La poetica musicale di Francesca Bono affonda le radici in un’intimità ruvida e luminosa, con brani che si dilatano tra crepe e bagliori. La sua voce guida chi ascolta in una terra di mezzo tra oscurità e grazia, sostenuta da una scrittura personale e tagliente. Francesca non rincorre modelli, ma costruisce visioni intime e collettive, con forza silenziosa e consapevole.
Musicista e autrice dal percorso trasversale, ha debuttato da solista con Crumpled Canvas (2024), co-prodotto da Mick Harvey, portandola al SXSW 2025 e su radio come Soho Radio, Battiti e Sei Gradi. Fondatrice degli Ofeliadorme e parte del duo sperimentale Bono / Burattini, è stata apprezzata da BBC6, The Wire e RAI Radio 3. Ha collaborato con nomi come Howie B, Massimo Volume, The Dining Rooms, Corrado Nuccini, Massimo Carozzi e Muna Mussie, suonando in Europa, USA e Cina, e partecipando a festival come WOMAD, SXSW e SFEMF. Nel 2025 è attesa alle due date italiane dei Blonde Redhead.
Per l’appuntamento del 5 ottobre a Pozzo d’Adda, Francesca Bono ha scelto una selezione di brani che riflettono il suo gusto musicale e la sua sensibilità artistica. Ecco la playlist commentata:
Grouper, Disengaged
È un’artista che stimo e seguo da anni. E l’ho scoperta proprio con il disco dal quale è tratto questo brano, il primo in scaletta. Ha un suo stile inconfondibile e molto personale, una qualità importante.
David Sylvian, The Heart Knows Better
Il brano, come tutto il disco, è scheletrico, asciutto, con arrangiamenti e suoni peculiari. Suona radicale ma intimo allo stesso tempo.
Damon Albarn, Hostiles
Voce, melodia, testo, arrangiamento. Tutto al servizio di una canzone pop bellissima.
Spider Monkey, Beth Gibbons and Rustin Man
Due artisti che stimo molto. Un’alchimia rara.
Mabe Fratti, Mil formas de decirlo
Per mille ragioni non sono riuscita a vedere ancora quest’artista dal vivo, ma spero di farlo alla prossima occasione. Trovo la sua ricerca musicale estremamente interessante e vicina al mio sentire.
