Recensioni

STREA – Gold and mess

Tra le nuove proposte al femminile uscite ultimamente con un album d’esordio troviamo l’interessante disco di STREA “Gold and mess”, recentemente pubblicato da Vrec Music Label.

Irene Ettori all’anagrafe, è attualmente in tour sia con spettacoli indipendenti sia in aperture ad artisti nazionali ed internazionali (vedi Alteria,  Tori Sparks ed i quotati the O.R.k). Proprio con i the O.R.k di Colin Edwin (ex bassista dei Porcupine Tree) si apre il legame con l’artista bresciana: Edwin ha partecipato al brano più prog del disco “Ophelia” prestando il suo strumento ad una suite di oltre 7 minuti dal notevole valore. Si evince dalla scrittura di STREA un connubio tra melodie accattivanti (vedi i singoli “Hazel” e “July”) ad esperimenti più prog e a tratti blues (la title track “Gold and mess”).

Le radici sembrano quelle di un cantautorato folk rock al femminile tra la Morissette e Pj Harvey. Ne esce un disco ben suonato, definito sotto un’etichetta più ampia di art rock, visto anche la particolare cura dell’immagine e dei videoclip che lo staff dell’artista ha pubblicato online.

Nella tracklist figurano anche due cover di spessore: la prima è una versione dilatata del capolavoro di Kate Bust “Running up That Hill” decisamente riuscita con un finale in crescendo degno di nota; la seconda è una scelta più coraggiosa (che svela gli ascolti più metal dell’artista bresciana) con una cover acustica degli Anathema “The Lost Song part II”.

La qualità vocale e strumentale del disco è molto alta, ed il disco omogeneo nel complesso anche se è auspicabile una scelta più netta del mondo sonoro da esplorare in futuro.

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