Reportage Live

ELIO E LE STORIE TESE al Concertozzo di Biella: la festa delle medie a cui, finalmente, siamo stati invitati tutti.

Dal Concertozzino ai talk, da Tony Hadley a Carlo Amleto, fino a una scaletta che attraversa quasi cinquant’anni di carriera: l’iniziativa di E.E.L.S.T. e PizzAut dimostra che un futuro più inclusivo non è un’utopia, ma un progetto realizzabile.

Articolo di Alessandro Amendolara

Ho perso da tempo il conto dei concerti di Elio e le Storie Tese che ho visto negli anni. Ma è solo stasera, a Biella, che ho capito come il “Concertozzo” sia molto più di un evento musicale: è la punta dell’iceberg di un’organizzazione genuinamente imperfetta, capace di trasformare una serata di musica in un’esperienza dal profondo valore sociale.

E poi c’è il resto. Quando tutto questo accade nella ridente cornice prealpina che ti ha dato i natali – letteralmente a cento metri dalla cameretta dove, da adolescente, il tuo migliore amico Nicolò ti fece ascoltare per la prima volta quel gruppo “che diceva le parolacce“, trafugandone il CD dalla collezione segreta del fratello maggiore – è impossibile non avere la sensazione che, per una sera, si sia chiuso un cerchio. E a quel punto, quel valore diventa anche personale.

Il “Concertozzo” è il primo evento al mondo in cui organizzazione, gestione e somministrazione del food & beverage vengono affidate ad associazioni che lavorano ogni giorno con persone autistiche e con disabilità. Ma definirlo semplicemente un festival sarebbe riduttivo. Per due giorni riesce infatti a trasformare un tranquillo contesto di provincia in un luogo di incontro, confronto e partecipazione civile, dove la musica diventa il pretesto per accendere i riflettori su una realtà che troppo spesso resta ai margini del dibattito pubblico.

A ricordarlo è Nico Acampora, fondatore di PizzAut e tra gli ideatori dell’iniziativa: oggi in Italia vivono oltre 600.000 persone autistiche e, secondo le stime più diffuse, un bambino su 77 riceve una diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Numeri che raccontano una realtà tutt’altro che marginale e che, secondo Acampora, continuano a scontrarsi con risorse e servizi ancora insufficienti per garantire a queste persone un presente dignitoso e un futuro realmente inclusivo.

Concertozzo 2025 – Elio e le Storie Tese in concerto a Bassano del Grappa (Vicenza), foto di Denis Ulliana

In questo senso, la quinta edizione di Biella può essere considerata un successo sotto ogni punto di vista. Le oltre 12.000 persone presenti e il tutto esaurito registrato dagli stand gastronomici gestiti dalle associazioni, dimostrano che inclusione e partecipazione possono davvero procedere nella stessa direzione. Ancora più importante, dimostrano che il Concertozzo è un modello capace di funzionare.

E lo si percepisce ben prima dell’accensione degli amplificatori. Il 26 giugno diversi angoli della città hanno ospitato incontri, talk e spettacoli dedicati ai temi dell’inclusione, culminati nella jam session di Piazza Duomo con alcuni membri della band e i tanti coraggiosi che hanno deciso di salire sul palco. Il giorno successivo, nonostante un pomeriggio dalle temperature equatoriali, il “Concertozzino” ha visto alternarsi artisti diversissimi tra loro: dal rock irriverente dei KuTso alle sperimentazioni elettroniche di SARAFINE, passando per l’intimità cantautoriale di VIADELLIRONIA, il groove dei Planet Butter, il progetto di Nikki“La Superluna di Drone Kong“ e il nonsense ormai sdoganato e idolatrato di Tony Pitony, che ritroveremo più tardi anche sul main stage insieme agli E.E.L.S.T.

