Articolo di Philip Grasselli | Foto di Andrea Ripamonti
Pensate: Dua Lipa, nel 2016, era al Tunnel Club di Milano a promuovere “Hotter than Ever”, davanti a poche centinaia di persone e ora l’abbiamo trovata all’Ippodromo SNAI La Maura di Milano, davanti a quasi settantacinquemila persone. La crescita dell’artista britannico-kosovara in questi dieci anni di carriera è pazzesca, con l’affermazione totale nel mondo pop con “Future Nostalgia”, album lodato unanimemente dalla critica.
Non è ancora torrido, ma l’umidità milanese già si percepisce sulla metropolitana a Milano: sali a Porta Venezia nel chill e scendi a Uruguay con un chilo in meno di sudore e altri quattro o cinque nel tragitto dalla metropolitana all’ingresso di via Ippodromo. Tosto, ma fortunatamente la giornata è ancora lungi dall’essere il vero inferno che deve ancora arrivare.
La situazione a diverse ore dal concerto
A più di cinque ore dal concerto di Dua Lipa, le strade intorno all’ippodromo sono già abbondantemente transennate, inibite al traffico e lasciate al flusso di fan che vengono da ogni parte d’Europa (e non solo) per accaparrarsi il posto più vicino possibile allo show, chi verso il pit classico e chi verso il pit gold. La situazione all’interno dell’Ippodromo del Galoppo di via Lampugnano è pressoché invariata rispetto allo scorso anno, con il grande palco posizionato verso la parabolica a nord del tracciato e i vari stand sponsor e di ristorazione posti sul perimetro del manto erboso.
I Merk & Kremont come esercizio fisico preliminare
Dopo il DJ set di Radio 105, partner del concerto, con l’animazione di Dario Spada e Fabiola Casà, il palco viene lasciato a Federico Mercuri e Giordano Cremona, per gli amici e per il grande pubblico i Merk & Kremont. Un po’ di mood alla Nameless Festival, con i loro brani dei tempi della Spinnin’ Records, fino alle tracce odierne: la collaborazione con Tananai e Marracash per “Un altro mondo” oppure ancora la martellante “Marianela”.
Un buon set per il clima creatosi, peccato solo per la qualità del suono, che spesso usciva molto distorto. Ma, a parte questo, i Merk & Kremont continuano a dimostrare la loro valenza internazionale nell’ambito della musica elettronica.
Alessi Rose: la Gracie Abrams britannica
Alessi Rose, cinque settimane fa, annunciava in maniera demure che avrebbe aperto i concerti di Dua Lipa per questo tour europeo. Ma non solo, per lei si tratta della sua prima volta a Milano, ma anche in Italia più in generale. E, come esordio, si ritrova davanti più di cinquantamila persone, con l’ippodromo in riempimento: non male, anche in termini di visibilità.
Il suo mini-live, durato una mezz’oretta, è incentrato sui suoi due EP, “For Your Validation” e “Rumination as Ritual”, rilasciati in questi ultimi due anni. La cantante porta una versione very British del pop alla Gracie Abrams e alla Olivia Rodrigo in “Guts”, con una componente acustica piuttosto prevalente e sintetizzatori alla vecchia maniera. È in uscita anche un terzo EP, “Voyeur”, che uscirà il 25 luglio 2025, anticipato dal singolo “Same Mouth” e presentato in scaletta dalla stessa artista premettendo di averlo suonato davvero poche volte live.
Il risultato è comunque interessante, un live totalmente acustico e bilanciato, tra lei che imbraccia una bella Gibson color legno naturale e si destreggia con nonchalance lungo il grande palco degli I-Days. Chissà se la rivedremo live qui a Milano, visto che l’Italia al momento non è annoverata nel “The Voyeur Tour” che partirà quest’autunno.
Dua Lipa: è proprio la regina degli I-Days
E no, non è un eufemismo. Sono le 20:55 e il sole sta volgendosi verso il crepuscolo, con la luna, alle spalle del pubblico, già alta sull’orizzonte a riflettere sempre di più la luce naturale, tra i colori bellissimi del tramonto milanese.
Tutto il palco si spegne e rimane solo a proiezione solo le onde enormi, in bianco e nero, di un oceano e il suono del mare. L’ingresso della band va a coincidere poi con “Training Season”, difficilmente visibile dal quantitativo sempre maledettamente mostruoso di smartphone che riprendono l’ingresso quasi divino di Dua Lipa, da una botola mobile.
Con il corpo di ballo, la cantante britannica trasforma un live in un vero e proprio show, soprattutto nel discorso dei suoi ultimi due album, “Future Nostalgia” e “Radical Optimism”. Linee di basso sinuose sono un po’ il leitmotif, che danno sempre quel tocco funky ad ogni singolo brano, al di là dei pezzi più elettronici.
Dopo la coreografia ad ali di struzzo di “End of an Era”, “Break My Heart” parte subito prepotente, in forte contrasto con l’originale, con un Moog bello aggressivo. Spesso e volentieri il focus si sposta sul catwalk per avvicinarsi ulteriormente al pubblico del golden e del super golden pit, con confetti proiettati ovunque verso fine brano.
Una fluttuazione su e giù dal palco
Milan, are you ready to get to the moon?
Dua Lipa prima di introdurre “Levitating”
E, sì, andiamo tutti verso la luna con “Levitating”, uno dei singoli di punta di “Future Nostalgia”, dopo un cambio abiti in rapidità tra “One Kiss” – primo brano di musica elettronica che ci porta sul palco – e “Whatcha Doing”.
