La rock band romana torna sulle scene musicali con un nuovo nome che svela l’acronimo NDM utilizzato nei precedenti lavori, ribattezzandosi Nuovo Disordine Mondiale, e con il disco “Daimon” che indirizza molto bene il sound e l’intenzione del trio.
Coadiuvati da Giulio Ragno Favero (Teatro degli Orrori) che oltre alla produzione firma anche in parte tutti i brani del disco, “Daimon” è un vero pugno allo stomaco a livello testuale dove fin dall’iniziale “C.E.S.E.” (in guest con Luca Romagnoli dei Management) si presagisce un forte critica sociale a tuttotondo (“melodia di industrie che riversano nel mare / il confort della società occidentale”) su una base elettronica oscura e ridondante.
Sono proprio i testi il punto forte dell’album, tra esoterismo o citazioni bibliche (“Voglio bruciare ogni teatro sacro” canta Aldo Onori, voce e penna della band, in “Genesi”) guidate da un gusto per l’orrore, il tossico o la blasfemia sottile (Dio/la religione sembra uno dei primi imputati di tante paure ataviche dell’uomo). Ed è proprio la paura che ricorre nella title track (il demone interiore) o in “Perchè non hai paura?” a braccetto con le similitudine tra uomo e animale (siamo proprio così diversi?). Messaggi che portano ad una profonda riflessione sull’esistenza di tutti noi sapendo che poi torneremo tutti “Polvere di stelle”. Le declamazioni alla Massimo Volume vengono sottolineate dall’oscurità del sound alla Nine Inch Nails dove spiccano la batteria di Giulio Colletti e le chitarre lancinanti di Giulio Scipioni che completano il trio con Onori alla voce.
Ne esce un rock che non lascia indifferenti e che fa di “Daimon” una chicca nel suo complesso artistico visto anche le magnifiche grafiche stile “tarocchi” a cura di Lorenzo De Luca che impreziosiscono l’oggetto vinile che la Vrec ha scelto di distribuire oltre ai classici store digitali.
