Reportage Live

La simulazione progressive dei TESSERACT è la fuga dal nostro mondo in rovina

Articolo di Umberto Scaramozzino | Foto di Andrea Ripamonti

Partiamo dal presupposto che se una band progressive metal contemporanea riesce a portare quasi millecinquecento persone una domenica sera all’Alcatraz, c’è da festeggiare ancora prima che lo show abbia inizio. Se poi la serata va come quella del 28 gennaio, in una Milano avvolta dalla nebbia che sembra il set di uno dei mondi creati dalle menti immaginifiche dei Tesseract, allora possiamo anche dimenticarci per qualche ora del nostro, di mondo, che va a pezzi e che per una sera può anche farsi da parte.

Si chiama War of Being, l’ultimo album in studio dei Tesseract, e anche se molti si ostinano a sostenere che la band inglese abbia dato il proprio meglio ai tempi di Altered State (2013), per altri questo nuovo capitolo è un nuovo standard per il genere. Erano innovatori allora, lo sono ancora oggi, con questa invidiabile capacità di sguazzare nella complessità delle loro sovrastrutture e delle loro polirimie, senza rinunciare al gusto melodico e al paradosso della loro insolita accessibilità.

Tesseract in concerto all’Alcatraz di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

La verità è che, al netto di una legittima divergenza di opinioni, bisogna avere un discreto problema percettivo nel non accorgersi che la band sul palco B del club di via Valtellina è al suo picco creativo e performativo. Non solo: il suo leader, Daniel Tompkins, ha raggiunto la sua forma definitiva e la trasformazione nel frontman perfetto è conclusa. Adesso si destreggia sul palco con sicurezza assoluta, enfatizzando ogni movimento, controllando la propria voce – talvolta prodigiosa, sia per estensione che per intensità – con molta più maestria che in passato. A farne le spese è quel pizzico di naturalezza che lo faceva apparire più umano e vicino al pubblico, ma per fortuna Daniel è ben deciso a colmare questa distanza andando a immergersi nella platea, urlando insieme ai suoi stessi fan.

Sembra di trovarsi in una simulazione, in un videogioco come quello che il gruppo ha sviluppato e distribuito a supporto del nuovo album. Geniale, eh? Creare un’esperienza videoludica in grado di espandere il concept del disco e poi impacchettare una performance dal vivo che ricalchi in qualche modo degli schemi digitali, frutto di un’attenta programmazione. Un incastro di poligoni attraversati da impulsi elettromagnetici. Li vedo, i Tesseract (soprattutto quel genio di Alec “Acle” Kahney), a tenere in mano i gamepad e percorrere gli scenari di gioco creati da loro stessi, impersonificando i quasi millecinquecento personaggi inseriti nell’avventura di questo concerto.

Da un certo punto di vista, però, i cinque musicisti di Milton Keynes risultano fin troppo precisi e quadrati. In tal senso, la scaletta del loro concerto è un po’ disturbante. Non tanto l’entità in sé, quanto il suo artefatto: sui fogli attaccati ai piedi dei musicisti ci sono appunti su come la band deve posizionarsi sul palco durante i brani, su come interagire sul pubblico, su quando dire questa o quell’altra cosa. Per carità, nessuno dovrebbe stupirsi che uno show di un tour internazionale segua uno script collaudato, ma che questo venga addirittura formalizzato, nero su bianco sulla scaletta al pari dei brani scelti, dà l’idea del perfezionismo e della maniacalità di questa band. E forse, va ammesso, fa dissolvere un po’ della magia che un’esperienza immersiva promette per definizione.

Lamentarsi di un concerto del genere, di una band del genere e di una tal proposta musicale sarebbe pura follia, ma nulla ci vieta di sperare in una futura piccola crepa, umana, in quel reticolo tanto perfetto. Se Tompkins e soci riusciranno a sfuggire anche solo per un momento alla trappola delle loro manie di controllo, magari potranno volontariamente lasciare almeno un piccolo glitch nella simulazione, che sia il punto di congiunzione tra il loro mondo, perfetto e progressivo, e il nostro, in rovina e decadente.

Clicca qui per vedere le foto dei Tesseract + Unprocessed +The Callous Daoboys in concerto a Milano o sfoglia la gallery qui sotto

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