Poi, con precisione svizzera (merito del batterista?) alle 20.50 il Trio Medusa, direttamente dai microfoni di Radio Deejay, dà il via ufficiale al Concertozzo. A fare gli onori di casa è il “madrino” Valerio Lundini, che introduce il complessino annunciandone l’ingresso “in ordine alfabetico per strumento musicale“.

Si parte quindi con Faso, seguito dal trio ritmico composto dall’elvetico Christian Meyer e i suoi nuovi “badanti delle bacchette” Riccardo Marchese e Paolo Rubboli. Salgono poi sul palco la mitologica Paola Folli – che, incidentalmente, mi fece scoprire la (ohi) Maria – il GOAT del chitarrismo italico Cesareo, il duo tastieristico fomato da Antonello Aguzzi (aka Jantoman) e Vittorio Cosma (aka Carmelo) e, naturalmente, il nostro amato cantante dalle fittissime sopracciglia Elio. Le danze si aprono con la satira del moralismo di Ocio Ocio.

Nico Acampora al Concertozzo 2026 a Biella

Il gruppo saluta poi la piazza gremita con qualche battuta sulle temperature infernali e infiamma ulteriormente l’atmosfera con una raffica di brani storici: il surreale romanticismo di Cateto, gli esercizi di stile queneauiani di Carro, le iperboli empiriche di Mio Cuggino, l’amore ai tempi dei ggioàvani di T.V.U.M.D.B e il “tema della maternità” di Cassonetto Differenziato, affidato al pianoforte di Valerio Lundini.

Altro tema centrale è quello del pregiudizio, affrontato nel brano Gimmi I., che lascia poi spazio ad uno dei pezzi più iconici della produzione eliana: Servi Della Gleba, manifesto definitivo della proto-emancipazione del sottone maschio. Il tempo di togliermi una bruschetta dall’occhio ed entriamo nella rivisitazione collodiana di Burattino Senza Fichi: in pista balliamo tutti ma per fortuna nessuno sdruciola. Si passa così all’epopea ipocondriaca di Gargaroz, che chiude il primo blocco del Concertozzo, per lasciare il palco a quello che Elio stesso definisce come un “fottuto genio“: Carlo Amleto, con la TG-parodia sulle note del movimento sexy di Bomba e il tormentone nonsense in chiave salsa di “Trittaralla”.

La seconda parte del concerto mette invece al centro la vis attoriale di Mangoni, che si immedesima nella bovinità dei quattro personaggi del Vitello dai piedi di Balsa, prima dell’accorato appello al pubblico del tastierista Carmelo per scegliere l’inno delle prossime Olimpiadi, unanimamente identiicato in “Mi piace il cazzo“. È quindi il momento della seconda interpretazione mangoniana: Supergiovane, uno dei brani più prog dell’intero repertorio eliano… di fatto, la “Pinball Wizard” italiana.

Si continua con la leggenda optometrica di Luigi il Pugilista e segue Ignudi tra i nudisti (dichiarato tributo degli E.E.L.S.T. ad Elvis), che diventa il pretesto per accogliere sul palco l’ex frontman degli Spandau Ballet, Tony Hadley che canta appunto Suspicious Mind, continua con Bridge over Troubled Water di Simon & Garfunkel e chiude ovviamente con la “sua” Gold, accolta dal tripudio di un pubblico biellese insieme divertito e incredulo.

Salgono quindi sul palco Nico Acampora e Dante Belisari, figlio di Elio, appena visto tra i coristi di Hadley. A soli 16 anni, Dante porta sul palco una testimonianza sull’autismo vissuto in prima persona, rivendicando con fierezza la propria identità e ricordando al pubblico che le persone autistiche sono ricche di talento e potenzialità, a patto che venga data loro l’opportunità di esprimerle.

