Reportage Live

KYGO all’Unipol Forum: uno scampolo d’estate di fine novembre

Kygo ritorna dopo otto anni al Forum di Assago, in compagnia dei Klangkarussell e dei Sofi Tukker, per regalare al pubblico meneghino tanta tropical house e, soprattutto, un’esperienza totalmente immersiva e sinestetica.

Kygo in concerto all'Unipol Forum di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Articolo di Philip Grasselli | Foto di Andrea Ripamonti

All’indomani del doppio concerto di Laura Pausini all’Unipol Forum, la venue di Assago cambia completamente veste per riaccogliere Kygo a ben otto anni dalla sua prima volta, sempre qui, quando aveva appena lanciato l’album “Cloud Nine”.

Difficile replicare il successo dell’epoca, infatti tutto il secondo anello è stato chiuso al pubblico e oscurato con dei teli neri; tuttavia, la vendita dei restanti biglietti è stata più che sufficiente per potersi godere uno dei DJ più prolifici nell’ambito dell’house.

Il rispolvero dei Klangkarussell

I Klangkarussell non si sono mai esibiti ufficialmente in Italia e lo fanno per un breve DJ set come prima apertura al concerto di Kygo: una performance semplice, all’insegna del loro marchio di fabbrica, la trop house.

Sull’enorme ledwall alle loro spalle il loro logo, che viene plasmato a seconda delle vibes della canzone su cui fanno i vari crossover: la versione remixata da Martin Solveig di “Madan” di Salif Keita, ma anche “Far Away Place” di Xinobi e, in chiusura, certamente, “The Sun Don’t Shine”.

Quest’ultima canzone è proprio il cavallo di battaglia del duo austriaco, composto da Tobias Rieser e Adrian Held: la versione originale, intitolata “Sonnentanz” (“Danza del sole”) è solo strumentale, senza la voce di Will Heard, ed è inclusa nel loro unico album “Netzwerk” (“Rete”). Uscito proprio dieci anni fa, questo disco è stato uno dei primi che ha trainato la nuova ondata della deep house tendente proprio alla tropical house, insieme a quelli di Robin Schulz, Sam Feldt, Klingande, Lost Frequencies e Kygo, per citarne solo alcuni.

Un bel momento revival, durato solo però mezz’ora, forse uno dei DJ set più corti che abbia visto quest’anno.

Seconda apertura: i Sofi Tukker

In leggero anticipo rispetto alla scaletta, i Sofi Tukker si presentano alle 19:55 sempre sul catwalk dell’enorme palco del Forum di Assago con un assetto che è inusuale per la musica EDM: al di là del tappeto musicale, troviamo Sophie Hawley-Weld alle chitarre elettriche e Tucker Halpem al basso e al DJ set. Non è la prima volta a Milano, visto che sono stati al Fabrique un paio di anni fa.

Oltre a questo, un’altra differenza con il set dei Klangkarussell è la presenza di quest’arco su cui sono appesi dei pad da essere percossi per ottenere sia le percussioni, ma anche dei sample armonici. In più, le visual sono più elaborate, tendenzialmente più virate verso la bella vita da West Coast americana o da Miami Beach, molto colorate e spesso ibridizzate con le riprese eseguite al momento.

Sofi Tukker in concerto al Fabrique di Milano foto di Roberto Finizio per www.rockon.it

Già da “Bread”, prima traccia dell’omonimo ultimo disco dei Sofi Tukker, si capisce subito quanto il duo voglia coinvolgere il pubblico quasi del tutto entrato nel Forum: sound molto latin dance, la chitarra elettrica che ha un timbro molto particolare, quasi da chitarra acustica, gli effetti sulle voci, i ballerini dietro di loro.

In “Throw Some Ass” anche il tutorial per far ballare il pubblico, un esperimento riuscito per dare un definitivo stacco allo stare nel chill dei Klangkarussell: ciò non toglie anche, ogni tanto, qualche momento di respiro grazie ad alcune tracce dei loro album del passato, come “Original Sin”, più house che EDM.

