Reportage Live

Forme e rivoluzioni dell’Amore secondo VINICIO CAPOSSELA

Il concerto di Vinicio Capossela a Milano: foto e reportage

Articolo di Stefania Clerici | Foto di Lara Bordoni

Dell’Amore si parla, si scrive e ci si confronta, ma più se ne fa esperienza, più si aggiungono opzioni e sfacettature che accrescono mistero e curiosità ad uno degli argomenti più discussi e controversi da millenni. Lo cantava già all’inizio della sua carriera, Capossela: Che coss’è l’amor?: 20 anni, 11 album in studio e una pandemia dopo, la domanda è sempre lì, con varie risposte più o meno incerte. A tentare di dare una personale lettura dei tipi di amori è arrivato nel 2020 “Bestiario d’Amore”, in cui Capossela, ispirandosi all’opera di Richart de Fornival, ha illustrato come animali e uomini parlino in qualche modo la stessa “lingua” quando si tratta di amore. Il Bestiario è diventato poi un mini tour nell’estate ‘21, a cui è stato dato seguito, recentemente, con questa nuova tournee, iniziata proprio ieri a Milano al Teatro Lirico Giorgio Gaber (e che proseguirà il 21 aprile a Pavia e a maggio il 21 a Pisa al Teatro Verdi e a Torino il 22, al Teatro Regio) in cui, insieme al cantautore, troviamo sul palco le certezze di sempre: Alessandro Asso Stefana, Raffaele Tiseo e Vincenzo Vasi

In questo secondo atto del Bestiario, Vinicio Capossela attinge dalla sua vasta discografia, per creare un percorso narrativo e musicale ampio, che segue la linea temporale di Eclissica (l’ultima pubblicazione letteraria di Capossela), attraverso il fil rouge dell’amore e delle sue forme, cantate dall’artista da Camera a sud e a seguire, in una costante e tormentata ricerca di risposte.

Dopo il lungo elenco nel Bestiario d’Amore dei tipi di amanti e amori possibili, con cui Capossela apre il live, ecco arrivare i racconti del male d’amore, quello abbandonato di Scivola vai via, quello perso di Ultimo amore, quello romantico di Con una rosa e quello degli amanti clandestini di Canto all’alba. Sin dall’inizio del concerto Capossela, istrionico e sagace, si diverte sul palco da poco inaugurato, del teatro Gaber, rievocando brani del suo repertorio più antico che scaldano la platea, felice di cantare con l’artista.

Su Tornando a casa, Capossela introduce il tema degli uccelli, per raccontare le varie facce degli auspici d’amore: i galli abbaiano, le rondini zompano (Zompa la rondinella), i corvi gracchiano cattivi auspici (Il pumminale e Tanco del Murazzo), i pavoni si autocelebrano con la loro coda piumata di occhi, alla cui apertura però dimenticano di lasciarsi scoperto il sedere, rivelandosi per quelli che sono: dei Maraja che appaiono “belli” solo da un lato.

A sorpresa, ad introdurre la seconda parte del live, arriva sul palco Vincenzo Costantino Cinasky, grande amico del cantautore che recitando Le 100 città ci porta in un’altra dimensione: la clandestinità, con uno dei brani di Da Solo che ben evidenziano il vivere “moderno” un tipo di amore, fatto di effimero e occasionalità, in cui libertà non è sempre sinonimo di felicità o spensieratezza.

Capossela segue poi la linea temporale della sua discografia, proponendo da Marinai, Profeti e Balene L’oceano oillallá, I fuochi fatui e la Medusa cha cha cha. Ad elevare la sessione arriva la messa in musica di uno dei sonetti più famosi di Michelangelo: Fuggite, fuggite amanti, a cui segue la recente produzione di Ariosto Governatore, dove per parafrasare lo scrittore, Capossela si interroga: “Se il sennò è sulla luna vuol dire che sulla terra non è rimasta solo che follia”.

Pazzia diffusa anche tra i tipi di amanti raccontati poi nei brani a seguire: con la marcetta de I musicanti di Brema, con il sensuale Polpo d’amore e con il country blues de Il testamento Del porco. Ma dopo due ore e passa di live, la domanda iniziale è ancora lì: Che coss’e l’amore? Arriva prima la fortunata canzone e poi la domanda… cosa è davvero questo sentimento? La risposta non ci è dato saperla, ognuno continuerà ad avere le sue sensazioni, e tra un ancheggiamento di mambo, le braccia alzate nella platea ancora seduta e mascherinata, le mani che applaudono, il concerto scivola verso la fine. Proprio con la remise e su Ovunque proteggi però arrivano nel cuore alcune risposte: amore è incanto, è grazia, è promessa, è tempo, ed è tutto da proteggere.

Con uno scroscio di applausi e tanta gioia nel cuore, il live va a concludersi proprio sulle note in quella poesia laica che tanti altri live ha chiuso in passato: un augurio di speranza e futuro alla portata di tutti.

Clicca qui per vedere le foto del concerto di Vinicio Capossela a Milano o sfoglia la gallery qui sotto.

Vinicio Capossela – La scaletta del concerto a Milano

Bestiario D’Amore
Scivola vai via
Ultimo amore
Con una rosa
Canto all’alba
Tornando a casa
Zompa la rondinella
Il pumminale
Tanco del Murazzo
Maraja
Le 100 città (Cinaski)
In clandestinità
L’oceano oillallá
I fuochi fatui
Corvo torvo
Medusa cha cha cha
Fuggite, fuggite amanti
Ariosto Governatore
I musicanti di Brema
Polpo d’amore
Il testamento Del porco
Che coss’e l’amore
Ovunque proteggi

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