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I LA FEMME valgono bene mille concerti, convertitevi!

La Femme in concerto all’Alcatraz di Milano. Leggi il reportage, guarda le foto e scopri la scaletta del live show. In apertura Stolen Nova.

La Femme in concerto all'Alcatraz di Milano Maggio 2025
La Femme in concerto all'Alcatraz di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Articolo di Marzia Picciano | Foto di Andrea Ripamonti

Non mi sono mai data agli allucinogeni nella mia vita, ma ho il sospetto che, nel momento di presa migliore, ci sarebbero i La Femme a suonare nella mia testa. Con la stessa foga di un istruttore di spinning che ti dice di non mollare mai, aggiungo.

Non saprei dirlo in altri modi dopo il loro concerto del 15 maggio all’Alcatraz. Ora, é pure vero che attendevo da anni di vedere la formazione capitanata da quei due matti geniali Sacha Got e Marlon Magnée  dal vivo (non sono riuscita mai a beccarli), quindi le aspettative erano alte, e il fomento anche (special guest: mia madre, che nell’arco di questi anni si é appassionata come me alla band francese). Nessuna delusione, anzi.

La Femme in concerto all’Alcatraz di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Perché ormai siamo abituati a performance impressionanti, trick da palco, fuochi e magie, lo stage diving non é più appannaggio di pochi ma un obiettivo tanto quanto fare la verticale bene a fine pratica yogica. Se uno show non va, lo scopriamo subito, e ne siamo anche parecchio infastiditi (anche perché, inutile dirlo, l’inflazione impazza e così anche la sofferenza ogni volta che compriamo un biglietto).

L’esperienza de i La Femme va oltre questo. Sara’ perché sono francesi, e alla fine, come vale per tanti nomi disruptive della scena (leggi: Daft Punk, L’Imperatrice…), hanno quel je ne sais quais per cui qualsiasi cosa fanno é incredibile e inclassificabile? Si, ma anche no.

Partiamo dalle basi. I La Femme, da Biarritz con furore, sono una band camaleontica e caleidoscopica. Psych-rock é la categoria dello spirito che gli affibbiano per identificare anche solo a grandi linee il loro genere, ma mai del tutto vero. In un Pantheon ideale dei loro santi ispiratori ci sono Francois Hardy, i Velvet Underground e i Kraftwerk, anche solo nella posizione delle tastiere.  

La Femme in concerto all’Alcatraz di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Hanno fatto dischi incredibilmente new wave, hanno “rotto l’internet” con una bomba a orologeria, il debut album Psycho Tropical Berlin – che é il non plus ultra di tutto quello che é allucinogeno e cardiopalmatico nella musica – vestendolo di glam. Hanno avuto voglia di fare un disco in spagnolo dopo un viaggio in Messico, ed hanno partorito Teatro Lucido, sono stati alle Hawaii e hanno tirato fuori Paris-Hawaii che é un altro tipo di viaggio, più lento, più sognato, dove vediamo le mitiche isole sciogliersi intorno a noi, neanche fossimo in uno scenario acid-Disney. Infine Rock Machine, primo disco interamente in inglese. Insomma, una band che non ha paura di strafare, perché sa strafare.

Quindi arriva nel 2024 Rock Machine, quando tutti siamo in fissa con gli anni ’80, anche i La Femme lo sono. Ci troviamo in mano e davanti, ieri sera, questo negozio nostalgia che aggiunge il synth, le chitarre, Stranger Things, i rollerblade, i tamburelli, e anche un pó di Nashville al personalissmo “esplorando l’eclettismo umano” che Sasha e Marlon mettono in atto, stavolta portando in sella con loro anche il californiano Stolen Nova che apre il loro live e salta man mano sul palco a dar man forte all’esplosione femmeniana ricordando che ci sono anche i seventies, e i moustache, e insomma, un sacco di altre cose pazzesche.