In circa un’oretta il duo newyorkese ha completamente ribaltato il clima dell’Unipol Forum, con il pubblico ora davvero pronto ad accogliere Kygo nel modo più caloroso possibile.

Il momento di Kygo sul palco dell’Unipol Forum di Assago

Sono le 20:55 ad Assago e il classico clima umidissimo dell’hinterland milanese viene completamente spazzato via dal DJ set di Kygo. Sembra di essere tornato a quel clima frizzante di inizio giugno, con l’idea in testa della brezza estiva, profumi di gelsomino e dei cocktail freschi: insomma, tutte le sinestesie possibili che la tropical house regala.

Kygo in concerto all’Unipol Forum di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Piccola digressione sulla tropical house

Una piccola parentesi riguarda proprio questo mondo, la tropical house: è un fenomeno alquanto recente (anche se sono passati… dieci anni dal 2014, fatico anche a dirlo) e proprio Kygo è uno dei capostipiti e promotori di questo genere di musica house. Ritmi caraibici intorno ai 120 BPM, strumenti musicali più etnici come steel drum, marimba e bonghi, ma anche sassofoni, flauti e ottoni in generale. Spesso e volentieri vengono riprese molte canzoni orecchiabili degli anni ’80 e ’90 in questa chiave, da Tina Turner a Whitney Houston come esempi lampanti.

Tutto questo per ricreare l’effetto della bellezza e dell’edonismo dell’estate in spiaggia: il periodo d’oro è stato fino intorno al 2018, quando poi è avvenuto il ritorno ad un’elettronica più tradizionale e più spinta, reso evidente nel periodo post-pandemico.

L’inizio su pianoforte e l’assortito parco di synth

Una delle abilità che Kygo – la crasi del suo nome e cognome (Kyrre Gørvell-Dahll all’anagrafe) – presenta è certamente il pianoforte, suo compagno ad ogni sua composizione: infatti parte proprio con “Intro” del suo ultimo eponimo album, per poi correre verso la sua astronave sopraelevata rispetto al palco, composta da molti dei suoi synth preferiti, come il Nord Stage 3 o l’Arturia KeyLab 25 per i suoni più potenti, ma anche dalla console Pioneer DDJ-SX3 per avere delle basi fisse da lanciare alle voci in carne ed ossa.

Kygo in concerto all’Unipol Forum di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Parte successivamente “Whatever”, la cover trop house di “Whenever, Wherever” di Shakira, con la voce registrata di Ava Max: subito quindi in comfort zone, con tutti i fan che cantano.

Zak Abel

Sale sul palco il primo dei tre cantanti che hanno fatto parte dei cinque dischi di Kygo, ovvero Zak Abel, cantante che si dichiara “29% italiano”: spesso e volentieri è un artista di feature, con Don Diablo, Duke Dumont o Tom Misch, ma soprattutto con il DJ norvegese ha avuto più sodalizi sparsi qua e là. In questo caso canta “For Life”, che interpola anche il testo di “Lady (Hear Me Tonight)” dei Modjo.

Kygo in concerto all’Unipol Forum di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Justin Jesso

And I will still be here stargazing

I’ll still lookup, lookup, lookup for love

Kygo – Stargazing (feat. Justin Jesso) (2017)

Dopo un tributo al “vicino di casa” Avicii, oramai impresso nei cuori di chiunque ascolti musica elettronica (e non solo), sale sul palco Justin Jesso, cantautore e voce di uno dei più grandi successi della carriera di Kygo, “Stargazing”. Un climax ascendente dal pianoforte al coinvolgimento del pubblico, invitando due ragazzi che reggevano un bel pezzo di cartone con scritto “Justin, can we sing Stargazing with you?”, a cantare con lui il ritornello: un bel momento fatto di luci dei braccialetti consegnatici all’ingresso, flash e selfie per immortalare l’atmosfera.

