Foto di Matteo Scalet | Articolo di Costanza Garavelli
È la terza serata del Trento Live Fest, la calura di una giornata rovente sta lentamente lasciando il posto ad un tramonto che dipinge pigramente ombre rosate, raggiungendo ogni angolo della Music Arena, quando sul palco, con uno sguardo complice ed un rapido “ciao”, fanno il loro ingresso i Coma Cose.
COMA COSE
Francesca Mesiano, in arte California e Fausto Zanardelli, in arte Fausto Lama, nascono a Milano come band nel 2016 e sono la coppia più stravagante, eccentrica, scintillante e genuina che calca i palchi italiani ultimamente. Da qualche anno ormai hanno conquistato il grande pubblico con i contrasti e le armonie della loro musica, ma il loro successo sembra essere in costante crescita, senza che nulla ostacoli questo trend.
Le vibes del duo sono indubbiamente intense, nella loro unicità. California ha qualcosa di fiabesco, una ninfa post punk che si muove lieve sul palco, che governa una voce pop instancabilmente poliedrica. Lama raddoppia il valore dello show, rispondendo a suon di rap, incatenando rime a ritornelli a urlati a squarciagola. Giocano, tra loro e con le parole, saltellando perennemente sui lati opposti del palco, per poi sfiorarsi appena, con gli sguardi e con le mani, per ogni strofa che contiene un’emozione.
La loro forza risiede proprio nella contrapposizione sapiente tra pop e rap, un mix che, lungi dall’essere dissonante, diventa la chiave del loro successo. Il fatto che Fausto e Francesca siano una coppia anche nella vita reale aggiunge un ulteriore strato di autenticità alle loro performance, rendendo ogni canzone un racconto intimo e condiviso che risuona con estrema facilità negli ascoltatori. Questa commistione di stili non è solo una questione musicale, ma anche una chiara rappresentazione dei temi delle loro canzoni. Brani come “Mancarsi” e “L’Addio” esplorano la sofferenza e l’intensità di una relazione che vive in costante conflitto e passione, come la loro stessa musica.
ROSE VILLAIN
Lasciano il palco salutando il pubblico come vecchi amici, annunciando l’imminente arrivo sul palco di una scatenata Rose Villain, alla sua prima data del tour italiano 2025, che si presenta con un look da glam bad girl, perfettamente in linea con la sua presenza scenica. La cantante milanese, infatti, ha dimostrato una notevole padronanza del palco, catturando il pubblico dalle prime note. Sebbene i testi delle sue canzoni non sempre si distinguano per una grande profondità lirica, il carisma con cui si presenta al pubblico è innegabile. I fan in arena rispondono infatti con un entusiasmo elettrico ad ogni suo invito, cantando a pieni polmoni brani come “Click, Boom!”, tratto dal suo album di debutto Radio Gotham.
La connessione istintiva con la perfomer è dunque immediata, con la pienezza della sua sensualità ribelle strega chiunque la guardi e al pubblico dedica senza parsimonia sorrisi complici, cercando lo scambio, il casino, il divertimento. Porta lo show al suo culmine, con un finale incendiato sulle note di “Fuorilegge”, pezzo che l’ha portata a calcare il palco di Sanremo nella sua ultima edizione. Chiude il concerto così, Rose, lasciando serpeggiare l’adrenalina tra la gente raccolta sotto il palco, che ha ancora la carica del primo pezzo, che sarebbe pronta per rifare tutto daccapo.
La serata è decisamente riuscita, arrivando a toccare corde emotive di diversa entità, viaggiando tra le proposte varie e incalzanti degli artisti, confermando che la musica dal vivo è un motore inesauribile per scambi, di condivisioni, di arte e aggregazione, che regala la voglia di riviverle presto.