Concertozzo 2025 – Elio e le Storie Tese in concerto a Bassano del Grappa (Vicenza), foto di Denis Ulliana

Elio poi lo “caccia” affettuosamente dal palco e la band riattacca con il reprise de “Il Vitello dai piedi di balsa”, che funge da gancio per Uomini col Borsello (‘ottima prova di Carmelo, che si sobbarca la strofa reggae-veneziana originariamente interpretata da Skardy dei Pitura Freska). Inevitabile, poi, celebrare l’amicizia italo-bulgara con il ballo del Pippero, così come La Visione da vicino dell’organo riproduttivo femminile che – in ottica di par-condico woke – porta sul palco Tony Pitony per proporne la versione in chiave sicula dedicata al membro maschile. Il cantante rimane poi sul palco passando dalla sua maschera a quella di Shpalman® (originariamente interpretata dall’assente Rocco Tanica).

Si prosegue con l’epicità viscerale di Milza, gli spunti afro-ecologisti di Parco Sempione e di Cameroon e l’antologica tragedia erotico-aerea di El Pube, prima che la sezione ritmica del gruppo si prenda la scena con un lungo intermezzo percussionistico che, per intensità e durata, richiama il leggendario assolo di Moby Dick di John Bonham. A chiudere il momento “dance” con Discomusic e Born To Be Abramo che sfociano in un trenino sabbatico condotto dalla sexy-locomotiva Mangoni.

Con questo pezzo, Elio finge di chiudere il concerto, complice il diktat delle autorità locali che impedisce di andare oltre la mezzanotte. Ma i dodicimila accorsi non hanno alcuna intenzione di tornare a casa e richiamano la band sul palco per l’encore più inevitabile possibile: Tapparella.

È una canzone che parla esplicitamente dell’esclusione, di quelle feste a cui, da adolescenti, qualcuno veniva invitato e qualcun altro no. Ma da quasi trent’anni è anche altro. Da quando Feiez non c’è più, quel coro finale di “Forza Panino!” è diventato un modo per continuare a farlo salire sul palco, concerto dopo concerto. Quando parte quel coro, inevitabilmente, anche la mia testa prende un’altra strada. Penso a quanto sia incredibile che, dopo quasi cinquant’anni, gli Elii riescano ancora a essere così credibili. Penso a quelle maledette feste delle medie alle quali noi outsider non siamo mai stati invitati. Mi chiedo se esistano ancora. Mi chiedo se esistano ancora gruppi capaci di trasformare un concerto in un gesto collettivo come quello a cui ho appena assistito. Poi smetto di farmi domande e urlo anch’io:
Forza Panino.

Allora concedetemi un’ultima dedica personale, dopo aver chiuso il mio cerchio proprio a cento metri dalla cameretta dove tutto era iniziato:
Forza Nico.

L’intero cast del Concertozzo 2026 a Biella

ELIO E LE STORIE TESE – La scaletta del Concertozzo 2026 a Biella

Ocio Ocio
Cateto
Carro
Mio Cuggino
T.V.U.M.D.B.
Cassonetto Differenziato per il Frutto del Peccato (ft. Valerio Lundini)
Gimmi I.
Servi Della Gleba
Burattino Senza Fichi
Gargaroz
Intermezzo con Carlo Amleto
Il Vitello Dai Piedi Di Balsa – Parte 1
Intermezzo di Carmelo
Supergiovane
Luigi il Pugilista
Ignudi fra i nudisti
Intermezzo di Tony Hadley con: Suspicious Mind (cover Elvis Presley), Bridge over Troubled Water (cover Simon & Garfunkel) e Gold (cover Spandau Ballet)
Il Vitello Dai Piedi Di Balsa – Reprise
Uomini col Borsello (Ragazza che limoni sola)
Pippero
La Visione
Shpalman® (ft. Tony Pitony)
Milza
Parco Sempione
Cameroon
El Pube
Intermezzo percussionistico (Christian Mayer + Paolo Rubboli e Riccardo Marchese)
Discomusic
Born To Be Abramo

Encore:
Tapparella

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