + movere = muovere) letteralmente portare fuori, smuovere, in senso più lato, scuotere, agitare. L’emozione è quindi un’agitazione, uno scuotimento, una vibrazione dell’animo. Ed è proprio così, un concerto di Vasco, anche per gli addetti ai lavori, dai giornalisti, ai vigili del fuoco presenti, ai soccorsi, alla security, per tutti quelli presenti lì dentro, per un motivo o per un altro un concerto di Vasco smuove, porta fuori, agita, fa vibrare l’anima. Così è stato ieri sera.
E non c’è bisogno di essere un fan o di seguirlo chissà da quanto tempo. Chiunque assista anche solo per la prima volta ad un suo concerto, porta con sé a casa qualcosa di molto forte, qualcosa che solo la musica vera è in grado di darti. Ed è il boato dagli spalti gremiti che dà il saluto a un Vasco Rossi sempre in forma (e che Dio lo conservi così ancora a lungo) accompagnato da una band eccezionale sotto ogni punto di vista, dalla batteria, le chitarre, i cori, i fiati, tutto quel cerchio magico che suona con Vasco ormai da tempo regala agli spettatori una serata di musica perfetta.

Vasco è Vasco, emozionato, con quel sorrisone che ti illumina la serata, quegli occhi quasi sempre lucidi, quell’ironia e voglia di prendersi in giro, di essere giocherellone con il suo pubblico e provocatorio come sempre.
Con quella sua verve quando non risparmia frecciatine a nessuno quando canta Favole. Le favole che ci raccontava Berlusconi – dice – per poi aggiungere “pace all’anima sua ora, davvero”. Le favole della Meloni, di Salvini…e i comunisti? I comunisti, le loro favole, i comunisti che non esistono più. E i cinque stelle? Favole, favole, favole. Poche frasi di Vasco, dette durante una canzone, a fare da contorno ad una sua canzone diventano un pugno nei confronti della politica, che pare non esistere e se esiste non riusciamo più a distinguere. E che effetto dilaniante fa sentire oggi.
C’è chi dice No! Quando Vasco urla – c’è qualcuno che non sa più cosa è un uomo – pensate a quanto c’è in questa frase così potente, drammatica e prepotente per turbare l’animo di ognuno di noi e pensare alle tragedie che ci circondano. La voce sempre ai livelli di un tempo, si muove e si aggrappa a quell’asta come fosse la sua speranza, il suo tutto e quando la porta in alto guarda il suo pubblico e lo incoraggia “ce la farete, tutti noi qui stasera ce la faremo. Voi ce la farete, perché siete stropicciati“.
La scaletta è ricca, ed è difficile, quasi impossibile, non conoscere le parole delle sue canzoni, è difficilissimo tornare a casa senza aver perso la voce quando si canta tutti insieme. Siamo solo noi, Gli Spari Sopra, C’è chi dice no, tutte nessuna esclusa.
E poi il gran finale dedicato ad Alba Chiara, ovviamente seguito da fuochi di artificio che sì sembra di essere ad un Capodanno, della musica questa volta, sembra di essere ad un matrimonio, eh sì il matrimonio laico e per questo indissolubile che dura da sempre tra Vasco e il suo pubblico. E poi ci sono le emozioni, che è la base e la consistenza della musica e di un concerto di Vasco. Personalmente ho visto Vasco tre volte in vita, ma tutte le volte ho goduto (come dice Vasco) di ogni piccola cosa. Per chi fa questo lavoro, di tanto in tanto si sente dire la tipica frase – eh ma non fa un album come si deve da un pezzo ormai o fa i concerti solo per soldi.

E ogni volta che senti questa frase capisci che nessuno di queste persone ha mai visto Vasco dal vivo o in maniera del tutto egoistica non pensa che un uomo di 71 anni possa dare ai giovani di oggi le stesse emozioni di cui loro sono stati pervasi in passato. Ed è qui l’errore, enorme.
Ieri sera a parte il lavoro ma sono tornata a vedere Vasco per un motivo personale molto semplice ma che per quanto mi riguarda dona a un senso alla frase Vasco è Vasco: mio nipote Francesco domani compie due anni ed è un fan pazzo di Vasco Rossi. Pazzo nel senso che vuole portare i cappelli come lui, sta davanti ai video delle canzoni di Vasco e sembra incantato, canta le sue canzoni, si emoziona appena vede Vasco. E l’emozione negli occhi di un bambino così piccolo è qualcosa di cui a Vasco si può essere solo ed eternamente grati. Ieri sera ho videochiamato mio nipote (in questo caso la tecnologia è utilissima) ed è stato bellissimo vedere la sorpresa, e quegli occhi carichi di vita e luminosi appena Vasco è apparso sulla schermata del telefono. Vasco riesce ancora ad emozionare persino un bambino di due anni: ma vi pare poco? Oh tutti sono buoni a fare album con nuove sonorità, tutti sono buoni a essere coerenti con se stessi e ritirarsi quando “è il momento“, si ok…ma Vasco è Vasco!
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VASCO ROSSI in concerto a Roma – la scaletta del tour 2023
Dillo alla Luna
Stendimi
Rock’n’roll Show
Non sei quella che eri
Ogni volta
Domani sì adesso no
Ti prendo e ti porto via
Canzone d’amore buttata via
Un respiro in più
Manifesto futurista
XI comandamento
C’è chi dice no
Gli spari sopra
Se ti potessi dire
Vivere
T’immagini
Rewind
Siamo solo noi
Canzone
L’amore l’amore
Medley 2023: Come nelle favole, Non l’hai mica capito, Cosa ti fai, Il blues di una chitarra sola, ormai è tardi, incredibile romantica, ridere di te
Sally
Siamo solo noi
Vita Spericolata
Alba Chiara












![PETER GABRIEL [Credits: Nadav Kander]](https://www.rockon.it/wp-content/uploads/2026/10/peter-gabriel-600x337.jpg)
