L’atmosfera e le visual

A proposito di atmosfera, un capitolo a parte deve essere per forza dedicato a tutta la parte visual del concerto: probabilmente le più belle che abbia mai visto, rendono l’esperienza di ascolto davvero completa. I filtri sulle riprese live molto vividi, con colori che rispecchiano un po’ l’onirico delle notti calme sulla spiaggia, o del tramonto estivo. I braccialetti luminosi s’integrano perfettamente con gli effetti dei fari led e, soprattutto, dei laser.

Kygo in concerto all’Unipol Forum di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

L’animazione più bella in assoluto rimane quella del panda che “suona” i synth, scatenando i laser in basso e dando davvero l’illusione che in realtà stia suonando questi ultimi, nel remix di “Sexual Healing” di Marvin Gaye. Spesso e volentieri queste visual sfruttano molto l’effetto di illusione ottica che le figure sbuchino fuori dai ledwall, come nelle migliori campagne pubblicitarie a Times Square a New York o alla stazione di Shinjuku a Tokyo.

Frequenti i momenti karaoke

Kygo in concerto all’Unipol Forum di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

I momenti karaoke sono ovviamente numerosi, sia perché Kygo ha remixato numerosi grandi successi del passato, come “Higher Love”, originariamente di Steve Winwood, poi Whitney Houston nel 1990 fece una cover di tale canzone. Come anche “What’s Love Got to Do With It”, mitico pezzo di Tina Turner del 1984, incluso nell’album “Private Dancer”. O ancora, “Hot Stuff” di Donna Summer. Il medley che forse mi è piaciuto meno è quello che rimescola “Dancing Feet”, “Gimme! Gimme! Gimme! (A Man After Midnight)” e proprio la cover di Donna Summer, specialmente perché la canzone degli ABBA è troppo diversa rispetto alle altre due.

Sestetto d’archi, finale ed encore

Il momento più introspettivo è quando entra il sestetto d’archi, composto da due viole e quattro violini, che parte con “Louder” e prosegue, con Zak Abel sul palco, con “Lose Somebody” e “Freedom”. Pianoforte, voce e Kygo s’innalzano sempre di più, non alla stessa altezza della pedana, ma accentuano ulteriormente la solennità dei ritornelli.

Kygo in concerto all’Unipol Forum di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

La festa finale parte con le due versioni – una solo piano e voce e quella del disco – di “Firestone”, il singolo che lo ha reso per la prima volta popolare in tutto il mondo, cantata però da Justin Jesso (e non da Conrad Sewell nel brano originale). Il culmine dell’encore avviene tra fuochi d’artificio, fiamme, confetti e nastri: “Higher Love” con la voce di Whitney Houston, come già accennato in precedenza. Infine, la delicata “Freeze” come accompagnamento verso le uscite di sicurezza.

La voglia di uscire, infatti, è pressoché zero, data l’illusione di essere oramai in piena estate a sorseggiare un drink sulla spiaggia, tra le palme e la macchina mediterranea: ma, alla fine, eccoci con la nebbia di Assago e della Milano-Genova di fianco…

Clicca qui per vedere le foto di Kygo all’Unipol Forum di Assago (MI) (o scorri la gallery qui sotto).

KYGO: la scaletta del concerto all’Unipol Forum di Assago

Intro (“Kygo” album)
Whatever (feat. Zak Abel)
For Life
I’ll Wait
Me Before You
Forever Yours/Levels/Stay (Avicii medley)
Hold on Me
Stargazing (feat. Justin Jesso)
It Ain’t Me
Can’t Do It on My Own
The Feeling
Stars Will Align
Happy Now
Kids in Love
Hold On
Sexual Healing
Wait
Dancing Feet/Gimme! Gimme! Gimme! (A Man After Midnight)/Hot Stuff (medley)
Fade Away
Louder
Lose Somebody (feat. Zak Abel)
Freedom (feat. Zak Abel)
What’s Love Got to Do With It
Woke Up in Love
Remind Me to Forget/Resurrection/Satisfaction (medley)
Stole the Show (feat. Parson James)
Fragile (feat. Justin Jesso)

Encore
Firestone (feat. Justin Jesso)
Higher Love
Freeze

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