Uno degli appuntamenti più importanti nella scena estiva dei Festival musicali europei è sicuramente l’Hurricane Festival di Scheeßel in Germania. Il festival, gemello del Southside che si svolge in contemporanea a Neuhausen Ob Eck, quest’anno presentava una lineup molto interessante e varia con headliners di differenti generi musicali: il pop di Ed Sheeran per la serata di venerdì, il pop-rock di Avril Lavigne ed l’hip-hop tedesco dei K.I.Z. nella serata di sabato e la chiusura di domenica con il metalcore dei Bring Me The Horizon.
Ma andiamo per ordine.
Day 1: Venerdì 21 giugno.
Malgrado l’alternanza tra pioggia, nuvole e sole, la prima giornata non ha deluso le aspettative. Il gruppo inglese dei Reytones ha aperto le danze con il loro indie rock travolgente. Agli inglesi di Rotherham ha fatto seguito Frank Carter, qui con i suoi Rattlesnakes. Coinvolgente come al solito, il cantante inglese ha trascinato il pubblico tedesco con il suo punk rock feroce. Perfetta la fusione tra artista e pubblico quando è sceso tra la folla ed ha cantato due canzoni in mezzo ad essa. I Gaslight Anthem, band del New Jersey, hanno riportato il palco più sulle traiettorie di rock classico con la loro musica ispirata dal rock americano di Springsteen, loro compaesano, e a ai Pearl Jam. Influenze molto evidenti nel brano di chiusura del loro set “The ’59 sound”. Inaspettata la cover di “Ocean Eyes” di Billie Eilish.
Lo show dei Fontaines DC è stato uno dei momenti più attesi della giornata, con la band irlandese che ha eseguito i loro brani più acclamati, come “Boys in the Better Land” e “I Love You”, ma ha anche dato un assaggio del nuovo album, in arrivo ad agosto, con l’inedita “Romance” ed il nuovo, bellissimo singolo, ”Favourite”. Quindi sul Forest Stage sono saliti gli Idles. La band di Joe Talbot non si è risparmiata come al solito. Le loro esibizioni sono ormai leggendarie e considerate il top della scena musicale post punk. Il nuovo album “Tangk” è stato il principale protagonista della setlist dell’Hurricane Festival con la pirotecnica chiusura di “Rottweiler”. Purtroppo un improvviso forte temporale, che si è abbattuto sul parco dell’Echering, il sito del festival, non ha permesso agli inglesi Kooks di esibirsi. Il successivo e repentino miglioramento delle condizioni meteo ha permesso di riprendere senza ulteriori intoppi il programma del festival con i The National. La band di rock alternativo americana è stata uno dei momenti di punta della prima giornata, con le loro canzoni poetiche che hanno fatto emozionare il pubblico. La band di Cincinnati ha eseguito i loro grandi classici come “Fake Empire”, dedicata a Joe Biden, e “Bloodbuzz Ohio”. Il pop di Ed Sheeran ha chiuso la prima giornata.
Day 2: Sabato 22 Giugno.
Fortunatamente il sabato ha presentato condizioni meteorologiche più clementi e le poche piogge sparute non hanno creato problemi ne pantani fangosi come il primo giorno. Sul Forest Stage si comincia alla grande con l’indie rock dei Subways. Il trio inglese in un primo pomeriggio molto assolato ha trascinato il pubblico con le loro hit di maggior successo come “Rock & Roll Queen” e “Oh Yeah”. Dopo la defezione della cantautrice britannica Becky Hill, è il turno dei Danko Jones a salire sul Forest Stage. Il trio Canadese, guidato, dal simpatico Danko, ha intrattenuto il pubblico con un guitar rock fresco e potente fino all’apoteosi di “My Little Rock”.
