Ammetto di aver avuto qualche pregiudizio sul ritorno dei Queen insieme ad un talent uscito da America Idol, poi però mi sono detta: i Queen li hai sempre ascoltati in cd e visti nelle registrazioni dei concerti fino ai tardi anni ’80… Poi il è rimasto il mito imperituro di un gruppo che ha fatto la storia della musica moderna, ma l’occasione di ri-ascoltarli dal vivo pensavo di averla persa nel 1991, quando non sapevo nemmeno chi fosse Freddie Mercury e cominciavo ad ascoltare gli 883.
Le premesse di un vittoria su tutti i fronti c’erano tutte: sold out annunciato in Italia, seguita a ruota dalle altre città, per un tour europeo di oltre 20 date in meno di 2 mesi. Numeri da far invidia alle neonate boyband statunitensi, con il vantaggio – quello dei Queen – di saper fare una musica capace di avvicinare le generazioni.
Il pubblico di Milano di ieri sera era l’eterogeneità di generi ed età, capace di spaziare dai rockers convinti, a padri e madri con figli a seguito, gruppi di amici e amiche dal sesso incerto, con un’unica grande voglia: divertirsi.
Le aspettative non sono state certo deluse, i Queen sono saliti sul palco alle 21 in punto, per deliziare il Forum di Assago tutto con più di due ore e mezza di puro show, con una setlist azzecatissima ed emozionante, per uno spettacolo corale e ben studiato in cui tutto era necessario e niente eccessivo, in cui gli stessi Queen, Adam Lambert e anche Freddie Mercury hanno trovato il giusto posto.
L’apertura con One Vision è stata forse una citazione della meraviglia a cui i 18 presenti sono stati chiamati a partecipare ieri sera, quando il telo calato davanti allo stage si è alzato per far posto alla band, su un palco sovrastato da un’enorme Q illuminata e rotante, al cui centro era posizionato un mega schermo dedicato alla riproduzione dei particolari e totali degli artisti in scena, e la cui codina era una discesa passerella che portava direttamente al parterre. Ai lati altri 2 megaschermi e 2 scale dorate, quasi dei balconi vittoriani di una casa reale.
5 cambi di abito per Adam Lambert, che parte vestito di pelle nera e chiodo, per arrivare alla fine in pantaloni scozzesi e gilet bon ton. Non sono mancati parentesi acustiche solo della “vecchia guardia”, assoli di Bryan May e Roger Taylor, cori di risposta tra performer e pubblico, degli del miglior Wembley Stadium (ricordiamolo, siamo sempre ad Assago). A vincere su tutto il ricordo di Freddie Mercury, spesso nominato e chiamato sul palco, attraverso i filmati di passati concerti e videoclip degli esordi.
Una davvero esaltante sorpresa, che personalmente ha condotto la sottoscritta a “saltare” la prima del Festival di Sanremo 2015… ma diciamolo, per quello abbiamo ancora 4 sere per recuperare. I Queen invece li attendevo da una vita, e ieri sera finalmente sono arrivati!
QUEEN + Adam Lambert – scaletta 10 Febbraio 2015
One Vision
Stone Cold Crazy
Fat Bottomed Girls
In the Lap of the Gods… Revisited
Seven Seas of Rhye
Killer Queen
I Want to Break Free
Somebody to love
Love of my life (Bryan May)
39 acustic (Bryan May – acoustic)
These Are the Days of Our Lives
A Kind of magic (Roger Taylor)
Bass assolo & drum battle
Under Pressure
Save Me
Who Wants to Live Forever
Last Horizon
Guitar solo (Bryan May)
Tie Your Mother Down
I want It All
Radio Gaga
Crazy Little Thing Called Love
Bohemian Rapsody
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We Will Rock You
We Are the Champions
God Save The Queen
