Interviste

Intervista ai The BLUEBEATERS: «Dopo 32 anni siamo ancora un progetto aperto, pronti a sperimentare»

In attesa del nuovo album autunnale, la storica band ska e reggae italiana torna sui palchi con il “Carry Home Tour”, una formula rinnovata e ricca di ospiti (come Bunna e Syl a San Vincenzo): «Un’occasione per trovare nuovi equilibri e allargare i nostri confini».

L’estate dei The Bluebeaters riparte nel segno della condivisione. Con il nuovo Carry Home Tour, la storica band torna sui palchi italiani accompagnata, tappa dopo tappa, da amici e compagni di viaggio che ha incrociato nel suo percorso artistico, trasformando ogni concerto in un’esperienza unica e irripetibile.

Mercoledì 8 luglio The Bluebeaters saliranno sul palco del Buskers Festival di San Vincenzo (Livorno) con due ospiti d’eccezione Bunna e Syl.  Una serata a ingresso gratuito che promette ritmo, emozioni e tutta l’energia di uno dei gruppi più amati della scena ska e reggae italiana.

In attesa del nuovo album, previsto per l’autunno, abbiamo incontrato la band per parlare di questo nuovo capitolo, del significato di Carry Home, dell’importanza delle collaborazioni e di un repertorio che, da oltre trent’anni, continua a far ballare e cantare intere generazioni di pubblico. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Carry Home Tour arriva in un momento di grande fermento per la band. Qual è l’idea che ha dato vita a questo progetto?
Il Tour è cambiato in corsa per indisponibilità di Pat Cosmo che era in tour con i Casino Royale. Allora siamo semplicemente tornati in una forma leggermente diversa con diversi ospiti alla voce, un paio per ogni data. Una condizione che ci porta a sperimentare un approccio diverso rispetto alla formazione originale con cui abbiamo fatto gli ultimi due dischi.

Il titolo “Carry Home” suggerisce qualcosa di molto personale. Che cosa vorreste che il pubblico si portasse a casa dopo ogni concerto?
“Portare a casa” è quello che di solito, a un concerto, succede sempre, arrivi con delle aspettative e torni a casa con delle sensazioni diverse rispetto a quello che credevi. Vogliamo che il pubblico si porti a casa un po’ di leggerezza e allegria dopo aver ballato e cantato insieme a noi.Il nostro concerto è una festa e il pubblico dovrebbe riuscire a distrarsi dalla sua vita se non funziona oppure aggiungere qualcosa in più se tutto va bene.Noi, con questa nuova formula, ci portiamo a casa cose nuove, nuovi rapporti ed equilibri tra di noi. 

A San Vincenzo (Livorno) condividerete il palco con Bunna e Syl. Che cosa rappresentano per voi questi artisti?
Bunna è sempre stato parte della famiglia Bluebeaters quindi quando passa a trovarci siamo molto contenti. È un fenomeno e suonare con lui ogni volta è un’esperienza super gratificante. Ci vogliamo molto bene per tutto quello che abbiamo fatto insieme e per avere la stessa attitudine sul palco.Syl è una cantante molto brava con cui abbiamo già fatto qualche data di questo Tour e che ci sposta su altre sonorità. Una cantante femminile riesce a cambiare l’atteggiamento nostro sul palco creando una diversa magia. Le siamo grati di essersi resa disponibile.

Il tour riprende idealmente il percorso iniziato con “Extra Trax”. Quanto sono importanti le collaborazioni nella vostra storia?
Si. Extra Trax è un album che recupera tante collaborazioni sparse sul web, quasi mai finite su disco e dove ci sono cose anche molto diverse tra loro, anche se la matrice è il nostro suono. Sono tutte collaborazioni nate dell’interesse tra noi e i nostri ospiti, anche per uscire dal seminato del nostro genere più classico.

State lavorando al nuovo album in uscita in autunno. Cosa possiamo aspettarci?

Sarà un album molto diverso dai precedenti. Già “Mantra” e “Ora Lo sai” i primi due singoli che sono usciti l’anno scorso hanno un suono diverso, un beat che va oltre il suono di The Bluebeaters più classico e che ci porta a cavallo tra gli anni ’60 e gli anni ’80, è come se cavalcassimo un’altra onda, una new wave del nostro suono con testi in italiano scritti tutti da Pat Cosmo.Sarà un allargamento dei nostri confini.

Dopo oltre trent’anni di carriera, cosa continua ad accendere la scintilla dei The Bluebeaters?
The Bluebeaters sono nati soprattutto da una profonda amicizia e da medesimi gusti musicali. Siamo persone che suonano insieme da oltre 30 anni, abbiamo un corpus di brani che ormai facciamo quasi a occhi chiusi ma c’è sempre qualcosa di nuovo all’orizzonte da sperimentare e in questo momento abbiamo questo mood. In fondo è come se fossimo un progetto sempre aperto, pronti a farci venire in mente nuove idee basandoci sempre e comunque su un suono che abbiamo aggiustato, levigato e raffinato in questi ultimi 32 anni.Siamo sempre qui fino a che non ci stuferemo di stare sul palco e in studio insieme. 

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