Finita la canzone, Dua Lipa vola sul pit e saluta calorosamente il pubblico in una maniera molto intima: si ferma praticamente ogni secondo a scattarsi qualche selfie con i fan, a curiosare tra cartelloni, dediche, gadget e addirittura tatuaggi che alcune persone più sfegatate si sono fatte. Cinque minuti che si gode, avendo interagito ancora poco con il pubblico dell’ippodromo.
Momento karaoke come ad ogni tappa del tour: un bellissimo omaggio a Raffaella Carrà
Dua Lipa, come ha annunciato in un discorso in italiano piuttosto impeccabile, mette in scaletta una canzone nazionalpopolare, anche in virtù del suo rispolvero dal 2024 con il remix di “Pedro”: parliamo di “A far l’amore comincia tu” di Raffaella Carrà del 1976, dall’album “Forte forte forte”.
“Se la conoscete, cantate insieme a me!”
Dua Lipa al pubblico degli I-Days
Estremamente difficile trovare persone che non la cantassero ed è molto interessante e positiva la scelta di omaggiare ed imparare le canzoni di ogni nazione in cui canta: da “Forever Young” degli Alphaville a Monaco di Baviera a “Moi… Lolita” di Alizée a Nanterre, passando per “Royals” di Lorde ad Auckland.
Il giro di boa
Dopo “Maria” e un piccolo break video sui ledwall, si torna a “Future Nostalgia” con un altro singolo uscito il 31 gennaio 2020: “Physical”. Tutto inizia con un breve tutorial, mostrato dai ballerini, affinché il pubblico possa essere sincronizzato con la semplice coreografia, dopodiché subentrano Dua Lipa ed altri ballerini con dei neon in mano, un po’ con quello stile massimo sprint durante un allenamento cardio.
Ci spostiamo poi verso il 2018 con il singolo con Silk City, “Electricity”, in collaborazione anche con Diplo e Mark Ronson, produttore, appunto, dei due album dell’artista britannica. Questo brano poi viene mandato letteralmente in mash-up con “Hallucinate”, la settima traccia di “Future Nostalgia”, con le riprese live ricche di effetti per simulare un’allucinazione visiva. La qualità è così alta che sembra quasi tutto uscito dagli studi di registrazione.
Verso il finale
Altro cambio abiti per Dua Lipa, mentre viene proiettato un video di cavalli che corrono per i campi: la scelta non è casuale, perché il ritmo ostinato di “Falling Forever” (ottavo più due sedicesimi) richiama esattamente la cavalcata incessante verso una direzione sconosciuta.
Ancora un ritorno a “Future Nostalgia” con l’inconfondibile sample tratto da “Your Woman” dei White Town del 1997, che a sua volta prende il campione della tromba di “My Woman” di Bing Crosby del 1932. Proprio con “Love Again”.
Poi l’unico momento introspettivo da telefoni con le torce è stato il piano e voce di “Anything for Love”, l’ultima traccia del suo ultimo album: bellissima la transizione che diventa sempre funky, l’esaltazione del salto di quinta maggiore tra “cut it” e “off”, a sua volta un ostinato in cui coinvolge tutto il pubblico. Dua Lipa è palesemente emozionata nei momenti in cui si ferma e ammira i fan.
What an incredible night, thank you, grazie mille!
Dua Lipa prima di “Be the One”
Per chiudere la scaletta ordinaria, Dua Lipa sceglie il brano con cui Milano l’ha accolta quel lontanissimo 28 ottobre 2016 al Tunnel Club, ricordando letteralmente quante poche persone ci fossero, circa trecento: “Be the One”. Un fresco brano pop, etereo e già all’epoca molto interessante, che poi viene racchiuso nel suo eponimo album d’esordio.
E che bis!
Ovviamente mica finisce lì, mancano ancora dei brani chiave della sua carriera decennale.
Ultimo vero cambio di abbigliamento per Dua Lipa, che sfoggia un body nero e catene Chanel (visibile anche nei suoi post di Instagram) per “New Rules”, uno dei brani che la collocano definitivamente nello scenario pop nel 2017, in una versione lenta drum and bass.
Impossibile poi non omaggiare il suo contributo per il film “Barbie”, uscito oramai due estati fa, con un assaggio di “Dance the Night”; per poi chiudere con il suo pezzo più forte, con il basso forse più inconfondibile di tutti i suoi dischi: “Don’t Stop Now”. Che, quando uscì in pienissimo lockdown nel 2020, sembrava decisamente sprecato per quanta energia avesse all’epoca. Ma è proprio come il vino: più invecchia e più diventa ancora godibile. E, dulcis in fundo, i fuochi d’artificio accompagnano “Houdini”.
Un’ora e cinquantacinque di show allo stato puro di un’artista nel pieno della maturità artistica e che continua ad affascinare trasversalmente generazioni diverse da tutte le parti del mondo. Veramente difficile poter fare di meglio, forse uno dei migliori show che il palco degli I-Days potesse avere in questi ultimi anni.
Clicca qui per vedere le foto di Dua Lipa, Alessi Rose e dei Merk & Kremont all’Ippodromo SNAI La Maura di Milano (o scorri la gallery qui sotto).
ALESSI ROSE – La scaletta del concerto all’Ippodromo SNAI La Maura di Milano
IKYK
Eat Me Alive
Don’t Ask Questions
Same Mouth
Imsochillandcool
Oh My
Pretty World
DUA LIPA – La scaletta del concerto all’Ippodromo SNAI La Maura di Milano
Training Season
End of an Era
Break My Heart
One Kiss
Whatcha Doing
Levitating
These Walls
A far l’amore comincia tu
Maria
Physical
Electricity
Hallucinate
Illusion
Falling Forever
Happy for You
Love Again
Anything for Love
Be the One
Encore
New Rules
Dance the Night
Don’t Start Now
Houdini
