Questa volta Cambuzat ha voluto riportare tutto a casa. Ha ripreso dieci tracce della sua band, gli avant-rock francesi Ulan Bator, e ha deciso di riproporli in solitaria, in acustico ed in maniera intima. Senza l’enfasi noise, le vibrazioni e cavalcate rock, i fraseggi e le onde sonore, questi dieci brani viaggiano nella sfera dell’intimità.
Il rocker francese ha scelto dieci brani tra tutti i dischi degli Ulan Bator, ci sono dunque brani di “Vegétale”, come l’evocativa “Lumiere bianche”, “Ego: Echo”, tra le quali spicca un’evocativa e malinconica “Soeur violence”, fino a “Thou bohu”, passando per l’arpeggiata “Terrorisme erotique tratta da “Novoule air” e la ballata “Torture” di “rodeo Massacre”.
Solo con la sua chitarra, Cambuzat scarnifica i brani, esaltandone o cercandone la vena esclusivamente intima e folk, è come se si denudasse per analizzarre ogni parte di sé stesso, dando in questo modo una vena cantautorale a molti brani.
