Reportage Live

SUBSONICA: la festa alle OGR è il più bel regalo che un fan potesse desiderare

Subsonica in concerto alle OGR di Torino 2026 | foto di Luca Moschini

Articolo di Umberto Scaramozzino | Foto di Luca Moschini

Alle OGR, uno dei nuovi simboli della città di Torino, si festeggia un fantastico traguardo per la band probabilmente più rappresentativa della prima capitale italiana. “Cieli su Torino 96-26” è infatti la celebrazione in quattro serate che i Subsonica hanno deciso di regalare e regalarsi per i trent’anni di carriera. Quattro show unici, generosi, che hanno attirato ventimila fan per ripercorrere i tanti traguardi, ma anche le tante intersezioni, che hanno reso questa storia degna di essere raccontata.

Il binomio composto dalla band e dal capoluogo piemontese non si limita alla mera geolocalizzazione di un progetto artistico. La band sembra cucita addosso alla città e viceversa. In un passo a due iniziato nel lontano 1996, Samuel e soci hanno danzato con il loro luogo natio e ne hanno raccontato il fascino, le contraddizioni, i misteri e le infinite sfaccettature, rendendolo il perno del loro universo musicale e narrativo.

Affascina anche la grande affinità tra i Subsonica e le OGR (acronimo di “Officine Grandi Riparazioni”), una venue in cui ogni sala riecheggia della storia industriale cittadina. Ogni tassello di questi tre decenni di musica raccontati durante il concerto sembra inserirsi con armonia in un mosaico comune al luogo che lo ospita. Eccellenza, innovazione, capacità di reinventarsi. La solidità e la compostezza esteriore nascondono un cuore iridescente, mai uguale a sé stesso e capace di moltiplicare ogni input in innumerevoli output.

Subsonica in concerto alle OGR di Torino 2026 | foto di Luca Moschini

La chimica tra i cinque musicisti è forse l’aspetto più sorprendente di tutta la faccenda. Non perché non ne abbiano dimostrata costantemente dagli anni Novanta a oggi, sia chiaro. Anzi: la coesione dei Subsonica è uno dei grandi pilastri del loro successo e della loro longevità. Ma perché è raro vedere qualcuno che suona da così tanto tempo godersi con questi sorrisi i momenti insieme sul palco. Persino nello scorso mastodontico tour, quello in supporto a “Realtà Aumentata”, pur sembrando rinati e al loro massimo splendore, i Subsonica non suonavano così bene. E immaginando le OGR come uno strumento musicale, possiamo anche dire che nessuno le ha mai suonate così. Per non parlare dell’allestimento con tre palchi giustapposti in un unico monumentale palco di sessanta metri e le decine di ledwall di cui sono ricoperte le pareti e il soffitto, avvolgendo l’intera sala in una nuova dimensione, per un’esperienza a dir poco totalizzante.

Sul front stage i Subsonica suonano i pilastri del progetto musicale, dai primi successi al recente “Terre Rare”, disco fresco d’uscita e già pronto a mostrare i muscoli dal vivo. Sul left stage la sezione semiacustica, con un Samuel sempre con gli occhi lucidi che canta al suo meglio alcuni dei pezzi più belli della carriera, da “Incantevole” a “Tutti i Miei Sbagli“. Sul right stage il vero anniversario: un tuffo nel passato con tutti brani estratti dall’esordio eponimo, ma soprattutto il commovente ricongiungimento con Pierfunk, il primo storico bassista dei Subsonica che torna in famiglia come nel migliore dei lieti fini.

Erano anni che non si vedeva un Boosta così energico e coinvolto. Basti pensare allo straripante orgoglio con cui introduce “Discolabirinto” e il “miglior riff di tastiere nella storia delle tastiere italiane”, di cui rivendica platealmente la paternità. E che dire di Samuel, forse mai così emozionato e genuinamente entusiasta di tutto ciò che lo circonda. I suoi compagni di una vita, il suo pubblico, i suoi ospiti. E a tal proposito, le apparizioni sul palco sono così tante che sarebbe facile dimenticarne qualcuna per strada: Willie Peyote, TÄRA, Veronika, Johnson Righeira, il già citato Pierfunk e il mitico Gianca, leggendario gestore dell’omonimo locale dei Murazzi, dove i Subsonica avviarono la loro carriera e che varie generazioni di torinesi hanno imparato a conoscere e venerare.

Subsonica in concerto alle OGR di Torino 2026 | foto di Luca Moschini

Non mancano i potenti interventi di Max Casacci, sempre preciso, profondo, giusto, politico. A fuoco sulla guerra, sulle priorità di questo tempo e sul ruolo aggregativo che la musica può e deve avere. E mentre Samuel e Boosta giocano e si punzecchiano come adolescenti in giro di notte per i Murazzi, ci pensano Ninja e Vicio a tenere in piedi la baracca con una sezione ritmica che non ha nulla da invidiare a quella di blasonate band di fama internazionale. Anche mettendosi d’impegno e con cattiveria nel voler sporcare un quadro che sembra troppo perfetto per essere vero, non si riesce a trovare qualcosa che non funziona in questa serata perfetta. I trent’anni dei Subsonica sono il più bel regalo che i loro fan potessero desiderare.

La scaletta della quarta e ultima data alle OGR è anche la più lunga e sorprendente. Stiamo parlando di 37 pezzi suonati dal vivo, per quasi tre ore e mezza di show. Stiamo parlando di numeri che possono competere con i migliori set di Bruce Springsteen e The Cure, per avere un termine di paragone tanto folle quanto eloquente circa la magnificenza della serata. Probabilmente il concerto più lungo della carriera dei Subsonica? Sicuramente uno di quelli che vanno ad aggiungere una pietra miliare nella già ricchissima timeline della band torinese. Finalmente riconosciuta, honoris causa, come una delle migliori della storia italiana.

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