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MARTELLO – Martello

martello2015 Axmasca Studio

Come se fosse una ricerca sul concetto musica, poetica e metafisica geometrica filosofica, si muove l’esordio omonimo di Martello, al secolo Davide Pergolesi, artista maceratese che in questi sette frammenti poetry minimalisti si alternano toni, registri elettronici con retrogusti post-rock, tracce dove è facile perdersi ma anche dove si possono percepire estetiche teatrali off, informali, una base di lusso planimetrica per un Carmelo Bene Paga al centro dell’estro o un Byrne spiritato Pausa caffè.

Suoni realistici, microfono, sequencer e una batteria acustica per diffondere un progetto sonico che traccia ponti e sensazioni freddo/calde, una cinematica in bianco e nero che pare non scadere mai, che si trascina – con ritmo – tra paramenti teutonici e improvvisazione avanguardistica affascinando con la sua struttura generale semplicemente complicata. Un disco che tenta la “convivenza” con una certa “orecchiabilità concettuale” Giaccio bollente, Affettare il pane, Scomodi silenzi, ma che comunque alla risulta finale calibra ottimamente l’ascolto, anche il più testardo.

Martello induce interesse col suo mondo sospeso nel nulla, il suo è un luogo sonoro dove le sinapsi di chi ascolta possono immergersi in abissi di oceani verticali di puro mistero.

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Giornalista che crede che la musica sia la via maestra di tutto per arrivare al tutto.

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  1. Pingback: RockON su Martello - recensione

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