Reportage Live

KOKOROKO al JazzMi: i tempi difficili non durano mai

Photo credit: Jesse Crankson

All’Alcatraz di Milano l’anima comunitaria della band di Londra, tra eleganza e improvvisazione.

Articolo di Alessandro Cebrian Cobos

Siamo partiti con l’idea di fare un album gioioso, giocoso, e poi ci è successo di tutto in questi ultimi anni, e la musica è stata un po’ ciò che ci ha tenuti insieme. Quando abbiamo finito l’album e lo abbiamo riascoltato, abbiamo trovato quel titolo, Tuff Times Never Last, i tempi difficili non durano mai, e ci è sembrato davvero appropriato al mondo di oggi. È il messaggio che vogliamo condividere, vogliamo celebrare tutte le persone in questa sala.

Il percussionista Roy Onome Edgeworth racconta così la nascita e l’evoluzione dell’album più recente dei Kokoroko, album che hanno portato il 24 ottobre 2025 all’Alcatraz di Milano, all’interno del festival JazzMi.

La band londinese ha mostrato da subito come si siano estese le sue capacità espressive, abbracciando generi che per ora aveva solo accennato. Higher inizia con suoni cosmico-dub; la chitarra di Oluwatobi Adenaike-Johnson porta spesso riff ritmati ed acuti come nel highlife del Ghana; Together We Are parte con un preset di drum machine samba, accoglientissimo ed elegante.

L’abilità tecnica delle 7 musiciste e musicisti che compongono la band è innegabile, e ciononostante c’è una certa ingenuità nel loro modo di suonare; forse genuinità è la parola più adatta. Una certa maniera di destreggiarsi tra eleganza e spontaneità, anche una certa imprecisione a volte nel suonare attorno al tempo, non necessariamente a tempo in senso stretto. E d’altro canto un sound curatissimo, in cui ogni linea è distinta e nessuna si perde, anche se il genere cambia ad ogni pezzo.

È un senso di comunità che valorizza ciascuno e ciascuna di loro dentro una direzione comune. Yohannes Kebede, alle tastiere, ci racconta come abbiano passato due anni e mezzo vivendo nella campagna inglese, a scrivere e suonare. Ogni volta che uno di loro proponeva una nuova canzone mostrava un nuovo lato di sé, e tutti imparavano qualcosa di nuovo sugli altri nonostante si conoscano da anni.

La bellezza è vederlo poi sul palco: durante l’assolo di Time And Time, Yohannes si perde nelle note acute dei suoi sintetizzatori caldi ed organici e guarda un punto in alto, lontano. Gli altri si perdono insieme a lui, e per un secondo guardando insieme lo stesso punto, ispirati, prima di riscendere sul riff principale del pezzo

Le loro atmosfere volano, ma loro restano radicati: felponi casual, luci colorate minimaliste, l’unica decorazione sul palco è l’acronimo del titolo dell’album TTNL scritto con pezzi di nastro adesivo arancione sulle casse spia, sulle congas, sulla grancassa. Uno stile DIY che risuona molto con l’intento di fare musica divertente, soprattutto nella seconda parte del concerto quando si lanciano nei pezzi con più groove, come Da Du Dah, la mia preferita. In questi momenti risalta il basso versatile, corposo, fibroso di Duane Atherley: sembra di sentire le zigrinature delle corde sotto le sue dita.

E più in generale ognuno di loro brilla nella propria identità. Il chitarrista Oluwatobi ha uno stile serenissimo, sembra abbia dedicato la sua vita a togliere tutte le note innecessarie dai suoi assoli, ottenendo in cambio un’espressività incredibile. Le due fiatiste Anoushka Nanguy al trombone e Sheila Maurice-Grey si alternano, si sovrappongono e si intrecciano anche al canto, più respirata la prima e più di corpo la seconda, e quando improvvisano rimbalzandosi 4 battute a testa nella coda di Never Lost fanno impazzire tutta la sala. Anche Duane ha il suo momento da voce solista, un po’ sussurrato e vibrato, in Three Piece Suit.

Il live dura quasi 2 ore ma la fine arriva troppo presto. La sala si svuota, andando via incrociamo un paio dei Kokoroko a chiaccherare con naturalezza con dei fan fuori dal locale. Si torna in qualche modo alla normalità delle proprie vite, delle proprie sfide e di quelle collettive che ultimamente appesantiscono molto un po’ tutti. Con una forza, un’intenzione un po’ rinnovata però: del resto, i tempi difficili non durano mai.

KOKOROKO – la scaletta del concerto di MILANO

Higher
Tojo
Love And Death (cover di Ebo Taylor)
Something’s Going On
Together We Are
Express Your Love (cover di Sweet & Innocent)
Idea 5 (Call My Name)
My Prayer
Time And Time
Closer To Me
Never Lost
Just Can’t Wait
Da Du Dah
Three Piece Suit
We Give Thanks
Sweetie
Over

bis: Carry Me Home

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri anche...

Reportage Live

Not For Radio in concerto al Teatro Arcimboldi di Milano. Guarda le foto e scopri la scaletta del live show.

Reportage Live

Klaus Noir in concerto al Circolo Magnolia di Milano

Reportage Live

Infected Rain in concerto al Legend Club di Milano. Guarda le foto e scopri la scaletta del live show.

Reportage Live

Abbiamo visto Sasha Ring tornare ai live con il suo ultimo disco, A Hum Of Maybe, uscito a inizio gennaio, nella data di Milano...

Copyright © 2026 | Rockon.it

Exit mobile version