Playlist

I 5 brani preferiti da ROBERTO BENATTI

Dopo due anni dal debutto con “Aspettando Ribot”, il cantautore Roberto Benatti torna con “La tua casa”, un nuovo brano che segna l’inizio di un capitolo più consapevole e audace del suo percorso artistico, merito anche della collaborazione di Alessandro Fiori come produttore. Il singolo, disponibile in distribuzione Believe Music Italy, anticipa il secondo album “Quest’inverno mi sposo”, atteso nei prossimi mesi.

Con “La tua casa”, Roberto Benatti consolida la sua identità di autore autentico e sensibile, capace di muoversi tra la tradizione del cantautorato e la ricerca di nuove sonorità, in un equilibrio che restituisce calore, eleganza e una profonda sincerità emotiva.

Per conoscerlo meglio, come sempre, siamo partiti dai suoi cinque brani preferiti. 

DE ANDRÉ – CODA DI LUPO 

Rimini è un disco che contiene le prime canzoni che, ancora bambino, ho ascoltato con un certo grado di consapevolezza. Ne avevano una copia i miei genitori ed ogni volta che qualunque pezzo dell’album risuona mi pare di tornare a sentire l’odore del fumo delle loro sigarette nella nostra vecchia cucina. Adoro Coda di lupo per l’uso raffinatissimo delle parole, con tutte quelle assonanze in U – O di cui è disseminata: è un esempio perfetto di poesia dove gli artifici della scrittura non suonano forzati ma fluiscono con naturalezza insieme alla voce magica, da sciamano, di De André. 

FUGAZI – BLUEPRINT 

La mia passione per i Fugazi è nata quand’ero adolescente e il mio insegnante di Economia Aziendale a ragioneria mi passava sotto banco le cassette delle sue band indie preferite. Di loro amo la capacità di coniugare la volontà di sperimentare e l’utilizzo di mezzi semplici, essenziali. L’inizio di questa canzone ne è un perfetto esempio; non mi stanco mai di ascoltarlo e suonarlo. 

BOB DYLAN – ONE TOO MANY MORNINGS 

Chiunque abbia avuto un amore lontano non può che sentire profondamente propria questa canzone. Accordi e melodia semplicissimi, chitarra appena accarezzata, una voce quasi sussurrata che sembra essere quella interiore del giovane Dylan. E ci sono davvero pochi incipit in grado di essere tanto evocativi quanto 

Down the street, the dogs are barkin’
And the day is gettin’ dark.

ELLIOT SMITH – MISS MISERY (EARLY VERSION)

Io e mia figlia maggiore a volte facciamo il gioco della torre: chi butteresti giù tra… lei è molto furba e sa come mettermi in difficoltà. Alla fine mi propone sempre Elliot Smith con qualcun altro dei miei idoli, e io salvo sempre lui. Perché era troppo buono (basta sentirlo cantare una strofa qualsiasi per capirlo) per fare una fine così brutta, così presto. E poi vorrei che la sua ragazza tornasse, per fare quel giro nel posto che lui ha notato nella rivista che lei ha lasciato per terra andandosene. 

BRASSENS – SUPPLIQUE POUR ÊTRE ENTERRÉ À LA PLAGE DE SÈTE

Questo è un pezzo che ho così tanto ascoltato e cantato negli ultimi anni che le prime parole che ha pronunciato la mia figlia minore sono i primi versi della Supplique. 

Brassens mi ha sempre ricordato mio padre, per il suo fascino, per l’odore di fumo che si sente insieme alla sua voce, per il suo smisurato amore per la vita. E che abbia affrontato con tanta intelligenza, ironia e sobrietà il tema della morte è cosa che mi mette un po’ più in pace con la vecchia carogna con la falce. Questa versione dal vivo è una delle cose più umane che si possano trovare in musica.  

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri anche...

Recensioni

Ovvero: fare un disco senza voler occupare spazio Quest’inverno mi sposo non è un disco che chiede attenzione: la evita. Non cerca legittimazione, non costruisce...

Copyright © 2026 | Rockon.it

Exit mobile version