Che poi non é a caso il riferimento alla lezione di spinning. Si parte cauti, o meglio, con un intro che é un solo di basso. Poi arrivano tutti, e siamo nel pieno degli eighties con My Generation, canzone corale a cui fa eco, perfettamente complementare, la conclusiva I Believe In Rock’n’Roll, con la differenza che abbiamo ben due stage diving finali, una folla (sold out) frantumata dalla lezione a ritmi sempre più intensi, e un livello di perfetta entropia, anche estetica, sul palco totale (incluso chi benedice con una bottiglietta prima le prime file e poi se stesso, in una doccia), bellissimo, perfetto.

Nel frattempo, cosa é successo? Tutto. Tra Packshot e La Femme, le femmes dei La Femme han settato il pubblico per il prossimo step, la prima salita con White Night e quindi accendendo la scintilla della follia collettiva con Paris 2012. Attenzione: tutti i pezzi dei La Femme sono potenzialmente bombe. Ma dal mio punto di vista c’é stata una gradazione intelligente: abbiamo visto la “bomba” crescere fino a esplodere.

La Femme in concerto all’Alcatraz di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Il break-even point peró é arrivato dopo, ancora dopo quei pezzi che hanno fatto definitivamente sciogliere il pubblico, Elle ne t’aime pas e Ou Va Le Monde. Quello che é venuto dopo é stato un Trainspotting di live e danza scalmanata, tanto sopra il palco che sotto, che toccano l’apice nella più che eloquente Foutre Le Bordel e ovviamente Sur La Planche (unica pecca: troppo poco Teatro Lucido!). In questo momento di climax che sara’ durato scarso 30 minuti ma ha avuto l’efficacia fisica e seratoninica (se così si puó dire) di 45 minuti di palestra iper fomentata, ne esco fuori stravolta, e felice come una Pasqua.

Non c’é troppo da essere poetici sui La Femme. C’é da essere devoti, come lo si é a un gruppo di sciamani in un rave, molto raffinato e molto francese, naturalmente, a cui sai di voler andare appena puoi. Perché nonostante abbiano lavorato su tante sonorita’ sono sempre riuscite a portarle a fattor comune, sono stati fedeli alla linea sempre, non si sono mai sconfessati, ed é questa la genialita’ che sta dietro una mitragliata di pezzi che arrivano sparati come anfetamine, tutti di dischi diversi, eppure tutti perfetti uno dietro l’altro. Non é da tutti.

E non é da tutti nemmeno capirli, perché la follia, quella ben pensata, é croce e delizia di pochi. Vorrei anche giocare narrativamente sul tema de La femme e della follia legata all’essere femminino che alla fine si sposa con tutto quello che fanno, perche insomma si, ci sono pacchi di letteratura dietro, e davvero, sarebbe banale. Ma se dobbiamo proprio dirlo, Parigi val bene una messa e quindi, che tu sia del credo o no, puoi permetterti il rischio di farlo. Come stasera a Roma o a Bologna il giorno dopo. Andare, e ballare, per credere.

Clicca qui per vedere le foto di La Femme in concerto a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto).

La Femme

LA FEMME – La Scaletta del concerto di Milano

My Generation
Packshot
La femme
Love Is Over
White Night
Sweet Babe
Paris 2012
Elle ne t’aime pas
Où va le monde
Cool Colorado
Clover Paradise
Sphynx
Venus
Goodbye Tonight
Sacatela
Ciao Paris!
Mycose
Nous étions deux
Télégraphe
Foutre le bordel
Sur la planche
Antitaxi

Encore:
La femme ressort
Tatiana
I Believe in Rock and Roll

Written By

Dall’Adriatico centrale (quello forte e gentile), trapiantata a Milano passando per anni di casa spirituale, a Roma. Di giorno mi occupo di relazioni e istituzioni, la sera dormo poco, nel frattempo ascolto un sacco di musica. Da fan scatenata della trasparenza a tutti i costi, ho accettato da tempo il fatto di essere prolissa, chiacchierona e soprattutto una pessima interprete della sintassi italiana. Se potessi sposerei Bill Murray.

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