Foto di Katarina Dzolic
Il Circolo Magnolia di Milano ha ospitato ieri il concerto degli House of Protection, con apertura affidata agli Hand of Juno, per una serata dedicata a sonorità che si muovono tra elettronica, post-hardcore e suggestioni più atmosferiche.
Gli Hand of Juno hanno aperto la serata con un live costruito su strutture dilatate e su un lavoro sonoro che punta molto sulle texture. Le composizioni si sviluppano con gradualità, lasciando spazio a passaggi più rarefatti e a una componente elettronica che lavora soprattutto per stratificazione. L’impostazione del set resta coerente dall’inizio alla fine, con un andamento che privilegia la costruzione dell’atmosfera rispetto all’impatto immediato.
Gli House of Protection hanno invece portato sul palco un set più diretto e fisico. Il duo si muove tra hardcore, elettronica e punk con un approccio essenziale, basato su un suono compatto e su una forte componente ritmica. Le basi elettroniche e la batteria si intrecciano in un impianto sonoro aggressivo, mentre le parti vocali si inseriscono in un contesto che punta soprattutto sull’intensità.
Davanti al palco, la risposta del pubblico è stata costante per tutta la durata del concerto. L’area sottopalco è rimasta in movimento, con una partecipazione continua che ha seguito da vicino l’andamento del live.
Il Circolo Magnolia si conferma uno spazio adatto a questo tipo di proposta, grazie a un contesto che valorizza performance centrate sull’energia e sulla resa sonora dal vivo.
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