Dopo il rock di Danko Jones, sale sul palco l’elegante Alice Merton, cantautrice di origine tedesca ma naturalizzata franco canadese, che fa ballare tutto il pubblico del River Stage con la sua “No Roots”. Dopo di lei sul palco principale, il Forest Stage, si sono esibiti i Simple Plan catapultati direttamente dai primi anni 90’ con i loro sound pop-punk. Eh si sembra sia proprio un festival con il Canada e la sua musica protagonisti. L’inglese Tom Odell ha fatto cantare all’unisono tutto il pubblico durante la sua “Another Love”, terminando la sua performance in piedi sul suo bellissimo piano a coda. Dopo di lui, gli svedesi Hives sono saliti sul palco con dei fantomatici roadies vestiti tutti di nero ed incappucciati che gli hanno passato gli strumenti musicali. L’energica esibizione di Pelle Almqvist e compagni, tutti in scintillati abiti neri con dei fulmini bianchi, ha preparato il pubblico a quello che forse è stato l’highlight della seconda giornata: i Turnstile. Prima degli americani sul River State si sono esibiti gli inglesi Jungle con il loro funk inspirato agli anni 70, molto ritmico e ballabile. Ma ritorniamo al Forest Stage dove il gruppo statunitense, Turnstile, ha infuocato il pubblico con la loro musica di difficile collocazione. L’esplosione di riff e percussioni ha svariato dal punk all’hard rock a momenti più melodici. Dopo la band di Brandan Yates, sul River Stage, è salita Avril Lavigne. La cantautrice canadese in gran forma, ha presentato tutti i suoi brani di successo come “Complicated”, Sk8er Boy” e Ia ballata “I’m with you” con gli smart phone ad illuminare a giorno. Chiude la seconda giornata il concerto del gruppo hip-hop tedesco dei K.I.Z.
Day 3: Domenica 22 giugno.
Anche nell’ultima giornata siamo stati graziati dal tempo. Mi hanno detto i locali che in questa edizione siamo stati molto fortunati. Normalmente la pioggia ed il fango la fanno da padroni. Si comincia al River Stage con il gruppo inglese dei The Mysterines. uno dei pochi gruppi rock capitanati da una donna, la bella Lia Metcalfe, cantante e chitarrista. Nella loro esibizione hanno presentato molte canzoni del loro nuovo album “Afraid Of Tomorrow”. Da una cantante all’altra, passiamo ai Deine Cousine, gruppo pop punk di Amburgo con testi impegnati e politicizzati.Il loro energico set è stretto nel Wild Coast Stage, il più piccolo dei 3 palchi e meriterebbero una collocazione migliore. Così come la band che li segue, gli Adam Angst, altra proposta punk rock tedesca. la band guidata dal cantante Felix Schönfuss fa ballare il pubblico dell’Hurricane al coro di “No AFD”, il partito di estrema destra tedesco.
Dopo questa ondata di punk rock tedesco, sono saliti sul palco gli Editors di Tom Smith, con un set potete e melodico ci riportano alle sonorità dei Rom ma anche a quelle degli Echo & The Bunnymen. Sul River Stage arriva l’italo-pop di Roy Bianco & Die Abbrunzati Boys. Già dal nome si riesce a capire come il gruppo tedesco, attinga molto dalla cultura italiana e la riproponga in un pop ironico con testi pieni di parole in un italiano improbabile. Tante comunque le bandiere ed i vessilli italiani tra il pubblico, ad indicare quanto la pop band sia amata dal pubblico che canta e balla i loro hit come “Ponte Di Rialto” e “Sophia Loren”. Dall’Italo-pop degli Abbrunzati al pop punk dei Sum 41. Il gruppo canadese – si anche loro – guidato dal cantante Deryck Whibley è all’ultimo tour, infatti la band si scioglierà definitivamente il 30 gennaio 2025. All’Hurricane, i Sum 41 hanno presentato i loro maggiori successi oltre brani di successo come “Still Waiting”, “In Too Deep” ed una coinvolgente cover di “We Will Rock You”. Si ritorna in Germania con i Giant Rooks al river stage. La indie band tedesca di Hamm coinvolge il pubblico con un set energico. Il cantante Frederik Rabe ammalia il pubblico, specialmente femminile, con una calda voce ed una ottima presenza scenica. In una esplosione di fuochi di artificio chiudono la terza ed ultima serata dell’Hurricane Festival 2024 il punk degli eterni Offspring e il metalcore dei Bring Me The Horizon.
Wir sehen uns nächstes Jahr!
Hurricane ci vediamo l’anno prossimo.
