Luminous (scarica il disco su iTunes – compra il disco su Amazon), il nuovo album degli inglesi The Horrors, ha proprio “tutti gli attributi giusti” di un inno alle forze misteriose degli anni 80’s, ma questa volta con un poco di fiammate lucenti in più, quel pathos che allunga la sua ombra con meno chitarre e molti bonus di sinth e tastiere, una leggera svolta tecnica che premia comunque l’ascolto di questa formazione inglese e che, con la fitta trama atmosferica che carica nelle proprie composizioni, manifesta una sincera e compiuta suggestione vibrante.
Dieci brani che si scrollano di dosso le forme claustrofobiche dei precedenti dischi – vedi Primary Colours – e riprendono a marciare in una nebbia melodica e romanticona dove anche la voce di Faris Badwan si ritrova più malleabile e foriera di timbri ancor più elastici e armoniosi. Certo che la malinconia di fondo che rappresenta da sempre i nostri non viene mai a mancare, ma è molto cambiata, non sollecita più quelle depressioni virtuali, ma vive quasi a sostenere e favorire ricordi e storie dietro le spalle; ed è un fascino introflesso questo di Luminous, un oscuro illuminato scaldato a fuoco lento che nell’elemento ventoso di First day of spring, attraverso i languori sintetici di Jealous sun, dentro la ballata prog I see you o nella concessione pop rock di Mine and yours ha i suoi rubini incastonati, mentre tutto quello che satellita intorno è una perfetta collezione di perline opache tutte da infilare, tutte da respirare.
Ulteriore prova che i The Horrors (in concerto il 2 Dicembre a Ravenna e il 3 Dicembre a Roma) sanno quello che suonano e cantano. Notevole!
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