Reportage Live

L’eterna giovinezza degli EX-OTAGO e di MARASSI

Il miniclub tour dei dieci anni dell’iconico album dell’indie pop nazionale tocca Milano, Arci Bellezza, il 15 gennaio e irrompe a inizio anno come il pensiero che certe cose non cambieranno mai, sicuramente non l’eterna giovinezza degli Ex Otago.

Ex-Otago in concerto all'ARCI Bellezza di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Articolo di Marzia Picciano | Foto di Andrea Ripamonti

Non è un caso che la prima traccia di MARASSI, fortunat(issim)o disco della band di Genova composta da Maurizio Carucci, Simone Bertuccini, Olmo Martellacci, e Rachid Bouchabla (e nel live Giorgia Sudati) che quest’anno compie 10 candeline e pertanto viene portato in tutta Italia a – giustamente – festeggiare il suo compleanno (nonché vero e proprio atto di sfida a ciò che si pensava della musica “indie” degli allora giovani Millennial) inziasse l’arringa con “se i giovani d’oggi valgono poco, gli anziani cosa ci hanno lasciato?“.

È la prima volta che lo penso, qui di fronte al palco del concerto raccolto eppure fittissimo all’Arci Bellezza di Milano, in questa umidissima sera di metà gennaio.

Certe epifanie avvengono sempre troppo tardi rispetto al momento in cui gli eventi accadono.

Del resto, non siamo sempre pronti per i tempi che viviamo, ci manca la visione d’insieme, siamo persi sui dettagli. Gli Ex-Otago, a dire la verità, nel saper navigare mari belli e brutti, hanno sempre avuto dalla loro il vantaggio di chi vive in faccia al mare: hanno la pelle forte e levigata, e sembrano sempre giovani, sempre in tempo, così anche ieri sera, freschi nel tirare giù davanti a una folla di fan asserragliati, track dopo track, la scarica euforica di MARASSI. Confermando, quindi, di essere un disco che non invecchia, e probabilmente non lo farà mai.

Ex-Otago in concerto all’ARCI Bellezza di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

Solo per dire: ad un certo punto Carucci chiede: chi c’era da x a x, e chi è oggi qui per la prima volta? Ecco le mani dei fan dell’ultima ora, a riprova dell’attrattività della band e della sua creazione. Lo aveva detto proprio Maurizio nell’intervista fatta nella sua Cascina Barban: La Nostra Pelle viene ancora tatuata sulla pelle di sensibilissimi fan. E, tra l’altro, non sono riuscita a trovare un biglietto in rivendita, neanche per sbaglio, neanche in una giornata di scioperi folli.

Facciamo un passo indietro.

Torno a Roma, 2016, vivo in un pied-à-terre (per non dire un condono) dieto Viale Eritrea, io e le mie amiche abbiamo un pavimento a quadri, un riscaldamento di cui non fidarsi e vicini simpatici e imprevedibili da ospitare in un giardinetto sgangherato e impervio come solo la vegetazione può essere a Roma. Sebbene l’indie-pop in quegli anni fosse in espansione, come l’universo (semi-cit.), in quella casa pochi dischi venivano ascoltati e imparati a memoria. Uno di questi era MARASSI.

Il suo successo mi era sempre sembrato un’assurda prova di valore.

Eravamo, ed ero, molto affezionata a Mezze Stagioni, il Pernazza aveva lasciato la band, sembrava essersi persa una gamba fondamentale dei nostri eroi e invece quattro anni dopo tirano fuori una sorta di manifesto di quello che era ormai il modo in cui i quasi trentenni intendevano la rinascita del pop nella musica alternativa italiana.

Ex-Otago in concerto all’ARCI Bellezza di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

MARASSI era un cambio di passo fondamentale.

Introduceva i campionatori e un sound necessariamente più coinvolgente, un propulsore di voglia di saltare e ballare non scontato per un tipo di musica come quello in questione. Nel voler provare a rappresentare la nuova giovane vitalità dell’omonimo quartiere di Genova, Carucci e band sono riusciti a incrociare un sentimento collettivo nazionale, un necessario scrollarsi di dosso di responsabilità verso i padri sacri, la volontà di dire la propria parola di valore e divertirsi nel farlo.

Gli Ex-Otago diventano quello che sono oggi, identificano il sound che li fa riconoscere, vedono Sanremo (con un pezzo sanremese che tutt’ora è a chilometri avanti le proposte degli odierni vincitori del festival), ri-registrano MARASSI portandoci dentro i feat di tutti i rappresentanti della musica indie del periodo, producono altri dischi, riflettono, nel frattempo le loro canzoni si solidificano nel cuore dei loro fan (o sulla loro pelle come dicevamo).

I concerti degli Ex Otago allora diventano un rituale.

Più aumenta l’attaccamento alle canzoni, più Maurizio ci tiene, tra uno scherzo e l’altro, a spiegarle, a parlare della necessità di tornare, di ridurre al minimo, di fermarsi a riflettere. Mi sono sempre chiesta se tutti i fan degli Ex-Otago comprendessero davvero la filosofia dietro la band e la realtà dura e pura che i nostri eroi hanno cercato di raccontare in modo poetico eppure tremendamente iconico, la loro visione sul fare musica. Non sta a me dirlo, ma mi piace pensare che ci sia un allineamento di fondo.  

Ex-Otago in concerto all’ARCI Bellezza di Milano foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it

La data di Milano non è stata da meno di tutta questa lunga sequenza di rituali, con una band sempre appassionata di persone e calorosa (e una special mention per Giorgia Sudati, che ho amato); lo è stata nonostante le pause (più o meno vere, dacchè Auguri è del 2024) e la percezione palpabile che gli Otaghi stiano riflettendo e preparando qualcosa, e infatti ieri si è appena accennato un primo passaggio di Albon Baffe, per l’occasione scritto su maglietta di Maurizio, enigmatico titolo di un nuovo pezzo.

Eppure il tour di MARASSI e la data dell’Arci Bellezza, al netto dell incursioni finali di vari pezzi di altri dischi (tra cui a rappresentanza di Mezze Stagioni, Patrizia) hanno mantenuto l’intento dichiarato, celebrare un disco e un modo di essere, e manifestare, nella mia mente ieri più che mai, quanto sia ancora attuale, quanto purtroppo alcune cose non siano cambiate, e che in fondo la storia e le sue disgrazie si ripetano ciclicamente, mentre i valori soccombono non molto lontano da noi.

Siamo ancora cinghiali incazzati.

Cerchiamo ancora di nuotare in mare, ci stupiamo della saggezza delle piante, proviamo a non tradirci mai.

Il tour è sold out, e se non avete il biglietto, vi dico: cercatelo, provateci. O andate a Genova il 16 luglio. E ricordatevi perchè neanche voi siete invecchiati, in dieci anni.

Clicca qui per vedere le fotografie del concerto degli Ex-Otago a Milano (o sfoglia la gallery qui sotto)

EX-OTAGO: la scaletta del concerto di Milano

INTRO

  1. I Giovani D’Oggi
  2. Cinghiali Incazzati
  3. La Nostra Pelle
  4. Stai Tranquillo
  5. Mare
  6. Quando Sono Con Te
  7. Gli Occhi Della Luna
  8. Sognavo Di Fare L’Indiano
  9. Non Molto Lontano
  10. Ci Vuole Molto Coraggio
  11. Bar Centrale
  12. Costa Rica
  13. Patrizia
  14. Albon Baffe (intro)
  15. Bambini
  16. Con te
  17. Questa notte
  18. Quando sono con te (acustica tra la folla, mood saluti)

OUTRO

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