Foto di: Lara Bordoni
Nel 2025 approda finalmente in Italia il “Reconstruction Tour”, erede spirituale dello storico “Deconstruction Tour” che ha lasciato un segno indelebile nella scena punk rock dei primi anni 2000.
Un evento imperdibile per tutti gli appassionati del punk: ieri, 17 maggio, il palco del Kozel Carroponte di Sesto San Giovanni ha ospitato un cast d’eccezione: Pennywise, Propagandhi, Comeback Kid, The Iron Roses e Dead Pioneers.
Pennywise, headliner della giornata, tornano in Italia a distanza di due anni dall’ultima apparizione al Bay Fest. Attivi dal 1988, questi veterani californiani sono celebri per il loro mix di hardcore e surf punk melodico. Con oltre 25 anni di carriera alle spalle e live ad alta energia, hanno lasciato il segno con brani storici come Fuck Authority, Revolution e Bro Hymn, quest’ultima dedicata al compianto bassista Jason Thirsk. Il loro impegno sociale costante e l’instancabile attività live li hanno resi una delle band più seguite della scena punk mondiale.
Grande attesa anche per il ritorno dei Propagandhi, che mancavano dall’Italia da quasi sette anni. Nati nel 1986 a Manitoba, Canada, i Propagandhi sono sempre stati portavoce di un messaggio antifascista deciso e consapevole. Il loro album Victory Lap (2017), primo lavoro dopo Failed States del 2012, affronta un mondo in cui certi estremismi sembrano tornati alla ribalta. Questo disco segna anche l’ingresso della chitarrista Sulynn Hago, scelta dopo un appello pubblico a cui hanno risposto oltre 400 musicisti, in sostituzione dello storico David Guillas.
Tra i grandi ritorni anche i Comeback Kid, che lo scorso maggio hanno infiammato il Carroponte in occasione del “Final Tour” dei NOFX. Nati nel 2000, si distinguono per un sound che fonde hardcore e riff di chitarra dal sapore metal moderno. Con sette album all’attivo, l’ultimo dei quali Heavy Steps (2022, Nuclear Blast), la band ha riconfermato la propria identità con un suono diretto e potente, tornando alle radici.
Il “Reconstruction Tour” sarà inoltre l’occasione per due debutti italiani: The Iron Roses e Dead Pioneers.
The Iron Roses propongono una carica travolgente tra punk e ska-core, con testi politicamente impegnati e una voce familiare ai fan del genere: Nathan Gray, già noto per Boysetsfire, I Am Heresy e The Casting Out.
I Dead Pioneers arrivano invece con un sound ruvido e viscerale. Il loro album d’esordio omonimo è una scarica di 12 brani da ascoltare tutto d’un fiato. Un manifesto musicale che incarna la lotta, la presa di posizione e la volontà di farsi sentire.
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