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Hoodoo Gurus – Chariot of the Gods

EMI

“Chariot of the Gods”, nuovo lavoro degli australiani Hoodoo Gurus, esce a dodici anni dal  precedente “Purity Of Essence”. Il disco, registrato durante la pandemia, è in linea con il resto della produzione dello storico gruppo che è in giro da quarantun’anni, vale a dire che Faulkner & soci si sono dilettati a incidere brani sospesi tra il garage rock e un power pop sempre rifinito e mai banale.

Ascoltando “Chariot of Gods” ci si sente forever young, soprattutto chi negli anni ‘80 era adolescente. Il disco si ascolta con assoluto piacere e scorre alla grande tra le tensioni vibranti del rock degli eighties di “Answered Prayers”, omaggi ai Sonics, nella carica esplosiva di “I Wanna Be Your Man”, e al pailsey underground di “Equinox”. In mezzo l’avvolgente stomp glam di “World Of Pain” e il pop rock melodico, ma carico di “Carry On”, che evoca il miglior Tom Petty. Non mancano poi intriganti commistioni come in “I Come From Your Future”, nella quale gli Hoodoo Gurus hanno trovato la quadratura del cerchio tra il garage-pop circolare e la psichedelia, o le chitarre bluesate nel rock che si infilano nel rock ombroso di “Hung Out To Dry”.

Nel complesso è proprio un bel risentirsi con gli Hoodoo Gurus, soprattutto perché in “Chariot of the Gods” si percepisce un’aria di amicizia e di grande intesa tra i quattro australiani. 

N.B.: il lavoro contiene 14 tracce nella versione CD e 17 in quella doppio vinile deluxe.

Written By

Vittorio Lannutti, ricercatore/sociologo delle migrazioni, counsellor, con una grave, cronica ed irreversibile dipendenza da rock.

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